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Manifattura, striscioni in piazza e incontri sul web contro il progetto foto

Una serie di appuntamenti in vista del consiglio comunale del 25 febbraio

Il gruppo Manifatturiamo continua la mobilitazione per fermare il progetto di riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi targato Coima-Fondazione Crl.

Dopo il presidio permanente lanciato lo scorso 9 febbraio, che ha visto gli attivisti del gruppo presenti ogni giorno in piazza San Michele con striscioni e volantini, il percorso di mobilitazione non si ferma, anzi, viene rilanciato con una serie di importanti appuntamenti, anche in vista del consiglio comunale sul “futuro della città” fissato per il 25 febbraio.

Sabato (20 febbraio) nel pomeriggio sotto il loggiato di piazza San Michele saranno di nuovo presenti gli striscioni che già da giorni chiedono “lo stop a qualsiasi forma di privatizzazione dell’ex Manifattura e l’avvio di un percorso partecipato che – spiega Manifatturiamo – coinvolga largamente i cittadini, per individuare destinazioni alternative a parcheggi ed appartamenti di lusso, e forme di finanziamento che permettano di mantenere pubblico questo edificio storico”.

Proseguirà anche il volantinaggio che nei giorni scorsi ha permesso a Manifatturiamo di incontrare e informare una moltitudine di persone che si sono dichiarate molto interessate alla vicenda, “seppure purtroppo in buona parte ignare del rischio di alienazione di un importante bene pubblico della nostra città, anche a causa – chiosa il comitato – di un’amministrazione che da tempo, paradossalmente, si mostra restia a coinvolgere la cittadinanza nella gestione e riqualificazione del patrimonio pubblico.  Il lavoro di sensibilizzazione di Manifatturiamo continuerà nell’ultima settimana di febbraio con altri due appuntamenti rilevanti”.

Lunedì (22 febbraio) alle 21 sulla pagina Facebook Manifatturiamo verrà trasmesso in diretta un incontro online con Michele Urbano di Legambiente Lucca, per offrire a chiunque sia interessato “un’opportunità di approfondimento sulle criticità del progetto della Coima relativo all’ex Manifattura ma anche, più ampiamente, sulla gestione della città. E’ palese infatti che Lucca sia priva di una visione strategica del futuro, e che manchi l’attenzione verso le necessità e le risorse del territorio”.

Mercoledì (24 febbraio), invece, Manifatturiamo sarà di nuovo in azione dalle 16 alle 18 con un presidio statico in piazza Napoleone (nel rispetto delle misure anti-Covid) e con una diretta Facebook per coinvolgere le persone non residenti a Lucca impossibilitate a partecipare in presenza.

“Tutto questo – si legge nella nota – avverrà nella settimana in cui la giunta comunale dovrà dare una risposta definitiva al progetto proposto dalla società Coima e alla vigilia del consiglio comunale del 25 febbraio che tratterà, con alcuni ospiti ben selezionati, del futuro della città”.

“L’intento di Manifatturiamo – si spiega – è quello di richiamare ancora una volta l’attenzione dell’opinione pubblica e soprattutto del consiglio comunale sulle criticità e contraddizioni del progetto di privatizzazione di fatto dell’ex Manifattura e, in generale, di un’amministrazione che non ha nessuna volontà politica di emanciparsi dalla costante dipendenza dalla Fondazione Crl e dai privati, di uscire dalle logiche della speculazione edilizia e della cementificazione e di dare finalmente ascolto ai bisogni del territorio e della cittadinanza.  È necessario non cadere nella perversa narrazione portata avanti dalla classe politica a livello locale, regionale e nazionale secondo la quale non sembrano mai esserci soluzioni alternative.  A mancare è la volontà politica di pensare un futuro diverso per la nostra società e per le nostre città: non è più possibile rimandare scelte politiche che mettano al centro i cittadini, il territorio, i beni comuni e l’ambiente.  Basta profitti e privilegi per pochi a scapito della comunità: la Manifattura è della città, la città è di chi la vive”.

Intanto Uniti per la Manifattura prende posizione dopo il video con il quale il sindaco Alessandro Tambellini ha illustrato il progetto di riqualificazione: “Aspettavamo risposte precise a domande precise. Basate su osservazioni concrete. Appunto, come dice il sindaco, sul destino della Manifattura, sul futuro della città. E ci viene offerta una serie di ‘visioni’: solo annunci una nuvola di speranze e auspici. Quegli auspici che noi volevamo, e vogliamo, proteggere dall’assalto di scelte brutali,  già  sul tavolo, solo in minima  parte contrattabili, ma nella sostanza irreversibili.   Che significa tutelare un bene se, comunque, la città lo vedrà rimesso a nuovo ma non più suo, ne oggi ne mai? Non ci pare nemmeno il caso di tornare sul puntuale e analitico contenuto della lettera che al sindaco e alla Giunta noi di Uniti per la Manifattura avevamo indirizzato  a dicembre 2020. E che non ha mai avuto risposta. Obiettivo: tutelare il bene comune e restituire a questa parte di Lucca la dimensione che è propria della realtà urbana articolata in funzioni integrate fra loro”.

“Noi queste allettanti prospettive non le vediamo in questo contratto (non progetto) senz’anima,  che punta intanto, e forse esclusivamente, a dare a Coima il monopolio dei parcheggi e quindi del traffico del territorio lucchese per i prossimi decenni. Poca differenza fa se si tratterà di quaranta o cinquant’anni.  Solo automobili, magari elettriche. Bella transizione. E sul piano economico – chiede Uniti per la Manifattura – quanto costerà questa scelta alla città? Gli incassi della Metro che passano al nuovo proprietario, o gestore, mentre ai cittadini sarà offerta la davvero splendida possibilità di incontarsi e passeggiare sui  tetti dei parcheggi, trasformati  in eleganti punti di ritrovo. Affascinante prospettiva per Lucca e il contado tutto. Che effettivamente non avrebbe più alcun interesse a riversarsi nell’obsoleto e svuotato Fillungo. Svuotato sì, perché intanto si completerebbe l’esodo delle languenti attività commerciali verso la città nuova. Cemento e piante in vaso.  Resterebbe sempre il classico e antico giro di Mura. Ma non è sicuro che  resterebbe il classico e antico. Anche a questo riguardo mancano elementi di chiarezza. Potrebbe anche qui accadere quel che ci ha raccontato la studiosa e  giornalista Lucia Tozzi a proposito del  Parco nato a Milano, Porta Nuova, che è divenuto luogo di organizzazione di eventi privati. E appartamenti, negozi questo porterebbero di nuovo alla città? Integrazione ?   Noi temiamo che, una volta  sistemata la lucrosa operazione parcheggi  e proprietà il resto non avrà più né urgenza né importanza, si disperderà in un drenaggio verso il nulla.  Il gruppo Uniti per la Manifattura ribadisce la richiesta di una riflessione sul futuro della città. Perché scelte semplificatorie e di mercato non si risolvano in avventure il cui esito finale è tutt’altro che ponderabile”.

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