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Lavori al Chiesone, Comitato Per San Concordio: “Come per i Quartieri social, non c’è il consenso dei cittadini”

Il gruppo: "Più che un 'percorso partecipativo' quella del Comune è stata un'informazione, una gestione a posteriori del consenso"

Lavori al Chiesone, non si fa attendere la polemica del Comitato Per San Concordio: “Il secondo incontro partecipativo del Pinqua – scrive il gruppo – è stato una fotocopia del primo: praticamente tutti i cittadini intervenuti hanno detto, con abbondanza di motivazioni, che questi progetti (in particolare le case popolari all’ex Borella e la destinazione a polo dei giovani del Chiesone, senza valutare di farlo dentro le mura e senza rimettere in discussione la costruzione della piazza coperta), non li vogliono”.

“L’amministrazione – prosegue il Comitato – ha chiarito che l’opzione zero, cioè la possibilità di dire ‘no’ ai progetti, non è contemplata nel percorso partecipativo. È stato un deja vu, un Quartieri social di San Concordio bis: i finanziamenti sono strettamente vincolati ai progetti, i progetti sono già stati decisi e verranno portati a Roma tra pochi giorni, modifiche o alternative non sono possibili sennò i finanziamenti si perdono”.

“Più che un ‘percorso partecipativo’ – concludono – quella del Comune è stata un’informazione, una gestione a posteriori del consenso, identica a quella fatta con i Quartieri social. In sostanza il Comune ha detto ‘è così o così, e se non vi piace, fatevela piacere, altrimenti siete i soliti cattivoni che dicono di no a tutto'”.

Commenti

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  1. Contrada S.Concordio
    Scritto da Contrada S.Concordio

    Lo diciamo da almeno 20 anni, e con più intensità da almeno 10, che il Chiesone, con il Porto, deve essere la matrice attorno la quale imperniare la riqualificazione dell’area Gesam. Ma la Amministrazione ha preferito far svolgere questo ruolo alla costruzione del “monstrum” della Piazza Coperta. Appena lo scorso anno il sindaco ci ha detto che il Chiesone non poteva essere recuperato, perché andava fatta la bonifica ambientale, e che le funzioni per le attività del quartiere che da sempre chiediamo siano collocate nel Chiesone, sarebbero state collocate nella Piazza Coperta. La bonifica (va asportato su tutta l’area un metro e mezzo di terra) non è stata fatta, l’edificio è vincolato (grazie alla sottoscritta), e l’arch.Bacci ha chiaramente fatto capire che per i limiti posti dal vincolo non ci si può fare tutto. Infine, gli assessori presenti hanno chiaramente detto non solo che il focus del finanziamento sono le case popolari all’ex Borella, ma anche che non sarà questa Amministrazione a fare questi lavori, ma la prossima, questa solo “prenota” e “vincola” i finanziamenti. Quindi, lasciatemelo dire, tutta questa attenzione sul Chiesone è prematura e tendenziosa: prima la bonifica dall’inquinamento di 100 anni di attività del Gasometro, poi i limiti che pone il vincolo architettonico, e che diranno cosa effettivamente ci si può fare e cosa no, poi i fondi, se arriveranno, che andranno prioritariamente alle case popolari, infine, non mancheranno le proposte di localizzazioni alternative più idonee. Un menare il can per l’aia per distogliere l’attenzione dalle opere di nuova costruzione e grave impatto ambientale che questa amministrazione sta portando avanti, come la piazza coperta stessa e la galleria e parcheggio ai Chiariti. Infine, non fa buona informazione, Lucca in Diretta, a titolare “Chiesone”, peraltro con una mia foto, un nostro comunicato che verteva invece sulla “attività di informazione” del Comune spacciata per “attività di partecipazione”.