Rossi (Cgil): “Campo di Marte inutile se non si fanno assunzioni e lavori di ristrutturazione adeguati”

L'affondo del segretario generale del sindacato lucchese: "Una occasione da non perdere"

“Gli interventi di riqualificazione dell’ex ospedale Campo di Marte rappresentano una grande opportunità per il territorio lucchese. Gli investimenti realizzati fino ad ora hanno avuto lo scopo di trasformare la struttura in un baluardo contro l’emergenza pandemica, con al suo interno 200 posti Covid, di cui 12 di terapia intensiva. Questo ben si sposa anche con la lezione impartitaci dalla pandemia, cioè che il servizio sanitario pubblico e ben dislocato sul territorio deve tornare una priorità dopo anni di tagli scellerati”. A dirlo è Rossano Rossi, segretario generale della Cgil di Lucca che però mette sull’avviso le istituzioni.

“Il recupero di una struttura come quella del vecchio ospedale non può che essere una buona notizia per la comunità lucchese e non solo, visto anche che il centro opera a livello regionale. Ma nonostante queste ottime premesse, il Campo di Marte potrà essere una grande opportunità solo nella misura in cui verranno effettuati gli interventi necessari. Infatti una volta terminata l’attuale emergenza, il nuovo padiglione covid avrà bisogno di lavori di ristrutturazione per rendere la struttura antisismica e adeguatamente agibile, in modo da essere conforme alle norme vigenti al difuori dallo stato di emergenza”.

“È inoltre opportuno – spiega Rossi – preoccuparsi della sua corretta operatività in questo momento di crisi. Sono infatti urgentemente necessarie nuove assunzioni di personale, sia infermieri che dottori, che possa occuparsi di questi 200 posti letto. Non è infatti pensabile di poter proseguire come è stato fatto fino ad ora, coprendo la necessità di personale medico e infermieristico con la richiesta di ore aggiuntive ai lavoratori della sanità, già allo stremo con i loro regolari turni. Infine riteniamo che oltre alle adeguate assunzioni e all’adeguamento strutturale vi sia un terzo punto necessario per garantire la corretta operatività del Campo di Marte, cioè la dotazione della strumentazione necessaria. Servono macchinari per la diagnostica in loco, per non costringere i pazienti bisognosi di esami specifici ad essere trasportati fino al S. Luca per effettuarli. Come Cgil sentiamo l’importanza che questo progetto può assumere, ma siamo anche consapevoli di come una gestione inconsulta degli interventi potrebbe trasformarlo in un peso per il territorio, eventualmente favorendo l’ingresso di attori del settore privato che andrebbero ad indebolire ulteriormente il sistema sanitario pubblico. Vorremmo quindi aprire un confronto sul suo futuro con le parti interessate nel progetto: l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, la direttrice dalla USL Nord-Ovest Maria Letizia Casani e il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini”.

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