Masterplan del verde pubblico, al via il percorso partecipato per aumentare parchi, giardini ed aree attrezzate

Presentato lo studio preliminare aperto ai contributi di associazioni, professionisti e cittadini

Il verde per tutti a dieci minuti da casa. È questo l’obiettivo di benessere al quale guarda il Comune di Lucca, impegnato in un lavoro di ricognizione e pianificazione che nei prossimi mesi coinvolgerà tutti i cittadini interessati a offrire il proprio contributo. Un indicatore di civiltà e qualità della vita e di buon governo del territorio che la pandemia in corso ha reso ancora più evidente, acuendo il bisogno di aree accessibili all’aperto per ogni abitante. Spazi connessi e fruibili, piacevoli da vivere, che permettano l’incontro e la relazione con l’altro pur mantenendo il necessario distanziamento fisico richiesto in questa fase storica.

Lo stato dell’arte, base conoscitiva di partenza per il masterplan, è stato presentato questa mattina (29 ottobre) in videoconferenza dall’assessore al verde pubblico Celestino Marchini, dall’assessora all’urbanistica Serena Mammini e dai responsabili del progetto per Leganet di Ali, la Lega delle autonomie locali italiane, Maurizio Gazzarri e Gabriele Puccini.

verde urbano

Lo studio, partendo da una ricognizione del patrimonio esistente in relazione anche all’identità anagrafica della popolazione, ipotizza l’opportunità di nuovi parchi pubblici in ciascuna delle ex circoscrizioni esterne al centro storico. In particolare le proposte, che saranno poi condivise e discusse nel percorso di partecipazione, valuterebbero opportuna la sistemazione di un’area a verde tra condomini accessibile da via di Ricco a San Filippo e un percorso salute in piazza della Concordia; nuovi parchi a San Macario in Piano, a Farneta, tra Sant’Alessio e Monte San Quirico, a Nave, a San Pietro a Vico e a Ponte a Moriano. Per la zona sud, invece, un nuovo parco a San Lorenzo a Vaccoli, uno a Massa Pisana (ex area sportiva) e due aree a verde a San Concordio: la prima a servizio degli isolati residenziali tra via Francesconi e via Bandettini e la seconda tra via Bastia e via di Mugnano.

Parchi, giardini pubblici, alberi, biodiversità, corridoi ecologici, collegamenti, aree attrezzate, servizi accessibili: queste, in sintesi, le parole chiave di un lavoro partecipato al quale l’amministrazione comunale assegnerà nei prossimi giorni anche un preciso indirizzo email per inviare i propri contributi. Social e canale Telegram, inoltre, saranno utilizzati per diffondere ulteriormente l’iniziativa. La pandemia in corso, purtroppo, esclude forme di coinvolgimento in presenza.

Si stima che per ogni abitanti di Lucca ci siano 17 metri quadrati di verde urbano. “Un’ampia stanza all’aria aperta in più per ciascuno, che quasi doppia i 9 metri quadrati pro capite che rappresentano lo standard urbanistico di legge. Lucca – ha osservato Maurizio Gazzarri di Leganet – ha un buono scenario di partenza. Basta aprire Google Maps per rendersi conto del verde diffuso sul territorio comunale, ai vertici in Italia per patrimonio arboreo. E se le Mura e il parco fluviale rappresentano un’eccellenza, di contro ci sono potenzialità ancora inespresse: si pensi, ad esempio, alla ciclopedonale Puccini o alla via Francigena, elementi di connessione tra territori diversi che potrebbero migliorare sensibilmente la propria dotazione di verde attrezzato. Tra le criticità rilevate c’è un difetto di coordinazione tra i diversi settori della macchina comunale, aspetto condiviso con molte altre città italiane, la georeferenziazione da completare e gli arredi da rimodernare in molti parchi e giardini esistenti”.

Il territorio comunale di Lucca ha 1.542.089 di metri quadrati di verde pubblico, composto da 25 aree attrezzate per un totale di 166.442 metri quadri e 16 aree non attrezzate per 948.285 metri quadri. Con i suoi 25.550 metri quadrati il nuovo parco di via Einaudi a Sant’Anna, realizzato nell’ambito dei progetti di innovazione urbana Quartieri social, è il più grande e il più attrezzato. Il parco delle Mura urbane, con i suoi 780mila metri quadrati, primeggia invece tra i parchi non attrezzati. Una presenza imponente che porta l’ex circoscrizione 1, quella del centro storico, sul podio per aree verdi. Fanalino di coda, invece, l’ex circoscrizione 5, l’Oltreserchio, con un solo parco attrezzato a Santa Maria a Colle di 1552 metri quadrati.
Tra i dati rilevati nello studio preliminare per il masterplan del verde pubblico c’è anche lo spazio che ogni bambino e ogni bambina ha a disposizione per il gioco: una media di 12,6 metri quadrati a testa.

