Uniti per la Manifattura risponde al coordinamento: “Tante sviste e omissioni”

Il gruppo: "A respingere il progetto di Coima chiedendone un altro è stato proprio il Comune"

Ex manifattura, riflettori ancora accesi. Dopo il comunicato del gruppo coordinamento pro manifattura non si fa attendere la nota di Uniti per la manifattura: “Il nuovo gruppo – si legge – appare più che altro come una difesa d’ufficio dell’amministrazione e della Fondazione e contiene sviste ed omissioni, plausibili , visto che i proponenti stessi riconoscono di non essere entrati nel merito del progetto”.

“Sfugge agli scriventi pro-Manifattura – prosegue il gruppo – che il project financing sull’ex Manifattura tabacchi, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca con l’ausilio di Coima Sgr, è stato radicalmente bocciato dalla stessa amministrazione comunale. Il Comune di Lucca, come apparso il 16 novembre sulla stampa locale, ha infatti richiesto a Coima una nuova proposta di finanza di progetto, precisando che non si tratterà di un mero aggiornamento della precedente proposta. Che la richiesta inviata dal Comune di Lucca a Coima implichi una radicale bocciatura del Project financing in questione risulta chiaramente dalla lettera inviata dal sindaco a Coima ad ottobre”.

“In questa lettera infatti – spiega Uniti per la manifattura – vengono evidenziate radicali criticità del progetto, tra cui l’inserimento nell’area dell’intervento di via del Pallone e di Piazza Cittadella e gli effetti negativi che il progetto avrebbe sul bilancio di Metro srl (e, di riflesso, sul bilancio del Comune di Lucca) in conseguenza del passaggio della gestione dei parcheggi in loco da Metro srl al soggetto indicato nel Project. Parcheggi che – sebbene la circostanza sembri sfuggire ai più – sono essi ed essi soli l’oggetto del proposto Project financing; la parte sud dell’ex Manifattura, infatti, è presa in considerazione dal project solo come oggetto del contributo che il Comune di Lucca dovrebbe versare per assicurare l’equilibrio finanziario dell’operazione (in altre parole il Comune di Lucca dovrebbe compartecipare all’operazione con un proprio contributo, ma – anziché corrispondere tale contributo in denaro – dovrebbe cedere la proprietà della parte sud dell’ex Manifattura)”.

“In conclusione – prosegue il gruppo – se le maggiori criticità del poject sono i parcheggi (che ne costituiscono l’unico oggetto e quindi ‘l’essenza’), il project in questione non può che decadere e questo lo dice proprio il sindaco con la sua lettera. Sfugge al coordinamento Pro Manifattura, laddove esso afferma che la parte sud dell’ex Manifattura sarebbe stata ‘elevata, a furor di popolo, a bene culturale di inestimabile valore, sebbene nessuno vi abbia mai avuto accesso ad eccezione degli ex dipendenti dei monopoli di stato‘ che la dichiarazione di bene di interesse culturale dell’ex Manifattura tabacchi, da parte del Mibact, sia avvenuta proprio su iniziativa dell’attuale amministrazione comunale”.

“Sfugge al coordinamento Pro Manifattura – si legge nella nota – laddove evidenzia la cospicua entità di ‘investimenti per circa 60 milioni di euro‘ che i privati metterebbero in campo , che questi investimenti sarebbero lautamente ricompensati dai proventi che i privati ricaverebbero dalla gestione, per almeno 50/40 anni, dei parcheggi attualmente gestisti da Metro srl (ed i cui utili, invece, oggi confluiscono nelle casse comunali), nonché dal valore degli immobili (la parte sud dell’ex Manifattura appunto) che il Comune di Lucca dovrebbe cedere quale proprio contributo al Project”.

“Sfugge al coordinamento Pro Manifattura , laddove esorta la Soprintendenza a ‘valutare, senza paraocchi ideologici o pressioni di parte, se gli interventi siano tali da tutelare l’integrità dei fabbricati, certamente storici’, che la soprintendenza o, meglio, il segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per la Toscana – spiega il gruppo – si è già pronunciato in proposito nel 2019 con specifiche prescrizioni che ostano alla realizzazione del Project financing in questione sfugge al coordinamento Pro Manifattura, laddove porta a sostegno del Project financing che ‘La proposta implica la costituzione di un fondo immobiliare che vede Fcrl – ovverosia la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – come unico sottoscrittore e quindi proprietario’, che i Fondi Immobiliari chiusi hanno una durata predeterminata, dopo di che il relativo patrimonio viene liquidato (ovverosia ceduto), che la liquidazione può anche essere anticipata, che in corso di durata il fondo può anche dismettere (ovverosia cedere) parte del proprio patrimonio, che in ogni caso le quote del fondo possono essere cedute a terzi in ogni momento”.

“Quanto poi a quelli che il coordinamento Pro Manifattura definisce ‘ridicoli calcoli del costo a metro quadro dell’area’ – conclude il gruppo – si chiede di riflettere sul fatto che il Comune di Lucca, nel febbraio 2017 (quindi appena due anni prima la proposta di Project financing Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca/Coima), aveva messo all’asta per 5 milioni di euro 1/3 circa di quello stesso complesso immobiliare che oggi, secondo il Project financing in questione, dovrebbe essere ora integralmente ceduto per una valutazione di 3 milioni e 200 mila euro. Non sarebbe forse meglio approfondire le questioni prima di pronunciarsi pubblicamente in proposito?“.

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