Locale sequestrato, Confcommercio attacca: “Un blitz sproporzionato e spettacolarizzato”

L'associazione di categoria: "Sicuri che il titolare sarà dimostrare le sue ragioni nelle sedi competenti"

C’era da aspettarselo vista la novità del provvedimento a Lucca  e così è stato. Scoppia la polemica sui sigilli apposti al locale di Corso Garibaldi di Giovanni Martini, presidente della commissione città di Lucca di Confcommercio per presunto disturbo della quiete pubblica.

Confcommercio in una nota mette nel mirino le modalità di esecuzione del sequestro parlando di una “spettacolarizzazione” e arrivando anche ad ipotizzare una “violazione del riserbo”, per il grande dispiegamento di forze.

“Innanzitutto stigmatizziamo- si legge nella nota di Confcommercio – la spettacolarizzazione dell’iniziativa con ben 12 agenti impiegati in tarda mattinata, un numero assolutamente sproporzionato rispetto all’attività da compiere in un orario in cui la città è piena di gente e si corre rischio ingiustificato di creare allarme per il pubblico. Dopo un’ora dall’inizio sostavano ancora davanti al locale due pattuglie con agenti che mettevano i sigilli e non lasciavano avvicinare nessuno: un’immagine che ricorda operazioni legate a ben altro tipo di problematiche per la cittadinanza rispetto ad un volume della musica eventualmente un po’ più alto del consentito. Confcommercio ovviamente si astiene dal commentare l’aspetto giuridico della vicenda ma non può esimersi dal rilevare come, in questa occasione, sia stato violato un principio di naturale riserbo, che dovrebbe essere garantito nei confronti dei soggetti coinvolti, a maggior ragione in presenza di fattispecie non certo foriere di pericolo per l’ordine pubblico. In tal senso va tutta la nostra vicinanza all’amico Giovanni Martini, certi che saprà dimostrare le sue ragioni nelle sedi competenti”.

(Nella foto Giovanni Martini durante una iniziativa di protesta durante il lockdown)

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