Minniti (Lega): “Cittadinanza onoraria a Susanna Egri Erbstein come rimedio alla ferita delle leggi razziali”

Il consigliere comunale che ha proposto la mozione in Consiglio soddisfatto del voto unanime

Soddisfazione dal consigliere comunale della Lega, Giovanni Minniti, per l’ok alla proposta di cittadinanza onoraria a Susanna Egri Erbstein figlia dello storico allenatore della Lucchese in serie A, morto nel disastro di Superga.

“Ringrazio – afferma Minniti – il presidente del consiglio comunale Francesco Battistini, il sindaco Tambellini e tutti i consiglieri comunali per la sensibilità dimostrata che ci ha permesso di tributare il giusto e doveroso riconoscimento ad una eminente personalità capace di brillare per meriti propri e non soltanto per essere figlia di un grande allenatore di calcio. E sono particolarmente contento che la discussione della mozione sia avvenuta alla vigilia della giornata del 27 gennaio, una data simbolica e di forte impatto emotivo nella quale commemoriamo le vittime della Shoah“.

“La storia personale di Susanna Egri Erbstein – dice –  e quella della sua famiglia tratteggiano una formidabile esistenza meritevole di essere presa come modello di riferimento, come mirabile esempio per noi tutti e per le giovani generazioni. Era questo l’obiettivo sotteso alla mozione. Più volte Susanna Egri ha affermato che Lucca “è la città della mia infanzia” con questo affermando il legame affettivo con la città dalla quale fu costretta ad andare via a seguito dell’entrata in vigore delle infami leggi razziali che le impedirono di frequentare il  innasio cittadino. Per questo motivo il padre, per evitare alla figlia il trauma della mancata frequenza della scuola e per giustificare in qualche modo l’iscrizione ad un istituto privato, accettò il trasferimento al Torino di Ferruccio Novo che da li a poco sarebbe diventato “Il Grande Torino” grazie anche ai giocatori scelti da Erbstein che in quel periodo faceva l’osservatore, non potendo allenare”.

“Allo scoppio della guerra la famiglia Erbstein fece ritorno in Ungheria – prosegue Minniti – ma con l’invasione nazista della fine del 1944 molti ebrei furono deportati nei campi di sterminio e la stessa sorte poteva toccare ad Erno e Susanna che però riuscirono a salvarsi miracolosamente. Nel periodo tragico dell’occupazione nazista a Budapest, la giovane Susanna per ben due volte salvò la vita al padre affidandolo alla protezione del diplomatico svedese Raoul Wallemberg che si adoperava per la salvezza degli ebrei e lei stessa riuscì a sottrarsi alla deportazione nei campi di sterminio”.

“Dopo la guerra – conclude Minniti – Susanna Egri diventò una étoile di fama mondiale che ha mantenuto un solido legame mai reciso con la città di Lucca nonostante la residenza fissata a Torino per stare vicino al luogo dove il padre trovò la morte in un tragico giorno del maggio del 1949 in quella che la storia ricorda come la tragedia di Superga che ha consegnato alla leggenda la squadra di calcio del Torino di Erno Erbstein. È stato giusto conferirle la cittadinanza onoraria per porre rimedio alla ferita provocata dalle leggi razziali e per ribadire il legame reciproco mai venuto meno tra la città delle mura e la grande danzatrice esempio mirabile da seguire per vivere al meglio le nostre vite. Aspetto con ansia il giorno in cui Susanna Egri Erbstein ritornerà nella sua città. Sarà accolta da tutti i cittadini lucchesi che le esprimeranno sentimenti di affetto, riconoscenza e gratitudine. Grazie signora Susanna”.

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