L’opposizione: “Manifattura sud, troppe forzature e dubbi sul procedimento”

Barsanti, Bindocci e Di Vito criticano l'amministrazione: "Un metodo che lascia tanti interrogativi, andremo dalla Soprintendente"

Tanti dubbi sull’operazione e una critica sul metodo e l’accelerazione finale. La variante per la riqualificazione dell’ex Manifattura sud è al centro delle polemiche dopo il rinvio di ieri sera in Consiglio comunale e la convocazione in mattinata di una nuova seduta per domani sera.

Fabio Barsanti del gruppo misto, Massimiliano Bindocci, consigliere del Movimento Cinque Stelle e Alessandro Di Vito in rappresentanza anche del capogruppo di Siamo Lucca, Remo Santini mettono nel mirino la procedura, entrando poi anche nel merito della futura, possibile, riqualificazione e in particolare del progetto presentato da Coima e avallato dalla Fondazione Crl.

“L’amministrazione – ha sostenuto Barsanti – è tornata sui suoi passi ammettendo ciò che era stato evidenziato dall’opposizione. Domani sera è stato richiesto dalla maggioranza un consiglio comunale emergenziale per scadenza termini, in cui si voterà sull’approvazione della variante di cui però nessuno è stato informato delle modifiche al progetto”.

Gli fa eco Massimiliano Bindocci, che evidenzia “i problemi organizzativi” che, secondo lui, l’amministrazione ha creato.

“In questo progetto esistono dei problemi di merito, perché la manifattura ha dei vincoli e il progetto di riqualificazione non può prevedere la realizzazione di appartamenti. Ma anche se volessimo soprassedere a questi evidenti problemi, nel recupero della struttura non è stata assolutamente coinvolta la città di Lucca, ma è stato esclusivamente fatto l’interesse della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e di Coima”.

“Senza contare – prosegue – che la maggioranza sta facendo enormi pressioni sul Consiglio comunale per arrivare velocemente all’approvazione, senza dare possibilità all’opposizione di arrivare ad un dibattito”.

“In Consiglio quando ho fatto notare che dietro al progetto girano molti soldi, sono stato addirittura minacciato di essere sbattuto fuori dall’aula – aggiunge -. Quindi non solo un enorme caos organizzativo ma si giunge addirittura alle minacce”.

“Ora ci troviamo con un Consiglio comunale richiamato d’urgenza, in cui non si sa cosa votare e non ci è stato nemmeno permesso di chiedere un Consiglio aperto. Noi vogliamo che la città venga interpellata sul recupero della Manifattura tabacchi”, incalza Bindocci.

Fabio Barsanti insiste sul regolamento comunale, sostenendo che sarebbero state fatte delle “forzature” da parte della maggioranza”, evidenziando altri problemi:

“Stamani la maggioranza, con un colpo di forza, ha infranto alcuni articoli del regolamento comunale che prevedono, in caso di presentazione di atti dalla particolare rilevanza, che si debba dare la possibilità di approfondimento superiore alle 24 ore prima di arrivare all’approvazione. In questo modo è un po’ come aver dichiarato che la variante sul recupero della Manifattura tabacchi non sia un atto dalla rilevanza ed interesse per la città”.

In assenza del capogruppo di SiamoLucca, Remo Santini, è il dottor Di Vito a presentare le proteste per il progetto di riqualificazione dell’ex Manifattura tabacchi e la variante.

“Nonostante questa variante al progetto – afferma Di Vito -, rimangono in piedi tutti i motivi di illegittimità che già erano stati evidenziati. Nonostante tutto, il sindaco Tambellini continua ad andare avanti sulla sua strada, sembra un chiaro messaggio politico, mi chiedo però che pressioni stia subendo e da chi? Il comune ha un bilancio positivo e non c’è urgenza di vendere. ‘Il sindaco si comporta come se fosse un imperatore che gestisce il suo feudo, ma si sta dimenticando che nelle ultime elezioni amministrative ha vinto per poco più di 300 voti”.

Poi la stoccata: “Voglio inoltre aggiungere che il presidente di Fondazione aveva detto che le mura erano state escluse dal progetto mentre a mia verifica, ho visto che a inizio settembre non era così”.

“Esistono dei vincoli stabiliti dal Mibact – aggiunge il dottor Di Vito – con il provvedimento numero 530 del 2016 si stabilisce che in caso di recupero della Manifattura tabacchi, non possono essere previste destinazioni d’uso residenziali e ricettive. Si tratta di vincoli importanti che non si possono aggirare. In tutto questo progetto inoltre c’è un attore importante che è stato completamente ignorato che è la Soprintendenza”.

“Il progetto nasce con dei problemi ben precisi e con notevoli mancanze – conclude Barsanti – i vincoli presenti non possono essere superati e occorre chiedere l’approvazione dalla Soprintendenza, che non è mai stata coinvolta. Una delle prime cose che faremo è quella di chiedere un confronto con la professoressa Angela Acordon”.

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