Così l’assessore Celestino Marchini: “Il verde crea comunità e ha bisogno della comunità per essere pianificato. Ringrazio Leganet per la collaborazione preziosa e competente in questo percorso che parte con una bozza aperta alle osservazioni dei cittadini, delle associazioni e del tavolo del verde urbano. Dal quadro conoscitivo arriveremo a sintesi di proposte concrete non solo per realizzare nuovi parchi ma anche per migliorare l’accessibilità ciclabile e pedonale e la sicurezza. Suggerimenti per estendere la possibilità di praticare attività motoria con percorsi vita o di organizzare, nei parchi esistenti, iniziative culturali. Un altro aspetto sul quale vogliamo puntare – conclude Marchini – è la connessione wifi: la rete è fonte di informazione e comunicazione e quindi, quando si parla di attrezzature per i parchi, è imprescindibile ormai parlare anche di attrezzature digitali”.

Il masterplan del verde pubblico è uno strumento di dettaglio per raggiungere alcuni obiettivi strategici che il piano strutturale approvato nel 2017 ha posto alla città. Lo ha sottolineato l’assessora Serena Mammini: “Dalle idee, dalla visione, stiamo scendendo nel dettaglio della concretezza, in un percorso di consapevolezza crescente di quello che Lucca è e può offire. Le linee di indirizzo della pianificazione urbanistica, che hanno come fine il miglioramento della qualità della vita delle persone che abitano il territorio di Lucca, si stanno declinando in progettualità diverse: penso agli interventi sui quartieri di Sant’Anna, San Concordio e San Vito, ma anche al lavoro in essere sul piano dell’accessibilità urbano e il piano del traffico del centro storico”.

“La cura per i luoghi – ha aggiunto Mammini – è cura della vita, della sua dimensione sociale che per compiersi ha bisogno di riconoscersi in uno spazio. La mancanza di cura del passato sul patrimonio arboreo è divenuta nodo al pettine del presente: oggi, purtroppo, l’amministrazione ha dovuto abbattere alcuni esemplari gravemente ammalorati. Fare esperienza di un parco verde aggiunge benessere e le Mura urbane in questo senso sono una grande intuizione di Lorenzo Nottolini, che era anche agronomo. Così come il parco dell’acquedotto borbonico e quello del fiume Serchio. Vogliamo connettere i percorsi esistenti, renderli confortevoli e mantenerli nel tempo: una responsabilità alla quale siamo chiamati tutti, soprattutto oggi, che una certa sensibilità ambientale si sta affermando anche grazie alle nuove generazioni”.

Potenziare le aree verdi richiede il coinvolgimento attivo della cittadinanza anche nella manutenzione degli arredi attraverso reti di referenti per ogni parco: forme di collaborazione che accrescono il sentimento dei luoghi e la responsabilità degli spazi comuni. Tra i fattori di miglioramento c’è, inoltre, l’accessibilità e la possibilità di vivere in sicurezza i parchi, per esempio installando colonnine Sos o sistemi di videosorveglianza.

Un livello successivo di interventi potrà riguardare l’implementazione di risorse digiltali con aree wifi libero, accordi e implementazione di app su varie piattaforme, l’offerta di banche dati aperte in rete come ad esempio il catasto delle alberature; dal punto di vista della salute pubblica offrire un’area fitness per ogni ex circoscrizione e favorire la pratica sportiva e collocare defibrillatori semiautomatici per il pronto soccorso; dal punto di vista della socializzazione dei cittadini e utenti il senso di comunità potrà essere favorito dalla collaborazione con le associazioni, dall’organizzazione di attività didattiche e ricreative e di eventi culturali, conferenze e spettacoli.

Commenti

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  1. Contrada S.Concordio
    Scritto da Contrada S.Concordio

    coerenza richiederebbe la rinuncia immediata ai progetti “quartieri social” per S.Concordio (aree verdi, galleria coperta, piazza coperta) e il disfacimento di quanto già realizzato: riduzione delle aree verdi, pavimentazioni con cemento, asfalto e asfalto natura di oltre quattromila metriquadri che erano a verde, taglio di grandi alberi sanissimi, interramento di un laghetto, senza contare le parecchie centinaia di metri lineari di marciapiedi, resedi e piste ciclabili realizzati in cemento ed asfalto senza alcuna attenzione permeabilità e infiltrazione dell’acqua nel terreno.