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L’architetto Pardini Cattani: “Ex Manifattura, si avvii il processo di partecipazione”

La proposta: "Sia l'autorità garante a procedere in tal senso"

Nessuna partecipazione pubblica sul progetto per l’ex Manifattura Tabacchi. E’ la denuncia che fa l’architetto Claudio Pardini Cattani, il quale sostiene che gli estremi per avviare il percorso ci sarebbero tutti. Lo fa citando la legge della Regione Toscana 46 del 2 agosto 2013

“Sono oggetto di dibattito pubblico – ricorda – le opere di iniziativa pubblica che comportano investimenti complessivi superiori a 50.000.000 euro. Per le opere di iniziativa privata che comportano investimenti complessivi superiori a 50.000.000 euro, l’Autorità coinvolge il soggetto promotore affinché collabori alla realizzazione del dibattito pubblico e vi contribuisca attivamente con un adeguato concorso di risorse finanziarie e per le opere che comportano investimenti complessivi fra 10.000.000 e 50.000.000 euro che presentano rilevanti profili di interesse regionale, l’Autorità può comunque disporre un dibattito pubblico, sia di propria iniziativa, sia su richiesta motivata da parte dei seguenti soggetti: giunta regionale; Consiglio regionale; enti locali, anche in forma associata, territorialmente interessati alla realizzazione delle opere; soggetti che contribuiscono a diverso titolo alla realizzazione delle opere; almeno lo 0,1 per cento dei residenti che hanno compiuto sedici anni anche organizzati in associazioni e comitati; a tal fine si considera l’intera popolazione regionale, come definita dall’ultimo censimento.
Sembrerebbe quindi che nel caso della Manifattura, rientrante nelle fattispecie elencate, l’Autorità potesse procedere autonomamente con l’attivazione del dibattito pubblico, o possa esserne chiamata all’attivazione. Il Comune di Lucca ha aderito il 15 dicembre del 2016 al protocollo fra Regione ed enti locali previsto dall’articolo 20 della Legge 46 del 2013. Alla luce di quanto sopra, visto la disgraziata decisione del Consiglio regionale toscano di non procedere sull’attivazione del dibattito pubblico sul caso Manifattura, rimane la possibilità che lo stesso sia attivato autonomamente dalla stessa Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, magari su sollecitazione e richiesta in tal senso da parte delle Asssociazioni e dei Comitati, mentre sarebbe auspicabile che fosse lo stesso Comune a richiederne l’attivazione, conformemente a quanto previsto dalla legge 46 e da quanto sottoscritto a suo tempo”.

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