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Sahara occidentale, Menesini scrive a Di Maio: “Italia intervenga per riportare la pace”

All’appello della Provincia, firmataria dei 'Patti di amicizia e solidarietà con il popolo Saharawi', hanno aderito tredici comuni

Un’adeguata e urgente azione diplomatica che possa portare a una pace giusta e duratura nei territori del Sahara occidentale“. Lo ha chiesto il presidente della Provincia Luca Menesini, scrivendo al ministro degli esteri Luigi Di Maio, perché l’Italia si faccia promotrice di un’azione per la cessazione delle ostilità nel Sahara Occidentale. La lettera prende le mosse dalla ripresa delle ostilità, lo scorso 13 novembre, dopo 29 anni di ‘cessate il fuoco’, tra il popolo Saharawi e il Regno del Marocco. Un crescendo di mobilitazione su ambedue i fronti che non può che preludere a una ripresa del conflitto armato.

“Da molti anni – prosegue Menesini – assieme alle associazioni di solidarietà del territorio, la Provincia di Lucca, con i Comuni che hanno sottoscritto i Patti di amicizia e solidarietà con il popolo Saharawi, ha seguito la vicenda di questo popolo e la più complessa lotta per l’autodeterminazione, nonché i numerosi progetti di cooperazione e sviluppo. Ritengo, quindi, che non si possa tacere a fronte di una sostanziale ripresa del conflitto e, per questo, ci appelliamo al Governo affinché si faccia promotore di ogni iniziativa utile per una immediata cessazione delle ostilità tra le parti, arginando, così, le conseguenze umanitarie potenzialmente devastanti per le popolazioni civili coinvolte nel nuovo conflitto, se questo non viene disinnescato per tempo”.

All’appello della Provincia hanno aderito i Comuni di: Lucca; Capannori; Bagni di Lucca; Camaiore; Camporgiano; Pescaglia; Villa Collemandina; Castelnuovo di Garfagnana; Pieve Fosciana; Careggine; Porcari; San Romano in Garfagnana; Viareggio, nonché le Unioni dei Comuni della Mediavalle del Serchio e della Versilia.

“Con questa iniziativa – conclude Menesini – vogliamo rinnovare il nostro sostegno alla causa pacifica di autodeterminazione della popolazione (in gran parte rifugiata) del Sahara occidentale, nel pieno rispetto dei due popoli e rinnoviamo il nostro fermo rifiuto di ogni azione violenta da parte di entrambi gli schieramenti di nuovo belligeranti”.

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