Palestre chiuse, grido d’allarme dagli spalti delle Mura: “Serve sostegno” fotogallery

Malfatti: "In questa situazione il 70% non sarà in grado di riaprire"

Sono stati gli ultimi a riaprire e i primi a chiudere, di nuovo i battenti. Adesso alzano la voce per accendere i riflettori sulla crisi di un settore – quello dello sport privato – che rischia il tracollo a causa del coronavirus.

Sit in delle palestre a Lucca contro le chiusure

C’erano circa 300 persone al sit in delle palestre organizzato sugli spalti delle Mura fuori da Porta San Pietro a Lucca. Titolari, staff ma anche clienti affezionati che hanno voluto lanciare un messaggio: “Servono aiuti e subito”, hanno intonato.

A parlare per i manifestanti che hanno improvvisato anche esercizi ginnici sull’erba dei prati delle Mura, è Renato Malfatti, titolare delle palestre Ego: “Il settore si vuol far sentire siamo stati gli ultimi a riaprire e i primi a richiudere. Noi chiediamo la giusta attenzione: abbiamo bisogno di sostegno e di sostegno concreto. A Lucca e in Italia il 60-70% rischia di non riuscire a riaprire per la crisi economica e per tutte le incertezze della situazione. A Roma invece di litigare dovrebbero rispondere a questa tremenda crisi del settore”.

E’ quello che gli operatori hanno detto anche all’assessore comunale allo sport Stefano Ragghianti che ha raggiunto i manifestanti per ascoltare le loro rivendicazioni: “Lo sport – ha detto -è tutto in sofferenza e il settore deve essere assolutamente sostenuto. Lo sport privato in particolare non va sottovalutato, nelle operazioni che cerchiamo di fare per sostenere il difficile momento mettiamo al tavolo anche loro, cercheremo di fare un ragionamento sull’utilizzo di spazi pubblici in città per lo sport e sulle tariffe impegnandoci ad un sostegno, per quanto possibile, come Comune. Dobbiamo rimettere insieme sport e salute”.

Foto di P. Pinori e A. Antoni

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