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Giorno del ricordo, il sindaco: “Una tragedia che non può essere oggetto di divisione politica”

Momento di riflessione (con qualche polemica) in consiglio comunale e provinciale congiunto. Il vicepresidente Verona: "Troppo spesso il nostro paese si è dimenticato di queste vittime"

Per celebrare e riflettere sul Giorno del ricordo, oggi (10 febbraio) si è svolto un consiglio comunale-provinciale congiunto, convocato dal Comune e dalla Provincia di Lucca.

Il Giorno del ricordo è stato istituito dal Parlamento italiano con un’apposita legge il 30 marzo del 2004 per ricordare la tragedia delle vittime delle Foibe e l’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati in fuga dal regime di Tito nel secondo Dopoguerra e dare voce alle testimonianze di coloro che sono giunti a Lucca, città che, dal 1947 al 1956 ospitò circa 1200 esuli nella struttura del Real Collegio.

Foibe, al Real Collegio una corona d’alloro per ricordare i martiri

La seduta del consiglio comunale si è aperta con le parole del sindaco di Lucca Alessandro Tambellini: “Il giorno del ricordo è il giorno in cui riportiamo alla memoria la tragedia delle foibe, una storia molto articolata e complessa. Mi spiace che questa tragedia sia stata oggetto di divisione politica e per certi aspetti lo è ancora. Chiarisco che un atteggiamento di questo genere è un ulteriore offesa a coloro che hanno patito quella tragedia, ai morti. In guerra si esprime il peggio di ciò che siamo come persone ed individui. Le foibe son state l’ultimo tremendo atto di una vicenda violenta che deve spingerci a riflettere oggi sui valori che fondano il nazionalismo e il sovranismo. Il momento di oggi, accanto al giorno della memoria, deve indurre tutti noi a comprendere la necessità di una convivenza pacifica”.

La parola è poi passata al vicepresidente della Provincia di Lucca Maurizio Verona: “Questo è un consiglio comunale congiunto particolare, siamo online ma tutti con il cuore siamo al Real Collegio. Oggi rendiamo omaggio alle vittime delle foibe, senza dividerci sulla memoria come accade troppo spesso. Ci uniamo nella condanna di questa tragedia, troppo spesso il nostro paese si è dimenticato di queste vittime. La storia del confine orientale italiano non è semplice, noi non possiamo che trarne insegnamenti: si sbaglia quando si prova a riscrivere la storia per il proprio tornaconto. Vanno condannate tutte le violenze, massacri, stupri, devastazioni. Pace e integrazione devono essere i valori guida dell’Unione Europea”.

La seduta si è poi fermata per lasciare spazio alla toccante proiezione del video ‘Da Pola a Lucca’, un racconto storico attraverso una raccolta di documenti familiari, curato da Armando Sestani, vicepresidente dell’Isrec di Lucca.

Giorno del ricordo consiglio comunale e provinciale congiunto

Successivamente due studentesse dell’istituto Pertini, guidate dal professor Paolo Battistini (figlio di esuli), hanno letto memorie e testimonianze sul Giorno del ricordo. Le studentesse hanno illustrato la loro esperienza vissuta partecipando al viaggio sul confine orientale italiano, effettuato nel 2020.

Poi ampio spazio agli interventi dei consiglieri.

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia del comune di Lucca ha ricordato le vittime delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano, dalmata. “Migliaia di persone uccise e perseguitate dai comunisti di Tito con una sola colpa: essere italiani”. Il consigliere Simona Testaferrata è intervenuta a nome del gruppo  ringraziando il “signor Sergio Maraschin, figlio di esuli provenienti da Pola, che tanto ha lavorato per far conoscere gli accadimenti avvenuti, sul confine orientale italiano”.

“Infatti – ha aggiunto Testaferrata- è anche grazie a chi ha sostenuto attraverso studi e fonti puntuali la causa dei nostri fratelli Istriani Fiumani e Dalmati che oggi siamo qui ad onorarne il Ricordo. Il dramma di questi nostri fratelli italiani è stato per anni taciuto consapevolmente, perché la cattiva coscienza di chi ha governato la nostra nazione con la complicità del partito Comunista, fece prevalere la ragion di Stato su verità e giustizia. Oggi dopo che finalmente tutto è conosciuto, deve farci indignare il fatto che nonostante tutto continuino ad esserci sempre negazionismi o riduzionisti. Norma Cossetto – ha proseguito Testaferrata- è il simbolo di una tragedia, di una pulizia etnica perpetrata dai Partigiani di Tito ai danni di quelle popolazioni ‘colpevoli di essere italiane’: abbiamo il dovere di far conoscere ai giovani questa pagina di storia”.

