Coronavirus, Rsa comunali sotto stretto monitoraggio

Si attende l'introduzione dei test rapidi per sottoporre ad uno screening completo operatori e ospiti

L’esperienza pregressa dell’emergenza sanitaria dei mesi primaverili, ha fatto sì che le residenze sanitarie assistenziali siano tra i luoghi più monitorati per l’alto rischio per gli ospiti di contagio da Sars-CoV-2. La rapida evoluzione della situazione epidemiologica da covid 19 a cui stiamo assistendo in questi giorni, fa si che l’asticella dell’attenzione si alzi ancora un po’.

Ma nelle Rsa comunali, fortunatamente, allo stato non ci sono casi positivi. Il punto è stato fatto nel corso della riunione della commissione politiche sociali, abitative e della salute di oggi (23 ottobre).

Alla riunione della commissione erano presenti il vicepresidente di commissione Cristina Petretti, i consiglieri Francesco Cellai, Nicola Buchignani, Maria Teresa Leone, Fabio Barsanti, l’assessora alle politiche sociali Valeria Giglioli.
All’ordine del giorno la situazione delle Rsa comunali, quella di Monte san Quirico, la Pia casa e la Comunità per gli adulti inabili.

“L’attenzione verso le Rsa non è mai mancata nemmeno nei periodi estivi – tiene a precisare l’assessora Valeria Giglioli – Anche in una situazione in cui la curva dei contagi stava calando, le precauzioni nei confronti delle persone anziane è sempre stata alta. Adesso una determina della Regione Toscana fornisce le linee di indirizzo da tenere al loro interno. Inoltre oggi ho avuto un incontro con il gestore delle Rsa comunali, la dottoressa Giovanna Garsi della cooperativa Proges”.

La situazione attuale delle Rsa del comune di Lucca a Monte san Quirico sono presenti 48 ospiti, alla Pia Casa 53, sono 7 nella comunità per gli adulti inabili. Progres, realtà che ad oggi ha la concessione, registra due decessi a Monte san Quirico e alla Pia Casa, non riconducibili a covid.
Viene sottolineato che nessuno degli operatori e degli ospiti ha sintomi che potrebbero far pensare ad una eventuale positività.

“Nell’incontro con la dottoressa Garsi – prosegue l’assessora Giglioli – ci siamo confrontati sulle condizioni di salute degli ospiti e ci è stato comunicato che nessun tra gli operatori e gli ospiti presenta sintomi riconducibili al covid. La dottoressa mi ha inoltre assicurato che non c’è promiscuità di operatori tra un settore e un altro delle strutture e io le ho chiesto di sensibilizzare il personale nel moderare i contatti con gli esterni”.
Durante l’estate le visite dei parenti agli ospiti delle rsa veniva gestito attentamente seguendo stringenti procedure, potevano far visita solo due persone alla volta e all’aperto. Con l’entrata in vigore della nuova normativa, che riguarda le linee guida da tenere all’interno delle Rsa, le visite sono state bloccate. Le uniche persone che possono accedervi sono gli operatori sanitari, non è permesso nemmeno ai fornitori di entrare.

Le Rsa sono state nuovamente chiuse ai familiari vista l’evoluzione rapida della curva epidiemologica – dice l’assessora –. Le strutture si sono dotate di ulteriori strumenti per la comunicazione a distanza tramite video chiamate. Lo scorso 15 ottobre come amministrazione, io assieme alla dottoressa Petretti, nel suo ruolo di consigliera con delega alle politiche sanitarie, abbiamo chiesto con comunicazione pubblica all’Asl, la somministrazione test rapidi con funzioni di screening a tutti gli ospiti e gli operatori delle Rsa, si tratta di un’importante monitoraggio in termini di prevenzione”.

In attesa dei test rapidi al personale sanitario e agli ospiti delle Rsa viene effettuato il tampone molecolare. Le linee guida rispetto marzo relativi allo screeneng di tutte le persone interne ad una struttura, è cambiato molto. Se prima i tamponi venivano fatti solo nel momento in cui qualcuno presentasse dei sintomi, adesso i tamponi vengono eseguiti su tutti a cadenza quindicinale.

“Queste strutture hanno bisogno di una vigilanza straordinaria rispetto al resto della popolazione – dice la vicepresidente di commissione, la dottoressa Cristina Petretti – Oggi inoltre, stiamo andando verso il periodo influenzale con il rischio del sovrapporsi delle due sindromi, con un aumento del rischio di mortalità, all’interno delle strutture comunque sono iniziate le vaccinazioni influenzali. Nel malaugurato caso si creassero situazioni di positività tra gli ospiti, le persone positive verranno subito isolate e spostate in delle strutture Rsa dedicate esclusivamente al trattamento di malati Covid”.

La commissione si è ripromessa proseguire costantemente il monitoraggio della situazione nelle Rsa comunali, anche nelle prossime riunioni. Prima di concludere la consigliera Petretti risponde ad una domanda sui trasferimenti negli alberghi sanitari di persone che non hanno la possibilità di avere un corretto isolamento all’interno della propria abitazione: “Il caso viene segnalato al dipartimento, ad intervenire a quel punto è l’Usca, i medici dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale, che fanno una valutazione sulla inadeguatezza abitativa. Nel caso non consentito un corretto isolamento è diventato obbligatorio recarsi in queste strutture chiamate alberghi sanitari. Sul territorio di Lucca ce ne sono due e sono l’Hotel Bernardino e Villa Rinascimento, in quest’ultimo ci sono due posti letto libero e nell’altro uno”.

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