I precari della scuola tornano in piazza a Lucca

Gli insegnanti e i loro sindacati chiedono l'annullamento del concorso e l'immissione in ruolo immediata del personale per il sostegno

I precari della scuola tornano in piazza mercoledì (14 ottobre) per protestare contro la situazione degli istituti per l’emergenza coronavirus e per l’indizione del concorso in presenza.

Cobas Scuola, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Gilda Unams, Snals Confsal, Direttivo Docenti Precari Toscana e comitato Priorità alla Scuola tornano di nuovo in tricea: “Perché – si chiedono – indire un concorso in presenza mentre al contempo si invita la gente a chiudersi in casa per evitare l’espansione dell’epidemia? Perché chi ha la sfortuna di finire in quarantena deve essere escluso dal concorso a causa dell’assenza di una prova suppletiva? Perché indire un concorso in presenza, quando è tranquillamente possibile assumere con un concorso per titoli ed anni di servizio?  In generale, perché chi lavora nella scuola da più di tre anni non può essere assunto, come prevede la direttiva europea 70/1999? Perché bandire un concorso ordinario e uno straordinario per circa 80mila posti, quando i posti da coprire sono più di 200mila? Perché un concorso della scuola deve essere un evento atteso per anni e non può avere cadenza fissa, ad esempio biennale? Perché nel periodo più delirante dell’anno più delirante degli ultimi deliranti anni scolastici dobbiamo sobbarcare le scuole e i docenti di ruolo del gravoso compito di organizzare, ospitare e fare da commissari alle prove del concorso?”. Una serie di domande che sono al centro della protesta.

“Questi sono i principali, non gli unici, sia chiaro – scrivono le sigle – misteri che aleggiano nel mondo della scuola in questo periodo. Una scuola che è non-iniziata il 14 settembre, dove classi di 25 studenti e oltre sono mandate in quarantena a fasi alterne. Come ampiamente previsto e prevedibile. Questi sono i quesiti che affliggono i precari di Lucca e di tutta Italia che scendono in piazza mercoledì 14 ottobre per invocare l’annullamento del concorso straordinario per il ruolo il cui inizio è programmato fra poco più di una settimana in piena pandemia e con le scuole in estrema difficoltà nell’assegnare cattedre ai supplenti e nel garantire gli spazi necessari per il regolare svolgimento delle lezioni. La proposta è quella di rilanciare il concorso per titoli e servizi già invocato mesi fa o, quantomeno, rinviare tutto alla fine dell’anno scolastico definendo le assunzioni dei precari storici con colloqui orali al termine dell’anno di prova e prevedendo anche percorsi abilitanti che ormai da anni vengono negati.  Il tutto ovviamente per riconoscere il diritto finora negato alla stabilizzazione alle decine di migliaia di insegnanti che da anni mandano avanti la scuola italiana e hanno già acquisito i titoli di studio necessari e le competenze e l’esperienza sul campo”.

“Anche per i docenti già specializzati nel sostegno che abbiano almeno 3 anni di servizio – si legge nella nota – si chiede l’immissione in ruolo immediata, mentre per i docenti di sostegno non specializzati ma sempre con 36 mesi di servizio esclusivo sul sostegno si chiede un percorso formativo abilitante e, al superamento, la successiva immissione in ruolo. Ricordando che questi docenti sono esclusi da ogni tipologia di concorso straordinario, non avendo svolto servizio sulla classe di concorso specifica. Allo stesso tempo deve essere garantita l’organizzazione di concorsi ordinari a cadenza fissa biennale per dare la possibilità di accesso all’insegnamento anche ai neo-laureati eliminando una volta per tutte la piaga del precariato”.

L’appuntamento è per mercoledì 14 ottobre alle 17 in piazza Napoleone davanti alla prefettura di Lucca.

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