Là dove c’era un bar ora c’è un erogatore: a Lucca non si ferma l’avanzata dei distributori automatici foto

In molti casi stanno soppiantando le attività, ma spesso non funzionano come dovrebbero

Popolano già scuole, uffici, ospedali e le sale d’attesa di numerose strutture ricettive, ma ultimamente stanno avanzando spediti anche fra le vie del centro e della periferia. Magari proprio là dove c’era un piccolo negozio a conduzione famigliare, o davanti all’insegna di uno storico bar che annuncia “chiuso”, sottintendendo per sempre. Per aprirne uno proprio, poi, la strada è chiara: serve presentare agli uffici del comune la denuncia di inizio attività commerciale. Al buio rimangono invece i clienti che in caso di un loro malfunzionamento, faticano a capire a chi rivolgersi per ricevere assistenza.

Sono i distributori automatici di caffè, bevande o merendine, sempre più tecnologici e a volte raggruppati in modo tale da formare veri e propri punti ristoro en plein air dall’offerta variegata. Per fare prima, per praticità, o semplicemente perché disincentivati dopo le 18 dall’impossibilità di consumare il prodotto al caldo, molti di noi li scelgono al posto del bar. Fiduciosi in una sosta rapida ed economica.

distributore automatico Lucca

Se tutto fila liscio, ovviamente. Nel migliore dei casi il cliente è pure degno del resto, o avvisato da un gentile cartello che non lo riceverà. Nel secondo caso, la macchinetta si rifiuta di mangiare gli spiccioli, risputandoli al mittente. Mittente nel terzo caso “derubato” dal marchingegno, che dopo aver ingerito i soldi continua a osservarlo: domandando con fare impassibile di inserirne ancora. Ciliegina sulla torta: in assenza di numeri telefonici o indicazioni di alcun tipo, pare non esserci possibilità di replica. La restituzione dei soldi non sembra contemplata.

È quel che è accaduto a Lucca sul viale San Concordio all’Open 24 caffè, davanti allo storico bar-ristorante Il Viale, adesso chiuso – lo stesso punto ristoro automatico presente anche sul viale Puccini a Sant’Anna. A farne le spese un abitante del quartiere al ritorno a piedi dalla vicina Esselunga, che buste in mano, invece della bibita d’asporto bevuta fuori al freddo ha optato per l’erogatore automatico, più rapido. Nessun cartello tuttavia, ad avvertirlo dell’inutilizzabilità della macchinetta, che dopo l’inserimento dei 2 euro non ha mostrato cenni di vita.

“Ero un po’ di fretta e attraversare la strada per entrare in un bar, ritrovandomi comunque costretto a consumare fuori al freddo mi ha spinto a provare questo spazio ristoro. Non contesto ma anzi condivido in pieno le ragioni del divieto di consumo nei locali dopo le 18, ma se la sosta non può essere accompagnata da un momento di pausa anche solo per stare al bancone o sedersi un secondo, non mi attira molto l’idea di entrare. Anche se sarebbe stata la scelta migliore – osserva – perché quella coca-cola nel distributore che volevo condividere con la mia compagna, non l’ho mai bevuta”.

Un evento tuttavia per niente raro. Capita spesso di regalare involontariamente soldi ai distributori automatici, caso in cui non manchiamo di riporre la massima fiducia nell’addetto alla loro ricarica giornaliera, prontamente placcato a vista. Sempre che le macchinette siano situate all’interno di una struttura, come una scuola o un altro luogo di lavoro.

La situazione si complica con questi “siti ristoro” all’aria aperta, sorti per le vie: dove non si scorge né un numero né un sito internet di riferimento per cercare un indirizzo e-mail cui rivolgersi. È il caso di Open 24 Caffè sul viale San Concordio, che sul web appare col nome di Chiosco caffè, affiancato dall’indicazione dell’orario di apertura e indirizzo. Non esiste una pagina web di riferimento, né un contatto indicato: l’alternativa fra lo stare ad aspettare il rifornitore all’aria aperta per un arco di tempo indeterminato e tornarsene a casa è “andare dai carabinieri di San Concordio”, dicono dall’Urp del comune di Lucca.

“Ovvio che non andrò dai carabinieri– conclude l’uomo – stiamo parlando di 2 euro. Ma mi domando se non sarebbe rispettoso e dovuto nei confronti dei cittadini, indicare almeno un contatto cui riferirsi in caso di problemi con questi distributori. Basterebbe un cartello con un numero, niente di più”.

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