“Scuole fatiscenti”, blitz del Blocco studentesco

Il movimento pronto a organizzare manifestazioni di piazza

Respira, questo è il nuovo motto con cui oggi il Blocco studentesco ha lanciato in tutta Italia, e dunque anche a Lucca, il nuovo anno politico per le scuole.

“Un messaggio chiaro – inizia la nota del movimento – che vuole arrivare dritto al cuore degli studenti italiani che in questi giorni (e nei prossimi) saranno costretti a rientrare nelle scuole gulag del ministro Azzolina. Già nei primi giorni che hanno contraddistinto l’apertura delle scuole sono emerse tutte le minacce che rischiano di minare le fondamenta di un’intera generazione che, ancora prima che materiali – come possono essere le strutture fatiscenti che da anni contraddistinguono la scuola pubblica italiana – sono di natura sociale”.

“Cosa significa ‘respira’? Molto semplicemente – continua la nota –: l’atto più rivoluzionario che un giovane italiano può compiere contro un governo non eletto che ha portato l’Italia e l’istituzione pubblica in un regime carcerario permanente. Respira significa riappropriarsi dello spazio e del tempo che ci hanno tolto, respira significa fregarsene del distanziamento sociale e dei ‘coprifuoco’. La cura messa in campo dalle task force Conte sono peggiori della malattia, e la paura alimentata dalla narrativa pseudo-scientifica è la peggiore delle minacce alla crescita dei futuri italiani: ignorati e colpevolizzati per mesi, è ora per tutti di riprendere ossigeno”.

“Il Blocco Studentesco – conclude la nota – vuole essere la spina nel fianco nel ventre molle e perbenista di questa Nazione. Rigettiamo con forza la categoria ‘giovani’ che vuole classificarci come una classe a parte, una classe debole da proteggere da se stessa e da indirizzare come un gregge. Rigettiamo un sistema globalizzato e liberista che ci vuole chiusi in casa serviti da Netflix e Glovoo mentre fuori si organizza scientificamente la distruzione di qualsivoglia struttura pubblica e sociale. Infine, rigettiamo al mittente ogni accusa di essere gli untori della malattia: se c’è una speranza per questa terra chiamata Italia è proprio in chi da oggi deciderà di non farsi condizionare dalla paura e scenderà in strada, uscirà dalle classi e dalle scuole, per dire chiaramente al mondo che la vita è più importante della sopravvivenza”.

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