La pandemia non ferma le iscrizioni a Imt: 850 aspiranti per il nuovo ciclo di dottorato foto

Il consiglio d'amministrazione ha approvato un piano di investimento straordinario di 320mila euro per gli allievi

Il consiglio d’amministrazione della scuola Imt ha approvato un piano di investimento straordinario destinato agli allievi per un ammontare complessivo di 320mila euro. Si tratta di misure che per circa la metà dell’importo sono destinate a coprire i disagi incontrati dai dottorandi nei mesi di lockdown, quando si sono trovati di fronte all’impossibilità di frequentare biblioteche, archivi, laboratori e altre sedi di ricerca per completare il loro lavoro di tesi e concludere il loro percorso di dottorato.

Così, accanto alla proroga della borsa di studio di due mesi, già prevista dal governo nel Decreto Rilancio, per gli allievi al terzo anno la Scuola Imt ha previsto l’accesso a contributi straordinari – le cosiddette Supporting Fellowshipborse di studio speciali che consentiranno agli allievi che ne faranno richiesta di prolungare fino a un massimo di altri cinque mesi il loro percorso di formazione e ricerca.

Allo stesso tempo la scuola ha prorogato di altri due mesi la durata di altri benefici già attivi, le cosiddette Frontier Proposal Fellowship relative al 2019, in scadenza il prossimo novembre. Un programma particolarmente stimolante per gli allievi, quello delle Frontier Proposal Fellowship, che la scuola ha varato lo scorso anno per la prima volta e che consente agli studenti del terzo anno, impegnati in progetti di ricerca innovativi e particolarmente impegnativi, di ottenere una proroga fino a un anno del loro percorso. Il programma è stato riconfermato anche per il 2020 con un investimento pari a 160mila euro, cifra che si aggiunge ai 157mila stanziati per contrastare i disagi della pandemia; iniziative che la scuola, che ha chiuso il bilancio 2019 in attivo, finanzierà con risorse proprie.

Accanto a queste misure nei mesi scorsi la Scuola Imt ha varato anche un rilevante piano di aggiornamento delle infrastrutture informatiche, volto a migliorare le possibilità di formazione e di ricerca a distanza, per il quale Accanto a queste misure nei mesi scorsi la Scuola Imt ha varato anche un rilevante piano di aggiornamento delle infrastrutture informatiche, volto a migliorare le possibilità di formazione e di ricerca a distanza, per il quale è previsto un cospicuo finanziamento dal Miur.

“Nostra missione prioritaria – spiega il professor Pietro Pietrini, direttore della scuola Imt – è la formazione ai massimi livelli dei nostri allievi, giovani brillanti che vengono a Lucca da ogni parte del mondo dopo aver superato una selezione molto competitiva. Le misure che la scuola ha messo in campo, approvate all’unanimità dagli organi di governo, pressoché uniche nel panorama accademico nazionale, sono volte a garantire ai nostri allievi la possibilità di completare il loro percorso di studio e ricerca”.

Già nel mese di giugno la scuola aveva inaugurato la sua fase 2 emanando un protocollo di sicurezza con l’obiettivo, fra le altre cose, di favorire la ripresa delle attività di ricerca e di studio dei dottorandi in sede, regolamentando l’accesso al Campus, ai laboratori e alla biblioteca, aperta solo all’utenza interna. Così gli studenti sono tornati a frequentare i laboratori con un sistema di prenotazioni, sale riunioni e spazi comuni per breve tempo, mantenendo le distanze di sicurezza e indossando la mascherina – obbligatoria in tutte le sedi – a ripopolare il Campus, sebbene in maniera parziale perché le camere tuttora possono essere occupate da un solo ospite.

Per la fase 3, che inizierà in autunno, la scuola sta predisponendo un nuovo pacchetto di misure per garantire la ripresa delle attività didattiche in modalità mista – quindi con la possibilità di seguire lezioni sia in presenza, sia a distanza – e allo stesso tempo permettere a tutti gli studenti di tornare a frequentare il Campus, confrontarsi con colleghi, professori e ricercatori, oltre a utilizzare le attrezzature di laboratorio. Il nuovo anno accademico inizierà ufficialmente a novembre e vedrà 33 nuovi allievi di dottorato – selezionati fra centinaia di candidati provenienti da tutto il mondo – varcare la soglia del Campus di San Francesco.

Nonostante la pandemia, infatti, il bando per il nuovo ciclo di dottorato, che si è chiuso lo scorso 10 luglio, ha visto ben 850 aspiranti – di cui il 70% internazionali – fra i quali cresce del 30% rispetto allo scorso anno il numero degli italiani.

“Insieme alla direzione e agli uffici amministrativi – conclude Pietrini – ai quali sono grato per l’intenso lavoro mai venuto meno nonostante le difficoltà della pandemia, stiamo predisponendo tutte le misure per accogliere in piena sicurezza i nostri allievi a Lucca dopo l’estate“.

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