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Comitato Per San Concordio: “Niente consumo di suolo? Comune rinunci ai lavori dei Quartieri Social”

Polemica dell'associazione dopo la pubblicazione del report Snpa: "Verso la cementificazione di 4mila metri quadri di territorio"

Piano strutturale di Lucca come esempio di strumento urbanistico contro il consumo di suolo. Ma c’è chi non ci sta come il comitato Per San Concordio, che coglie l’occasione per rinfocolare la polemica sui lavori per i Quartieri Social.

“Le parole dell’assessore Mammini – dice il comitato – destano stupore per i fatti che vanno esattamente nella direzione opposta. Sarà vero che è stato posto un inevitabile freno all’edilizia privata, ma il consumo di suolo, non abusivo, ma autorizzato dal Comune stesso, e compiuto di sua iniziativa, non si è affatto fermato nella periferia di Lucca“.

“Il terreno che verrà pavimentato e cementificato a San Concordio con i Quartieri Social – prosegue il comitato – pari a circa 4mila metri quadri, rappresenta consumo di suolo a tutti gli effetti, e dovrà rientrare anche nel monitoraggio del consumo del suolo fatto dall’Ispra.  È il suolo che verrà occupato dalla galleria coperta, una strada larga 4 metri coperta da un’alta tettoia che dovrebbe collegare piazzale Aldo Moro a via Savonarola, attraversando il parco della Montagnola e tagliando in due i campi da calcio del Lucca 7, dalla area eventi che dalla tettoia si dirama verso l’entrata della scuola media, dal parcheggio ai Chiariti a servizio di questa nuova strada, dalle cementificazioni che già sono state fatte al parchino Saharawi e dalle pavimentazioni previste nella residua zona verde dell’area Gesam. A questo va aggiunto il suolo che verrà consumato con la costruzione della scuola nel parco in via Nottolini, in un’area utilizzata da decenni come parco e a 300 metri da una altra scuola di recente costruzione”.

“Se fosse vero che il Comune rispetta il principio posto dalla legge regionale 65/2014 – conclude la nota – che “nuovi impegni di suolo a fini insediativi o infrastrutturali sono consentiti esclusivamente qualora non sussistano alternative di riutilizzazione e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti”, ribadito anche dal piano strutturale, secondo il quale bisogna “individuare forme di trasformazione del territorio orientate al contenimento del consumo del suolo” e “attivare, per ogni nuova infrastruttura, processi di partecipazione cittadina per chiarire le finalità dell’opera e le possibili alternative”, allora dovrebbe immediatamente rinunciare alla costruzione della scuola nel parco di via Nottolini, alla costruzione della piazza coperta nell’area Gesam e alla costruzione della galleria coperta nella Montagnola e parcheggio ai Chiariti.
Ci aspettiamo ancora che lo faccia”.

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