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Presidio e striscioni in piazza: “Stop definitivo al progetto Coima per l’ex Manifattura” foto

I cittadini tornano di nuovo in piazza: "Va fermata la svendita di un bene pubblico"

Alla vigilia del consiglio comunale aperto sul futuro della città, il coordinamento Manifatturiamo torna in piazza con un presidio in piazza Napoleone. Striscioni e slogan contro il progetto targato Fondazione Crl e Coima, bollato come “svendita di un bene pubblico al privato”.

presidio Manifatturiamo piazza Napoleone

“Siamo qui in piazza grande per continuare a ribadire il no al progetto Coima. Questa amministrazione non ha strategia ne volontà politica di creare un percorso partecipativo su quello che dovrà diventare la Manifattura sud – dice Nicoletta Gini di Manifatturiamo – Il progetto Coima prevede di istituire a scopo residenziale 25 appartamenti ed esercizi commerciali, con l’utilizzo degli spazi di un bene pubblico come la Manifattura che a nostro avviso ha possibilità di rispondere a una serie di esigenze per la città. Noi sappiamo che a Lucca abbiamo il 26 per cento di appartamenti sfitti, la costituzione di residenze inaccessibili alla classe media non fa altro che aggravare la situazione del mercato immobiliare già in crisi. Abbiamo alcune scuole che si trovano nei container, le dimensioni della manifattura potrebbero rispondere alle esigenze di un polo scolastico nella città”.

“Abbiamo la necessità – prosegue – di spazi per le associazioni giovanili, e per le attività della vita associativa di Lucca. Il progetto Coima prevede di vietare la possibilità da parte dell’amministrazione di modificare la sua viabilità, in controtendenza con quello che servirebbe adesso, politiche che sviluppino la mobilità pubblica e le scelte ambientaliste, in una città che ha un livello critico di Pm10 – conclude Nicolatta Gini – La possibilità da parte di Coima di sfruttare i parcheggi e di derubare l’amministrazione di una funzione pubblica della scelta del tipo di mobilità, è una svendita, non solo della Manifattura come bene pubblico, ma anche delle funzioni stesse dell’amministrazione”.

“La mobilitazione – spiegano i membri del coordinamento – è proseguita oggi in Piazza Napoleone per ribadire al consiglio comunale e alla cittadinanza che deve essere rigettato definitivamente il progetto proposto da Coima Sgr e dalla Fondazione Crl: è infatti fondamentale dare la possibilità ai cittadini di aderire ad un percorso partecipato, in vista di una riqualificazione della Manifattura – monumento culturale vincolato dalla Soprintendenza – al servizio della città, e mantenendo l’edificio nel patrimonio pubblico. Il progetto targato Coima Sgr-Fondazione Crl presenta criticità che minano radicalmente la possibilità di una sua accettazione, a partire dal fatto che l’ex Manifattura Tabacchi verrebbe privatizzata e sottratta al nostro patrimonio pubblico per aprire le porte ancora una volta a interessi speculativi a scapito della comunità, oltretutto tenuta per lungo tempo all’oscuro delle trattative con il Comune, che proseguono ormai da quasi due anni”.

“L’ennesimo caso di svendita di un bene pubblico – chiosa Manifatturiamo -, il cui valore economico è stato peraltro ampiamente sottostimato dall’attuale giunta, che dopo averlo lasciato per anni in stato di incuria e abbandono come altri spazi e luoghi chiave della città ha deciso di affidarlo alla Fondazione e ai privati declinando il proprio ruolo di amministratore pubblico. Per quanto il sindaco si sia affannato a difendere la bontà del progetto e la presunta ‘anima pubblica’ della Fondazione, che è invece un ente privato a tutti gli effetti, di fatto l’accordo prevederebbe la vendita irreversibile a un fondo appositamente costituito a maggioranza Coima. Nessuna possibilità, quindi, di riprendere in futuro il controllo dell’edificio, nemmeno in caso di future defezioni o fallimenti, come già successo in altri casi, del fondo o di Coima. L’ex Manifattura, che per decenni nel secolo scorso ha visto centinaia di donne protagoniste della produzione dei prestigiosi sigari lucchesi ma anche di dolorose e importanti lotte per ottenere migliori condizioni lavorative, sarebbe quindi completamente in balìa di un fondo molto rischioso senza nessuna garanzia che la riqualificazione vada in porto e offra benefici alla cittadinanza”.

“Un’enorme area – sottolinea ancora Manifatturiamo – storicamente dedita ad attività produttive e che il Mibact ha dichiarato a vocazione culturale escludendo quindi una destinazione residenziale, verrebbe divisa tra appartamenti di lusso e parcheggi. Gestione dei parcheggi oltretutto trasferita per 25 anni alla Coima con l’aumento e l’estensione delle tariffe alle ore notturne e senza riconoscere nessun canone all’amministrazione comunale, che quindi si priverebbe di un’importante entrata del proprio bilancio. Come se non bastasse, l’amministrazione si impegnerebbe a non modificare la mobilità e la viabilità della zona per i prossimi 25 anni, chiudendo di fatto le porte ad ogni politica di contenimento dei mezzi privati  e di potenziamento dei trasporti pubblici, dopo aver sottoscritto gli obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite per il contrasto ai cambiamenti climatici e dopo i ripetuti allarmi lanciati negli ultimi anni sull’inquinamento dell’aria nella Piana. In tutta questa vicenda, come in altre situazioni (vedi Quartieri Social, Campo di Marte e Madonne Bianche), l’amministrazione mette in mostra tutte le sue contraddizioni: il progressismo e la partecipazione sbandierate sulla stampa sono solo di facciata e fanno da contraltare alla scarsa trasparenza e alla mancanza di dialogo vero con la cittadinanza, oltre che di una visione strategica e d’insieme che consenta di andare oltre il particolare e colleghi tutte le problematiche e le risorse del nostro territorio, inserendole nel contesto più ampio dell’emergenza sociale, economica, sanitaria, climatica. Inoltre, l’amministrazione si conferma per l’ennesima volta dipendente dalla Fondazione Crl e dai privati – presentati anche in questa circostanza come unica soluzione percorribile per riqualificare e gestire il nostro patrimonio pubblico – oltre che del tutto priva di idee, capacità e competenze nella ricerca di fonti di finanziamento alternative, come ad esempio i fondi europei, ministeriali e regionali, che altri Comuni da anni riescono ad intercettare essendosi dotati di un apposito Ufficio Europa”.

“La logica seguita – sostiene ancora Manifatturiamo – è sempre quella della cementificazione, della speculazione edilizia e finanziaria e degli interessi di pochi privilegiati a scapito di quelli della comunità. Dire no al piano amministrazione-Coima-Fondazione è dire sì: alla partecipazione cittadina sulle decisioni che coinvolgono il patrimonio pubblico; al rispetto di un luogo storico della città, emblema del passato di dolore e lotta delle lavoratrici sigaraie; a una città capace di gestire il presente e di pianificare il proprio futuro attraverso scelte che tutelino l’ambiente e rispondano alle esigenze sociali e culturali di chi la vive. L’Ex Manifattura è della città, la città è di chi la vive”.

 

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