A Lucca l’istituto di istruzione superiore per il marketing della moda foto

Nuova realtà grazie all'impegno di Cna, Comune e Mita di Scandicci: "Alta formazione per ridare centralità all'artigianato"

Un’eccellenza dell’alta formazione contemporanea, per plasmare tecnici capaci di descrivere, presentare, enfatizzare le proprietà dei prodotti nel settore moda tessile, anche sui mezzi virtuali. È FA.MA. by Mita, Fashion in marketing, corso d’istruzione tecnica superiore sullo sviluppo di strategie marketing e commerciale, che apre a Lucca a partire da ottobre nella casermetta Santa Croce.

Una sede particolare sulle mura urbane, per un progetto realizzato grazie alla sinergia di più attori: la Cna (associazione artigiani) di Lucca, il Comune e il Mita, istituto tecnico superiore nell’ambito delle professioni della moda, con sede a Scandicci, in provincia di Firenze.

Scuola biennale con qualifica di quinto livello Eqf, il Mita è un’alternativa all’università da cui si distingue per un approccio maggiormente tecnico e operativo: “Conta un totale di 2mila ore in due anni e quattro semestri, di cui 1200 in formazione specifica e 800 in stage curriculare in aziende che collaborano col Mita: oltre 180 appartenenti ai grandi brand del lusso mondiale, ma anche molti artigiani e piccole e medie imprese, cuore pulsante dell’economia italiana – spiega Antonella Vitiello, direttrice del Mita – Il bando, compilabile sul sito www.mitacademy.it, scade il 16 ottobre: i candidati, fra 18 e 30 anni in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, saranno selezionati nel numero di 25 in base alla conoscenza della lingua inglese, del livello di alfabetizzazione informatica e dell’utilizzo base di video scrittura e fogli elettronici. Apparte un contributo di iscrizione, FA.MA è totalmente finanziato dal ministero dell’istruzione e dal Fondo sociale europeo dell’Unione Europea tramite la Regione Toscana, con l’obiettivo – sottolinea la Vitiello – di formare risorse umane preparate”.

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Figure professionali di alto livello, ovvero un know how da affiancare a responsabili e imprenditori, investendo nella realtà degli istituti tecnici superiori: “In Italia sono presenti solo dal 2009, siamo ancora indietro rispetto ad altri paesi come Germania e Francia che puntano molto sul manifatturiero. Sono tuttavia scuole con un successo occupazionale più elevato di altre, che permetterebbero di valorizzare il made in Italy in Europa e le nostre singole realtà artigianali regionali rispetto al capoluogo – spiega il presidente Cna Andrea Giannecchini, che sottolinea – La moda in Toscana non è solo Firenze, ma una realtà diffusa. Bisogna seminare le condizioni per promuoverla, da Lucca verso la costa alto tirrenica: sicuramente la nascita di questo corso a Lucca ne rappresenta il primo importante passo”.

Osservazioni condivise dall’assessore comunale alla mobilità Gabriele Bove, che aggiunge: “Una grande opportunità per la Lucca, ricca di piccole aziende e artigianato che potranno trarre dal FA.MA una spinta promotrice, ma un’occasione anche per tutta la provincia e la Toscana. Può rappresentare infatti l’inizio di un percorso a più tappe nel territorio, perché l’amministrazione è alla ricerca di altri spazi da investire nella stessa direzione della casermetta di Santa Croce: una scelta, la sede, che per la sua localizzazione rappresenta un elemento favorevole per il corso, offrendo agli studenti la possibilità di organizzare sfilate sia nel baluardo che lungo le mura urbane stesse”.

Investire sul territorio lucchese con la creazione di una scuola diffusa, è un obiettivo condiviso sia dall’amministrazione che dal Mita: con la creazione di una rete territoriale di promozione del made in Tuscany, puntando sulle specifiche eccellenze di ogni singola zona. “Vogliamo riportare a Lucca la tradizione della calzoleria, ricostruendo le condizioni per attirare investitori – spiega la direttrice Vitiello -: cosa possibile finanziando la formazione. Gli investitori sono attirati da risorse umane preparate, non solo economiche”.

Come sottolinea anche l’assessora alle attività produttive, Valentina Mercanti: “Lucca possiede eccellenze, come quella del settore calzaturiero, che vanno oltre il nostro territorio: per valorizzarle è fondamentale investire nella formazione. Questo corso di studi è una grande opportunità per la nostra città e tutta la costa, che potrà attirare molti investitori, oltre che imprese. Un’occasione per ridare centralità all’artigianato, futuro del made in Italy”.

Un futuro fortemente incrinato dal Covid, a discapito di un settore già debole in Italia: “La pandemia ha cambiato il mondo commerciale ed artigianale, anticipando la rivoluzione tecnologica di cinque anni. Noi però – afferma Sabrina Mattei, vicepresidente di Cna Lucca – abbiamo intercettato questo bisogno, investendo in un Its che si occupi di moda e di comunicazione, in modo da poter valorizzare le realtà già esistenti in questo settore. La nostra associazione è stata attenta alle trasformazioni del settore artigianale anche nel rapporto finale e diretto fra produttore e cliente: per questo, servono figure nuove e competenti in grado di seguire e anticipare i mutamenti del mercato. E investire nella formazione  è quanto di migliore si possa fare”.

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