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Tra concorrenza sleale e crollo del turismo i tassisti lucchesi sono in ginocchio

La denuncia del presidente del consorzio Taxi Lucca: "Spesso inascoltati dalle amministrazioni locali"

“Come ogni anno ritorna in scena il medesimo copione di quella che potrebbe essere definita un’opera “buffa” dal titolo “trova l’intruso”. Alludo alle quotidiane interferenze di numerosi individui abusivi i quali forti del diffuso lassismo e, forse, di un malinteso senso di tolleranza, possono continuare ad approfittarsene, indisturbati, di ciò che rimane del mercato locale del trasporto pubblico Taxi, ridotto ai minimi termini dalla gravissima crisi economica provocata dalla pandemia della Covid-19.  Il contesto economico e sociale in cui operiamo, nel rispetto di tutte le regole imposte dalla normativa nazionale, regionale e locale, è ormai una vera e propria giungla senza regole, ove vige una sola legge, quella del prezzo più basso, a tutti i costi”.

A parlare è Stefano Capperoni, presidente del consorzio Taxi Lucca, che denuncia una serie di situazioni: “Chiariamo subito che i tassisti di Lucca sono favorevoli alla concorrenza, quale stimolo a migliorarsi continuamente, fornendo anche diverse modalità di accesso al servizio come App Taxi, sito internet, e Centrale Radiotaxi operativa h24, in linea con il progresso tecnologico ma, sempre, nel rispetto della legge che deve tutelare l’utenza.  Siamo i primi (per non dire gli unici) a non essere totalmente dei liberi imprenditori: infatti, per noi, non è possibile effettuare una contrattazione del prezzo della corsa prescindendo sia dall’uso del tassametro che dalle tariffe adottate dai comuni che rilasciano le licenze; per altro verso, vuoi per spirito di servizio nei confronti della città ma anche per l’esistenza della turnazione richiesta dal comune di Lucca, garantiamo la reperibilità h24, pure in periodi, come quello attuale”.

“I fatti di cronaca apparsi sulla stampa locale il 16 luglio scorso riguardanti un collega del comune di Forte di Marmi,  investito da un soggetto che operava in maniera abusiva – prosegue – è l’ennesimo deprecabile episodio che, per fortuna, non ha avuto gravi conseguenze per il malcapitato; questo conferma l’esistenza di un problema (in termini di illegalità diffusa), nell’ambito del settore del trasporto pubblico non di linea, cosa che dovrebbe far propendere per una maggiore attenzione da parte delle competenti autorità (specialmente quelle locali come i comuni). Negli ultimi anni solo l’assessora Valentina Mercanti si è mostrata disponibile a collaborare, ascoltando le criticità che le sottoponevamo ma è pur vero (a nostro avviso) che, complessivamente, il livello di attenzione mostrato, nei fatti, da parte dell’amministrazione comunale non sia stata sufficiente ad impedire il via vai di autisti formalmente “regolari” (in quanto autorizzati da qualche amministrazione), ovvero, di Ncc (imprese di noleggio con conducente) che pur avendo sede e rimessa in altri comuni, di fatto, operano e stazionano, quotidianamente, nel territorio del comune di Lucca, fuori dai limiti della vigente normativa. Ciò aggrava, ulteriormente, l’effetto distorsivo della concorrenza già provocato da autisti “privati” totalmente irregolari, agevolati da applicazioni che li mettono in contatto con ignari clienti (i quali non immaginano di fruire di un servizio non autorizzato), fuori da ogni regola”.

“Potrebbe essere facile monitorare questa “invasione” potendo utilizzare i comuni (come quello di Lucca), il sistema di mappatura per tutti gli accessi, incrociando le targhe dei mezzi con le autorizzazioni rilasciate da altri comuni tanto più che, per alcuni veicoli in particolare, li vediamo stazionare, nottetempo, in area pubblica, mentre vige l’obbligo di rientro in rimessa, al termine del servizio. Questa accusa – intendendo criticare quanto non fatto fino ad oggi – la rivolgo direttamente ai responsabili delle amministrazioni locali e regionali, che pur si dovranno assumere oneri oltreché onori, dettati dalla propria funzione di amministrazione e controllo del territorio, con l’auspicio che venga, finalmente, dato un segnale forte e chiaro, nel segno della legalità”.

“Sta nei fatti che se le autorità a ciò istituzionalmente deputate, per prime quelle locali, avessero avuto la volontà politica di ristabilire il principio dell’inderogabile rispetto delle regole – prosegue – da parte di tutti gli operatori, sicuramente, ne avrebbero avuto capacità tecniche e mezzi (come del resto si è visto durante fase di lockdown), tramite il sistema di varchi elettronici che leggono la targa dei mezzi che accedono alla Ztl; e poter poi chiamare per “chiarimenti” il diretto interessato, sul perché si trovasse a transitare magari più volte al giorno (o sostare di notte), in un comune differente da quello ove ha la rimessa.  Mi risulta, infatti, che con tale sistema sia possibile accertare in tempi successivi al transito, le infrazioni al nuovo codice della strada in caso di accessi non autorizzati, quindi, mi chiedo se tale controllo possa essere esteso a tutti i mezzi che transitano”.

“Perdurando questo stato di cose, ci prepariamo a scendere in campo – conclude il presidente – Sono allo studio contromisure tese a salvaguardare una sana concorrenza che possa tutelare l’utenza e salvaguardare il lavoro degli operatori regolari, a discapito dei “furbi”. Faremo da capofila per coinvolgere altri radiotaxi per avere un unico fronte da utilizzare per contrastare un sistema che, ad oggi, non è più possibile tollerare”

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