Quantcast

Vallisneri verso una nuova vita, ma fra gli studenti è amarcord: “Quanti ricordi fra Transiberiana, professori e merendine”

Sui lavori previsti ad autunno prevale la curiosità: "Chissà che aspetto avrà il liceo dopo la ricostruzione del padiglione centrale"

Qualcuno ci ha trascorso anni spensierati, per altri invece è stata una costante lotta contro i debiti. Tuttavia, a prevalere negli ex ragazzi del liceo scientifico Antonio Vallisneri, è quasi sempre un ricordo nostalgico. Nostalgia per i “buon anno!” del Chiocca, storico collaboratore scolastico in pensione, che entrava nelle aule rompendo la seriosità delle lezioni. Per le chiacchiere infinite col compagno di banco, i dibattiti nelle assemblee d’istituto e le mitiche occupazioni, quando agli studenti sembrava di poter contare qualcosa.

Ma nostalgia anche delle corse in classe dopo la campanella delle 8,10, delle maratone di compiti a ridosso delle vacanze e del dito dei prof, che si muoveva lento sul quel registro, ancora cartaceo… forse fingendo o forse no, chi lo sa, d’improvvisare la ‘vittima’ della mattinata. E poi le giustificazioni, fatte fuori puntualmente da tutta la classe per la prima interrogazione dell’anno, soprattutto se di matematica o latino. E ancora, le lezioni di Dante quando “per le prossime due ore non si va in bagno, ragazzi, perché adesso si spiega la Divina Commedia”.

Le perle di sale sulle focaccine vuote dei distributori vintage, quelle tonde fragranti alla salsa tonnata e maionese e le sfoglie alla cioccolata, a forma di conchiglia: molto meglio che in pasticceria. Erano davvero sublimi, ma come tutte le cose buone finivano troppo presto. Loro si trovavano nel cosiddetto ‘padiglione nuovo’. Dove per arrivarci, c’era un unico modo: affrontare la “transiberiana”.

I nati nel 2000 se la sono scampata. Probabilmente ispirato alle antiche forme di educazione spartana, il canale di collegamento fra il vecchio e il nuovo padiglione dell’istituto fu soprannominato col nome della ferrovia più gelida del mondo. Da chi? Non ci è dato saperlo. Cantami o diva delle leggende sull’origine dell’appellativo, intessute negli anni su un’unica certezza: la sua veridicità. Perché quel tunnel era veramente, veramente freddo.

“Ricordo ancora la sensazione di quel gelo addosso. D’inverno, poi, era veramente letale – racconta Chiara, una ex studentessa del liceo. Classe 1995, Chiara è arrivata nella sede centrale del Vallisneri in via delle Rose solamente in terza, dopo due anni passati nella succursale dell’Itc – La mia classe si trovava nel padiglione nuovo, e per arrivarci dovevo attraversare ogni mattina la ‘transiberiana’ – spiega – Questo finché ci hanno spostato di aula: correva l’anno della quarta superiore, quando erano in corso i lavori di rifacimento del nuovo padiglione, compreso il tunnel di collegamento con il vecchio: in quinta, a impalcature rimosse, la situazione era molto migliorata e la transiberiana rimaneva solo un lontano ricordo. Fu un cambiamento decisivo per la vivibilità dell’istituto, come spero lo sarà anche la demolizione del padiglione centrale prevista per l’autunno di quest’anno. Verrà sostituito da un nuovo complesso. Chissà che aspetto avrà il ‘nuovo’ Vallisneri”.

Un istituto diventato nel corso degli anni punto di riferimento per l’istruzione di tutta Lucca e provincia. Scelto infatti da moltissimi studenti delle medie, il liceo Vallisneri è attualmente una delle scuole superiori lucchesi più popolate, e primeggia per numero d’iscritti fra i licei. Merito probabilmente anche dei tanti indirizzi che lo contraddistinguono, vantando un’offerta formativa variegata. D’altronde, Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido recita la famosa massima di Einstein. Perché quindi non fornire a ogni ragazzo gli strumenti per sviluppare le sue personali attitudini? O almeno, per conoscersi, scoprire le proprie preferenze o approfondirle.

“A me piacevano le lingue, materie per cui mi sentivo portata, ma più in generale mi affascinava l’aspetto umanistico del sapere. Per questo mi iscrissi all’indirizzo linguistico – racconta Marta, ex studentessa del Vallisneri nata nel ’92 – Ai miei tempi – continua – si poteva scegliere fra l’ordinario classico o pnc, l’autonomia linguistica e le comunicazioni con il loro taglio privilegiato sulle arti dello spettacolo. E ancora, fra lo sportivo, il proteo o l’autonomia scientifica pura”. Un numero e una tipologia di indirizzi cambiata nel tempo, rimodellata sulle trasformazioni della società e di riflesso sulle nuove necessità del sistema formativo, che sottolinea oggigiorno linguaggi del presente come la tecnologia e le lingue. Senza tuttavia tralasciare la base umanistica e scientifica della nostra cultura, fondamento di ogni liceo italiano. E da sempre, anche del Vallisneri. Una scuola che dà e chiede molto.

“‘Perché ragazzi, qui siamo al liceo. Non pensate di venire a scaldare la sedia: c’è da studiare!’ Iniziò così la mia esperienza al Vallisneri, con questa frase pronunciata alla prima ora del mio primo anno di superiori – ricorda Marta, aggiungendo – Fermo restando che non tutti abbiamo le stesse qualità, tantomeno quella della sensibilità – anche se molti passi in avanti sono stati fatti nella formazione psico-pedagogica dei docenti – nella sostanza la mia prof non aveva torto. Il liceo non è una scuola da prendere sottogamba. Per carità, io ero una di quelle che a ragione chiamano ‘secchiona’: m’impegnavo tanto e ci tenevo ad andare bene. Però, anche per uscirne, per così dire, indenni, al Vallisneri bisogna studiare con un certo ritmo… Esperienza che tuttavia responsabilizza molto, sia in vista del mondo professionale che di quello universitario dove a far la differenza sono l’organizzazione e la determinazione. Ma anche e soprattutto la messa in discussione di sé, la voglia continua di migliorarsi, la sensazione che ogni arrivo sia solamente un nuovo inizio per imparare ancora. L’empatia e – sottolinea la ragazza – l’umiltà”.

“Competenze trasversali che ho iniziato ad assimilare al liceo Vallisneri, una scuola di vita dove l’insegnamento è anche uno scambio intellettuale e affettivo, non semplicemente una mera trasmissione di contenuti. Per questo ringrazio non solo i prof ma tutto il suo personale: a partire dai collaboratori scolastici e dal mitico custode Mario andato in pensione poco tempo fa, vero e proprio simbolo dell’istituto. Lo ricordo con tanto affetto, cogliendo l’occasione per salutarlo e salutare tutti i nuovi e gli ex studenti del Vallisneri. Un sincero ‘Buon anno!’ a ognuno! Quest’anno poi – conclude Marta -, nel vero senso della parola”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.