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Niente processione della Santa Croce, Tambellini: “Dobbiamo mediare fra prudenza e salute”

La proposta di Colucci: "Il vescovo sfili da solo da San Frediano a San Martino"

Niente processione della Santa Croce, parla il sindaco Alessandro Tambellini.

“La decisione di annullare il corteo della processione di Santa Croce – dice – è stata molto difficile e sofferta. Purtroppo, come tanti amministratori italiani, vivo anch’io giorno per giorno la difficoltà di scelte complesse che siamo costretti ad assumere per tutelare il bene comune, ma soprattutto per proteggere i più deboli. Chi sono i più deboli in questo momento? Sono gli anziani, le persone immunodepresse o con patologie croniche, che non possono e non si debbono ammalare, le persone che comunque sono nelle condizioni di sviluppare forme gravi e aggressive della malattia. Sono i nostri genitori, i nostri nonni. Deboli sono le persone che si sono gravemente ammalate nei mesi passati e ancora oggi portano le conseguenze del Covid-19. Deboli sono anche i tanti che hanno perso il lavoro o che hanno visto irreparabilmente colpita la propria attività; quelli che sono in difficoltà economica, i cittadini e le famiglie che hanno affrontato mesi di chiusura e di paura come non avevamo visto mai”.

“Mancano ancora parecchi mesi – dice il sindaco – al momento in cui potrà partire la necessaria e attesa vaccinazione di massa. Fino ad allora il sindaco ha il dovere di mediare fra prudenza, salvaguardia della salute, ritorno alla normalità, tutela dell’economia e del lavoro dove sono minacciati. Per questo abbiamo fatto molto per animare l’estate lucchese di attività culturali svolte in sicurezza, per offrire a cittadini e visitatori un’estate quasi ordinaria. Per questo abbiamo lavorato assieme all’arcidiocesi e agli altri soggetti responsabili per cercare di realizzare gli appuntamenti tradizionali al centro del Settembre Lucchese“.

“Non possiamo sottovalutare l’andamento delle condizioni epidemiologiche italiane – prosegue – e una maggiore incertezza si è proiettata anche su un avvenimento come la processione, la cui essenza sta proprio nel concorso del popolo per l’omaggio al Volto Santo. Dopo molto lavoro e molte ipotesi abbiamo rinunciato al corteo”.

“Resta la luminara – conclude – a descrivere quell’antico percorso di fede e tradizione che lega le nostre due principali chiese cittadine. La luce dei lumini nella notte del 13 settembre rappresenta bene la nostra fede, la certezza che anche questa volta, come tante volte nella storia di Lucca, grazie allo sguardo benevolo del Volto Santo, grazie alle forze grandemente spese, supereremo le difficoltà, tutti assieme e potremo presto tornare a stringerci, senza pensieri, nell’abbraccio fisico e irripetibile della nostra comunità”.

La pensa diversamente Francesco Colucci, dei Riformisti Toscani, che scrive una lettera aperta al vescovo Giulietti: “Gentile vescovo – dice – mi permetta di non condividere pubblicamente l’aver deciso, con tanta giovanile facilità, di interrompere la millenaria Processione della Santa Croce, fatto rarissimo nei secoli, senza ben valutare quanto questa tradizione sia inculcata nell’animo dei lucchesi e non solo. Le ragioni portate sulla pandemia sono curiose, il Luna Park sì, la processione no. Il supermercato sì le bancarelle del Giannotti no. Le mascherine preservano sulle giostre e non in processione”.

“Umilmente vorrei, da laico incallito – prosegue – fare a lei una sommessa proposta: segua il vescovo, da solo, il Volto Santo, da San Frediano a San Martino, perpetuando lo storico percorso che ha visto nei secoli milioni di pellegrini e di fedeli. Una processione solitaria: Il Volto Santo e lei, il vescovo, un atto di grande fede, di coraggio, che testimoni la difficoltà del momento rispettando una nostra tradizione così radicata nella lucchesità. Basterebbero pochi vigili urbani per garantire il mantenimento delle distanze e l’uso delle mascherine per le famiglie con assisteranno a questo simbolico atto di profonda devozione al volto santo di Lucca, fatto dal suo pastore”.

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