San Pietro a Vico, tanti alla processione per la patrona foto

Una celebrazione che coinvolge anche i giovani, come Franco, l'organista della chiesa di appena 18 anni

Rinnovare il sentimento di comunità e riscoprire lo spirito originario di una ricorrenza abbandonata: con questo duplice obiettivo domenica scorsa (20 settembre) si è festeggiata a San Pietro a Vico la processione per la Beata Maria Vergine Addolorata, patrona del piccolo paese toscano. Culto tradizionale nato a fine ‘700, dopo oltre trent’anni dalla sua ultima celebrazione è stato riproposto quest’anno nella sua solenne modalità originaria, con una intera settimana di festeggiamenti.

“Ci fu un suo primo ridimensionamento intorno al 1984 dovuto a un cambio di sacerdoti, poi la festa della Madonna Addolorata da patronale si è trasformata in un evento secondario che non si è più celebrato con l’enfasi di un tempo. Anche se all’incirca nel 2012 si è assistito a un tentativo di ravvivarlo inserendovi una breve processione, con la dipartita di Don Giuseppe Giordano la festa è stata totalmente abbandonata, anche per questioni di necessità: il nuovo parroco Don Luigi risiede infatti a Viareggio dove ha una sua chiesa “, a parlare è Francesco, 18enne di San Pietro a Vico dove è nato e cresciuto insieme ai genitori. Bisnonna e nonna originari del paese, Franco suona l’organo in chiesa ed è sempre stato vicino e partecipe alle attività della parrocchia.

La chiesa è una presenza fondamentale per San Pietro a Vico – spiega il giovane -: un paese dalla conformazione geografica allungata e dispersa, tanto da non consentire la nascita di molti luoghi di ritrovo, se non i locali parrocchiali che propongono la maggior parte delle attività e iniziative”.

Promotrice di unità e di spirito di comunità, proprio in quest’ottica la parrocchia di San Pietro a Vico quest’anno ha riproposto la festa della Vergine Addolorata nelle sue modalità originarie, con il vespro e la solenne processione precedute da un cammino di preparazione spirituale, che per una settimana ha chiamato a raccolta i credenti.

Sono stati sei giorni di preghiera, per ricreare quella sacralità che contraddistingueva la festa in passato. Ogni sera, da lunedì 14 fino a venerdì 18 settembre si è tenuta la santa messa nelle principali corti. Ripetuta alle 8,30 del sabato mattina e a seguire l’adorazione eucaristica e le confessioni. Una giornata conclusasi con il concerto di organo e trombe diretto dal maestro Stefano di Vito, un’esecuzione di musiche dedicate alla Madonna Addolorata. Infine, il vespro e la solenne processione della domenica. La risposta del paese è stata unanime: tanta la partecipazione e l’entusiasmo.

Moltissimi gli adulti e gli anziani richiamati dalla memoria storica della tradizione e dal desiderio di rivivere l’antica celebrazione della Madonna Addolorata, ma forte è stata anche la presenza di famiglie, ragazzi e bambini. Una partecipazione a tutto tondo che ha coinvolto più generazioni, sia come spettatori e attori che come organizzatori: “Numerose le persone adoperatesi nei preparativi. L’organizzazione ha ricoperto un ruolo fondamentale come momento d’incontro, aggregazione e scambio – racconta Francesco -: semplici gesti simbolici, come allestire e decorare le case e illuminare il percorso della processione con le candele hanno riunito la comunità, aiutando gli abitanti a riscoprire il legame che li unisce al luogo in cui vivono e in cui affondano le loro radici, e allo stesso tempo, il loro legame reciproco”.

Riscoprire e ricostruire a livello sociale quella dimensione di paese persa nel corso degli anni, insieme alle principali motivazioni di carattere religioso e tradizionale, è stato un obiettivo trasversale della celebrazione che verrà riproposta anche in futuro con le stesse modalità: “Il rinnovo della festa alla devota di San Pietro a Vico è stata una grande occasione d’incontro e unione comunitaria, stimolato probabilmente anche dall’emergenza sanitaria. Paradossalmente, infatti, il Covid può aver contribuito al successo dell’evento: avendo passato un periodo di chiusura, lontananza e assenza di contatto, le persone sembrano aver riscoperto la voglia di legami autentici, più forti. La festa è stata sentita con entusiasmo da tutti, fermo restando il pieno rispetto delle normative di sicurezza anti contagio che non hanno disincentivato l’affluenza”, aggiunge Francesco.

Distanziamento, mascherina e gel igienizzante sono stati il requisito primario alla partecipazione, sotto il controllo di volontari appositamente predisposti per l’evento. Ma tutto si è svolto con correttezza e regolarità: “Tanta la responsabilità delle persone, la stessa dimostrata anche durante e dopo il lock down – continua Francesco –. Un periodo veramente duro per una realtà piccola come San Pietro a Vico, abituata all’incontro e all’aggregazione sia nell’ambiente parrocchiale che fuori, ma è stato accettato e affrontato con grande attenzione e scrupolosità”.

È stata una grande gioia ed emozione osservare un paese così vivo e riunito – conclude -. La partecipazione di persone di ogni età, originarie ma non solo di San Pietro, ci ha veramente permesso di riscoprire il luogo in cui viviamo e il nostro sentimento di appartenenza ad esso. Ma è stato un evento importantissimo anche per il comune cammino di fede” .

Foto di Giuseppe Cortopassi

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