Allarme degli esercenti: “Attività in ginocchio, prorogare lo stop al canone del suolo pubblico al 2021”

Fipe Confcommercio torna a chiedere anche di rivedere alcuni aspetti del calendario dei ritiri dei rifiuti

Esprimono grande preoccupazione e al tempo stesso chiedono risposte certe e immediate agli enti preposti Sandra Bianchi e Benedetto Stefani, rispettivamente presidenti provinciali di Fipe baristi e Fipe ristoratori Confcommercio Lucca, nel tracciare un bilancio di alcune riunioni tenutesi nei giorni scorsi a Palazzo Sani fra gli operatori del settore, dalle quali sono emersi una volta di più tutti i timori da parte dei presenti per gli scenari attuali e futuri che investono la categoria.

“Durante questi incontri – spiegano Bianchi e Stefani – sono stati toccati diversi argomenti, tutti egualmente importanti. Parliamo ad esempio del suolo pubblico, per il quale è emersa da parte dei partecipanti la richiesta rivolta all’amministrazione comunale di rinnovarne anche per il 2021 la concessione gratuita, per i locali che ne hanno la disponibilità, ma anche di prevedere aiuti e sgravi fiscali di altro genere per i pubblici esercizi che non ne possano disporre, in modo così da bilanciare e trattare tutte le attività allo stesso modo”.

“Sempre per quanto riguarda le competenze del Comune – proseguono i due presidenti Fipe – si è parlato anche della questione raccolta rifiuti ed in particolar modo del calendario invernale e della necessità di rimodulare le tariffe per entrambi i semestri del 2020, ricalibrandole sulla produzione effettiva di rifiuti da parte di ogni attività, anche alla luce della chiusura a marzo per il lockdown nel primo semestre e della ripartenza lenta che ha coinvolto il secondo semestre. Infine è emersa da parte dei partecipanti la necessità per questo inverno di poter realizzare dei dehors esterni, naturalmente laddove possibili, per ampliare lo spazio a disposizione dei clienti nel rispetto del distanziamento sociale imposto dalle norme anti covid. Tema, questo, che investe naturalmente anche la Soprintendenza”.

“Sulla scia di tutto ciò – aggiungono Bianchi e Stefani – lo scorso 9 ottobre abbiamo inviato sia all’amministrazione comunale che alla Soprintendenza due lettere, chiedendo la possibilità di essere ricevuti per esporre queste importanti questioni e chiederne la loro attuazione. Ad oggi purtroppo non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta da nessuno dei due enti. Crediamo che ciò sia grave, considerando la situazione di emergenza senza precedenti che il mondo del commercio e nel caso specifico il nostro settore stanno attraversando ormai da mesi”. “Come andiamo ripetendo da tempo – concludono i due presidenti -, in ballo non c’è soltanto la sopravvivenza di un intero tessuto economico produttivo, ma anche una questione occupazionale e quindi sociale che è di primaria importanza. E questo rende ancor più inaccettabile questi ritardi da parte degli enti nell’ascoltare richieste dettate da una categoria in ginocchio, che chiede solo aiuto per poter continuare a vivere”. Sempre per quanto riguarda Fipe, la federazione ha attivato uno “sportello telefonico” a livello nazionale, dedicato agli imprenditori che necessitino in questa fase di un supporto psicologico. Il numero da chiamare è 351/7671290. Per maggiori informazioni su questo servizio è possibile contattare comunque gli uffici di Confcommercio Lucca (referente Nicola D’Olivo, 0583/473135).

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