Urbanistica, il ‘caso Lucca’ contro il consumo di suolo fa scuola

Approfondimento sul tema nell'ultimo rapporto sulla qualità dell'uso del suolo e del territorio redatto dal Snpa

L’urbanistica ecosostenibile del Comune di Lucca sotto i riflettori nazionali come best practice. Al piano strutturale è stato dedicato un approfondimento nell’ultimo rapporto sulla qualità dell’uso del suolo e del territorio redatto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa). L’istituzione, che mette in rete Ispra, le 19 Arpa regionali e le due Appa delle province autonome di Trento e Bolzano, ha scelto lo strumento di pianificazione lucchese come buon esempio di ultima generazione per l’attenzione al riuso e alla riqualificazione dell’ambiente urbano.

Il piano strutturale di Lucca, approvato dal consiglio comunale nell’aprile 2017, consente infatti nuovi impegni di suolo, per insediamenti o infrastrutture, esclusivamente qualora non sussistano alternative di riutilizzo o riorganizzazione dell’esistente. In ogni caso, ogni trasformazione consentita deve concorrere al miglioramento dei sistemi insediativi e degli assetti territoriali nel loro insieme, così come alla prevenzione o al recupero degli episodi di degrado. A questi dispositivi hanno guardato con interesse gli esperti Ispra che hanno lavorato al rapporto 2019: è tra queste pagine che al ‘caso Lucca’ è stato riservato un focus box firmato dall’architetto Marilena Flori, del dipartimento per la valutazione, i controlli e la sostenibilità ambientale.

Strategie, obiettivi generali e obiettivi specifici del piano strutturale sono stati messi sotto la lente di ingrandimento dell’Ispra. Ne è emersa la sintesi di una pianificazione comunale determinata ad arrestare il consumo di territorio rurale e di un impegno orientato a ricucire il tessuto urbano per una migliore qualità abitativa dei quartieri.

“Il piano strutturale ha invertito la rotta – dichiara l’assessora all’urbanistica Serena Mammini – è stato anzitutto un atto culturale, forte. Al centro della visione di governo del territorio abbiamo posto la persona e non i volumi da edificare. Adesso, col piano operativo – seguito dalla dirigente Antonella Giannini e coordinato dagli architetti Michela Biagi e Fabrizio Cinquini di Terre.it, che avevano già firmato il piano strutturale insieme a Gilberto Bedini – daremo concretezza di dettaglio e norme chiare agli obiettivi identificati. L’attenzione che il report Snpa riserva alla nostra esperienza di pianificazione è una bella conferma della novità del lavoro intrapreso”.

“La nostra esperienza amministrativa – aggiunge l’assessora – è iniziata quando, purtroppo, molti buoi erano scappati. Da poco era stata approvata una disperata variante di salvaguardia al regolamento urbanistico, per impedire ulteriore e incontrollata cementificazione. Abbiamo fatto ordine, scritto nuove regole, consapevoli dell’urgenza di politiche di cura dell’ambiente in linea con l’agenda europea per lo sviluppo sostenibile: sono stati necessari tempo, studio e molta determinazione, ma piano piano ogni tassello sta andando al proprio posto”.

Il XV rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano è consultabile online, nella sezione ‘pubblicazioni’, sul sito istituzionale del Snpa (leggi qui). Il capitolo che dedica un focus box al ‘caso Lucca’ è il secondo, incentrato su suolo e territorio.

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