Studente positivo alla Chelini, una mamma: “Protocolli troppo rigidi e tanta incertezza”

Richiesto il tampone ai compagni di classe a due giorni dal rientro: "E la scuola riprende a data da destinarsi"

Caso di coronavirus alla scuola Chelini, la protesta di una mamma. Che racconta così la trafila dello screening della Asl.

“Mio figlio frequenta la prima classe (sezione B) della scuola secondaria Domenico Chelini – dice – Domenica (20 settembre, ndr) riceviamo una telefonata dall’Azienda Usl con la quale ci informano della presenza di un compagno di classe risultato positivo al tampone e pertanto tutta la classe era stata messa in isolamento domiciliare fino al 29 settembre; alla mia domanda se successivamente al primo tampone fosse stato necessario farne un secondo, la risposta del medico è stata negativa. Le motivazioni erano che i ragazzi non sono stati a contatto ravvicinato (perchè come penso sia ormai chiaro a tutti in classe hanno una distanza di sicurezza e nelle aree comuni indossano la mascherina) e sono stati nello stesso ambiente solo due ore e pertanto le possibilità di contagio erano pressochè nulle, e in secondo luogo perchè il tampone in questione veniva fatto a distanza di una settimana dall’inizio della quarantena, ragione per cui era già passato un lasso di tempo sufficiente e non si richiedeva un secondo tampone“.

“Oggi, due giorni prima del rientro in classe, mi chiamano nuovamente dalla Asl e mi informano che domani (29 settembre, ndr) mio figlio e come lui il resto della classe, deve ripetere il tampone (fermo restando che io al momento in cui scrivo non ho ancora ricevuto la telefonata con cui mi dovrebbero dare l’appuntamento) rimandando a data da destinarsi il rientro a scuola. Ora le mie considerazioni (ma sono certa che siano anche quelle di migliaia di genitori italiani) sono queste: perchè un medico mi ha dato una risposta e poi a distanza di una settimana mi si dice l’esatto opposto? Perchè non hanno telefonato ieri (domenica) per fissare il tampone per oggi (lunedì) cosi da avere i risultati martedi e poter rientrare a scuola il giorno prestabilito? Perchè nella stragrande maggioranza dei casi ai dipendenti Asl i risultati arrivano nell’arco della stessa giornata in cui è stato fatto il tampone e ai comuni mortali dopo almeno un giorno?”.

“Ci si lamenta che il sistema è intasato – prosegue la mamma – ma si continuano a fare tamponi a chi non ha alcun sintomo o anche solo al primo starnuto, senza valutare con obiettività che tutto questo non ha senso. E ancora mi domando: perchè ogni altro ambito della nostra vita non è sottoposto a controlli così rigidi e insensati come invece lo è la scuola? So che la mia protesta presa singolarmente potrebbe non avere seguito, ma credo anche che se nessuno alza mai la voce in questo coro, certamente non otterremo alcun cambiamento. E il mio scopo è proprio quello di non restare l’unica noce nel sacco ma di trovarne altre che insieme a me facciano rumore”.

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