Via al nuovo anno scolastico fra ingressi scaglionati e mascherine. Gli studenti: “Finalmente in classe” foto

Alunni in aula con tutte le precauzione previste. Per il trasporto scolastico nessuna criticità

Primo giorno di scuola, anno scolastico 2020/2021, un anno diverso dal solito, l’emergenza Covid ha cambiato le nostre vite. Dopo il lockdown primaverile, gradualmente stiamo tornando alla normalità, la ripartenza dell’anno scolastico è uno step importante per capire come progredirà l’andamento del contagio.

Sono sei mesi che i ragazzi non rientrano nelle proprie classi, archiviata (forse temporaneamente) l’esperienza della didattica a distanza, sui loro volti si legge un po’ di incertezza ed apprensione, ma anche un sano ottimismo che contraddistingue le giovani generazioni.

Per l’Ite F. Carrara, oggi (14 settembre) suona la prima campanella, l’ingresso degli alunni è scaglionato, le prime classi entrano alle 8 e gli altri alle 9, sono previsti tre accessi per l’edificio, in modo da non creare assembramenti fuori dalla scuola.

“C’è voglia di rientrare a scuola finalmente – dice Roberto (nome di fantgasia) che quest’anno frequenterà la terza superiore – la didattica a distanza è diversa, per molti versi anche più comoda e devo dire che c’è stata una buona organizzazione, ma fare lezione in presenza è tutta un’altra cosa”.

È dello stesso parere Francesca della seconda superiore: “Con le lezioni a distanza mi sono trovata molto bene, ma non saranno mai come quelle di persona. Sono fiduciosa sulle misure messe in campo dall’istituto scolastico, credo sia giusto adottarle, non si può fare finta che non sia successo niente in questi mesi, ma penso anche che possano bastare per contenere il problema dei contagi”.

Distanziamento sociale e utilizzo delle mascherine, sono le precauzioni che più hanno fatto discutere prima della ripartenza delle lezioni, ma ciò che manca di più ai ragazzi è il contatto con compagni di altre classi.
“La ricreazione era un momento in cui potevamo stare assieme ad amici di altre classi – prosegue Francesca – Oggi siamo costretti a farla ognuno nella propria aula (i professori potranno portare fuori i ragazzi durante la ricreazione ma seguendo opportune procedure di distanziamento sociale), non si potrà andare in corridoio e i contatti saranno limitati ai compagni di classe, questa misura è quella che mi pesa di più”.

Giacomo quest’anno frequenterà la prima superiore dell’istituto professionale Giorgi, è un po’ in apprensione sia perché è il suo primo giorno di scuola, sia perché affronterà un anno scolastico molto particolare:
 “Non conosco nessuno in classe mia, è un ambiente completamente nuovo. A Lammari, dove ho frequentato le scuole medie, conoscevo tutti, questo mi crea un po’ di apprensione, molto di più delle misure di sicurezza da adottare. Mi sono informato e ho cercato di rimanere aggiornato sulle direttive per il rientro a scuola, ma credo che appena entrerò in classe mi sarà spiegato come funzioneranno le cose. Sono comunque contento di ripartire con le lezioni a scuola dopo aver concluso le scuole medie con la didattica a distanza”.

I trasporti scolastici per il primo giorno hanno funzionata bene, ci sono pochi ragazzi sui pullman e nelle circolari, complice forse, il fatto che alcune scuole hanno ritardato l’inizio delle lezioni a causa della festa di Santa Croce.

“Sul pullman per arrivare a scuola eravamo solo in quattro, solitamente era pieno, io provengo da Segromigno”, spiega Roberto. “Anche da Lammari eravamo solo in tre sull’autobus”, dice Giacomo.

Da parte dei dirigenti scolastici i giorni precedenti alla prima campanella sono stati una corsa contro il tempo per risolvere i numerosi problemi che si potevano presentare con il rientro a scuola. Oggi siamo alla prova del nove. “Un po’ di apprensione l’abbiamo tutti, specialmente i genitori, sono più preoccupati di cosa faranno i figli fuori dalla scuola, che in classe – spiega Alessia Bechelli, nuovo dirigente scolastico dell’Istituto tecnico economico Carrara – Ci siamo preparati con attenzione tenendo presente tutte le misure di sicurezza e ci siamo organizzati sfruttando i tre ingressi dell’edificio in modo da non creare assembramenti durante l’entrata e l’uscita dalla scuola. Nelle prima due settimane, in cui sarà in vigore l’orario provvisorio , abbia optato per un ingresso scaglionato, le prime classi entreranno alle 8 i ragazzi più grandi alle 9. Con l’entrata in vigore dell’orario definitivo, dato le numerose ore, non era possibile proseguire su questa linea, quindi l’orario di ingresso sarà per tutti lo stesso”.

Ci si aspettano delle criticità durante l’anno scolastico? Quali saranno i più grossi scogli da affrontare? “Se ci saranno delle criticità si vedranno soprattutto nei mesi a venire, le prime due settimana saranno un banco di prova per le nuove normative sulla sicurezza. Per adesso uno dei problemi più grandi è l’utilizzo della palestra, perché non si può accedere agli spogliatoi. In futuro la criticità più grande da affrontare sarà sicuramente quando qualcuno dei ragazzi accuserà sintomi influenzali. Siamo preparati alla situazione, ma se il numero degli alunni che si sentirà male contemporaneamente dovesse essere alto, questo potrebbe essere un problema”.

Le normative sulla sicurezza, messe in campo dall’istituto, sono visualizzabili al sito https://www.politecnicolucca.edu.it

La cerimonia ufficiale della Provincia si è tenuta al polo scolastico Fermi Giorgi alla presenza del presidente Luca Menesini e del dirigente scolastico.

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