“Invitiamo – ha concluso Testaferrata – l’amministrazione comunale a distribuire nelle scuole opuscoli informativi che inquadrano le complesse vicende storiche del confine orientale”.

Francesco Lucarini sottolinea “quanto sia importate che in momenti come questi la parola passi agli storici. La vera storia non è la cronaca. È importante e utile che in queste commemorazioni si ascoltino i ricordi e le memorie. Dobbiamo cercare di spogliare di polemica politica la memoria di questi eventi. Dobbiamo condannare con forza ogni tipo di violenza. È questo ciò che dobbiamo trarre per il futuro”.

Il consigliere provinciale Mirco Masini (Lega), dopo un’analisi storica dei fatti, così commenta: “A distanza di oltre 75 anni è giunto il momento che la memoria prenda per mano il ricordo, troviamo il modo di rispettare tute le morti e tutti i dolori. Non si può più tacere su un tragedia come quella delle foibe, non dobbiamo avere paura di ricordare a pari dignità tutte le vittime di stermini e condannare il negazionismo”.

Un po’ di amarezza nelle parole del consigliere provinciale Matteo Scannerini (Fi): “Tutti i morti hanno pari dignità, sempre. Il negazionismo è il male principale che viviamo tutt’oggi, i negazionisti sono pericolosi. Chiedo al presidente della Provincia di Lucca e sindaco di Capannori, Luca Menesini, di promuovere iniziative su questo tema anche sul nostro territorio. Purtroppo a Capannori non abbiamo potuto fare un’iniziativa come quella di oggi”.

Giorno del ricordo, Caruso (Lega): “Ancora una volta a Capannori Consiglio indifferente”

Per il consigliere comunale Fabio Barsanti: “Su questa tragedia c’è stato un oblio da una certa parte politica fino a pochi anni fa. È una vicenda complessa in cui non vi è una sola responsabilità, in questo giorno dovremo avere il buon senso di limitarci al ricordo delle vittime. Ricordo che in quelle terre non furono trucidati solo gli italiani, ma anche coloro che non volevano sottostare al regime comunista. Il comunismo ha avuto un ruolo centrale nell’orrore delle foibe. Non minimizziamo sempre questo ultimo aspetto”.

Il consigliere Gabriele Olivati risponde a Barsanti: “Dispiace che dopo quest’ultimo intervento del consigliere di Casapound si sia sciupato un clima molto positivo, in un giorno tragico. L’obiettivo molto chiaro deve essere il ‘mai più’. Un ‘mai più’ rispetto a fatti avvenuti dopo un altro ‘mai più’, quello della prima guerra mondiale. Il comunismo, così come la democrazia ha avuto tante sfaccettature. Ragioniamo sui fatti e mettiamo da parte la propaganda, che non fa bene a nessuno: né alle vittime delle foibe né al nostro progresso”.

Sul tema interviene anche consigliere provinciale Riccardo Giannoni (Fdi): “C’è la necessità di non utilizzare la storia come elemento di lotta politica. Per quanto riguarda le foibe è oggettivo che c’è stata una scelta politica dell’Italia che le ha consegnate all’oblio. Non si poteva affrontare quel tema. Si cerca sempre di contestualizzare ciò che è accaduto: certo, la storia è sempre complessa, ma spesso dietro queste parole si nasconde il tentativo più subdolo di giustificare ciò che è accaduto. È un fatto che deve essere condannato da tutti in modo netto e chiaro”.

Dopo le piccole polemiche, interviene il consigliere provinciale Andrea Bonfanti: “Purtroppo ho sentito una serie di interventi strumentali che non fanno bene alla giusta verità storica, che va capita e raccontata, e nemmeno a chi questo capitolo triste l’ha vissuto sulla propria pelle. Voglio augurarmi che il prossimo anno si possa commemorare con il giusto rispetto questa data”.

 

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