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Valore della cultura economica, successo del webinar all’Ite Carrara foto

Gli esperti del settore si sono confrontati con gli studenti

Si è concluso con un bilancio decisamente positivo il webinar organizzato giovedì scorso dall’Ite Carrara sul tema L’istruzione tecnica economica: un ponte verso il futuro.

Realizzato in occasione della seconda edizione della giornata nazionale degli istituti tecnici economici amministrazione finanza e marketing per la promozione della cultura economica, giornata indetta dalla Rete Itefm (Istituti tecnici di formazione manageriale) di cui l’Ite Carrara fa parte, l’evento ha visto la partecipazione di docenti e alunni della scuole secondarie di istruzione di primo e secondo grado oltre che di un pubblico interessato alla tematica proposta.

Dopo il saluto della dirigente scolastica Alessia Bechelli, che ha messo in rilievo la capacità dimostrata dal Carrara di coniugare, nel tempo, tradizione e innovazione, e della professoressa Giorgia Ginotti, responsabile dell’orientamento, che ha sottolineato la versatilità dell’istituto, in grado di preparare al mondo del lavoro quanto alla prosecuzione degli studi universitari, è intervenuta la dottoressa Milena Guerrini, dell’agenzia Gi Group SpA, membro del consiglio direttivo dei giovani imprenditori Confindustria Toscana.

Che cosa chiedono le aziende ai giovani? In risposta a questa domanda, sono due, secondo Guerrini, le azioni fondamentali per un approccio corretto e proficuo al mondo del lavoro da parte di un neodiplomato: denotare il possesso di competenze specifiche e, soprattutto, dimostrare di aver acquisito competenze trasversali. Per quanto concerne le prime, quelle più richieste da un mercato in continua evoluzione, soprattutto a seguito delle accelerazioni imposte dall’attuale pandemia, riguardano i processi di digitalizzazione. Non c’è dubbio, infatti che il lockdown della scorsa primavera, così come ha indotto le famiglie ad apprezzare le abilità digitali delle sue componenti più giovani, abbia anche velocizzato cambiamenti socio-economici già in atto e resa più urgente, da parte delle aziende, la ricerca di competenze informatiche da spendere nell’e-commerce e nel web marketing. Altrettanto significative, fra le competenze specifiche, quelle linguistiche, ormai necessarie, in un mondo globalizzato, a qualsiasi livello lavorativo.

Ma è sulle competenze trasversali, oggi comunemente note come soft skills, che la dottoressa Guerrini ha posto l’accento: coscienza di sé, dei propri punti di forza e di debolezza; capacità di presentare sé stessi non solo attraverso il curriculum, ma anche con modalità imprescindibili dalla gestione delle dinamiche comunicative verbali e non verbali; un uso sapiente dei social media e network, con i quali bisogna saper interagire per proporsi in una sorta di personal branding. Affidabilità, umiltà, spirito di sacrificio, voglia di imparare, di mettersi e rimettersi in gioco sono, infine, valori ineludibili, da considerarsi alla base di ogni percorso aziendale, come ribadisce il dottor Stefano Polidori, di Psp Italia, membro del Consiglio direttivo giovani imprenditori Confindustria Toscana, che non manca di sottolineare il ruolo nevralgico degli stage, organizzati dagli istituti tecnici economici presso aziende, studi professionali e istituzioni pubbliche, nell’aiutare i giovani ad attenuare, se non ad evitare tout court, il senso di spaesamento che li coglie quando arrivano impreparati nel mondo del lavoro.

Infine, è con vero entusiasmo che Roberto Favilla, dirigente della Confartigianato Imprese Lucca, ha difeso il ruolo formativo degli istituti tecnici economici, evidenziando il loro fondamentale contributo nel preparare giovani capaci di occuparsi dell’amministrazione aziendale, del controllo di gestione che essa comporta, del marketing e degli strumenti informatici. Consiglia i ragazzi a non lasciarsi influenzare dagli altri, a lavorare in gruppo, anche a costo di inevitabili quanto edificanti contrasti. Ribadisce che l’istruzione tecnico-economica consente di costruirsi un futuro lavorativo senza precludersi gli studi universitari. Ricorda che l’84% di chi ha intrapreso percorsi tecnico-economici è soddisfatto della propria scelta, che il 53% la riconfermerebbe e che tutti i diplomati dell’Ite Carrara assunti nel comparto manufatturiero e dei servizi a Lucca e in Lucchesia occupano posti di responsabilità che fanno onore alla scuola dalla quale sono usciti.

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