Manifattura sud, l’architetto Pardini Cattani: “Un concorso di idee per la progettazione”

La proposta è quella di coinvolgere più soggetto per le ipotesi di riqualificazione: "Ma il bene deve rimanere pubblico"

“Per le aree più strategiche della città, fra cui l’ex manifattura tabacchi, la giunta comunale di Lucca, dovrebbe favorire lo strumento del concorso di idee per quanto attiene la progettazione, rigenerazione o riqualificazione di grandi assetti urbanistici all’interno del piano operativo”. La pensa così l’architetto Claudio Pardini Cattani, che lancia così l’ipotesi.

“Valorizzare il concorso di idee – dice – permetterebbe il coinvolgimento e il confronto tra più studi urbanistici e architettonici di livello nazionale/internazionale al fine di produrre le migliori soluzionii per la città. Un percorso del tipo di quello seguito per la ex caserma Lupi di Toscana per la quale è stato bandito un concorso di idee e i professionisti risultati vincitori del concorso, sono andati poi ad affiancare il gruppo di lavoro dell’amministrazione comunale nella stesura e nella definizione della documentazione tecnica indispensabile per l’approvazione del piano attuativo di iniziativa pubblica”.

“Anche a Lucca – dice Pardini Cattani – è auspicabile che si strutturi un percorso all’interno del regolamento urbanistico vigente e della strumentazione urbanistica, che sappia garantire una necessaria e importante partecipazione, mettendo alla base della progettazione i temi propri della città e cioè quelli della cultura, del lavoro, della residenza (social housing), del verde urbano, degli spazi pubblici, della sostenibilità e della mobilità alternativa. ll lavoro di pianificazione anche a Lucca dovrebbe andare avanti di concerto con il piano attuativo, a partire dal progetto vincitore che consentirà di dare nuove funzioni alle aree in questione e, nel caso specifico, all’ex manifattura tabacchi”.

“Per quanto riguarda le risorse – conclude Pardini Cattani – sarebbe opportuno che la proprietà dell’ex manifattura tabacchi rimanesse pubblica, trattandosi di una zona fondamentale della città che non deve essere sottratta alla gestione e alla visione strategica dell’ente pubblico. Il Comune potrebbe attivare un mutuo e chiedere alle fondazioni cittadine di coprire le stesse rate di mutuo con i relativi contributi/erogazioni annuali, in modo che l’operazione diventi fattibile a livello finanziario, e che siano i cittadini, in toto, a diventare i protagonisti dell’operazione”.

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