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Altri alberi abbattuti a S. Concordio, riesplode la protesta foto

I residenti di piazza Campriani: "Quelle piante tagliate dopo i lavori alle fognature, ora si creano continui allagamenti"

Rivoluzione quartieri social di San Concordio, si continua a dire no. Questa volta il dissenso contro la riqualificazione del quartiere si alza da piazza Campriani, dove a inizio anno è stata attuata l’ordinanza firmata il 2 dicembre per l’abbattimento di due aceri. Una sentenza motivata dal loro stato di malattia, che ha coinvolto anche un frassino in via Orlandi, un acero nel parco di via Passamonti e un pioppo bianco nel parco di via della Formica. Tutte e cinque le piante, spiega la perizia dell’agronomo Francesco Lunardini, erano caratterizzate dalla presenza di intere parti secche, carie, cavità e patologie che non ne garantivano un sufficiente grado di stabilità. A rischio era la sicurezza delle aree.

“Una vera e propria usurpazione” la definisce tuttavia una residente di piazza Campriani. Dopo le lotte del comitato guidato da Clara Mei contro i lavori in Piazzale Aldo Moro, l’adiacente parco della “montagnola”, la pista ciclabile ribattezzata ‘aeroporto di San Concordio’ e il progetto della Piazza Coperta al posto della ex-Gesam, a parlare sono infatti i condomini di piazza Campriani, che oltre all’abbattimento di due dei suoi anziani alberi lamentano mesi di lavori per la manutenzione alle fognature: “Sono state rifatte tutte a partire da agosto – spiega una residente –Mesi di lavori che hanno causato un forte disturbo alla quiete, provocando molta confusione. L’abbattimento degli alberi è stato deciso e attuato in seguito a questi lavori, provocando inoltre ulteriori problemi – continua -: proprio in corrispondenza degli spazi vuoti una volta occupati dalle piante, si sono formati allagamenti di acqua piovana non più assorbita dalle loro radici e rimasta stagnante. C’era fango ovunque: tenendo conto che sulla piazza sorge anche un piccolo parco giochi, si tratta di una grande operazione di ‘riqualificazione del quartiere’, devo dire”.

Solo l’ultima delle tante operazioni attuate a San Concordio nel segno del “rinnovamento e della vivacizzazione del quartiere, del suo confort e bellezza”, diceva nel giugno 2020 il consigliere Pilade Ciardetti con riferimento in particolare al progetto della piazza coperta affidato all’architetto Pellegrini, ampiamente contestato dal comitato di San Concordio. In dubbio era proprio il miglioramento della qualità della vita nel quartiere, lo stesso quesito posto in questi giorni dai residenti di Piazza Campriani:

“Dubito che la qualità della vita in Piazza Campriani possa migliorare in questo modo. Sono nata e cresciuta a Lucca, e abito qui dal ’66: questi alberi li ho visti nascere e crescere. E con grandissimo dolore ne ho assistito all’abbattimento – racconta la residente – Così come ho assistito con dolore a tutte le operazioni di quella che chiamano ‘riqualificazione social’ del quartiere: eliminare il verde per far spazio al cemento la chiamano ‘rivoluzione’?”

“Una rivoluzione – continua la donna – per cui nessuno degli abitanti del mio condominio è stato interpellato, né coinvolto. La ritengo una vera mancanza di rispetto perché il problema ci riguarda da vicino, dato che ci affacciamo direttamente su piazza Campriani e sui suoi alberi. Alberi – continua – che assicuravano a noi condomini del secondo piano anche un sollievo dall’afa e dal calore estivo. Mentre adesso saremo costretti a installare un condizionatore per ovviare al problema”.

“Sì, ne sono comparsi altri due nuovi: piccoli arbusti che non potranno tuttavia svolgere la stessa funzione dei vecchi alberi per un bel po’ di tempo – conclude – Sono minuscoli e gente anziana come me non li vedrà mai crescere”.

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