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Commercianti in piazza Grande per le riaperture: “Salute e lavoro possono convivere”. Al prefetto le dieci richieste al governo fotogallery

Oltre 200 per la manifestazione lucchese che chiede certezze per l'intero settore

Ristoratori chiusi da un anno e commercio in crisi, la protesta in piazza.

Piazza Grande manifestazione commercio Lucca

Dalle 11 gli esercenti, dopo la ‘chiamata’ di Confcommercio e Confesercenti in oltre 200 si sono radunati in piazza Grande per far sentire le loro ragioni dopo un anno dalle prime chiusure disposte tramite decreto. La parola d’ordine è: ripartire in sicurezza. Sui cartelli, in mano ai ristoratori, le scritte Salute e lavoro possono convivere, Riapriamo e Diritto al lavoro.

Non soltanto i titolari delle varie attività sono scesi in piazza, si sono presentati in piazza Napoleone tutti i lavoratori dei vari settori interessati dalle chiusure e dalla crisi dovuta all’emergenza sanitaria. Questo a simboleggiare che non solo i titolari delle varie attività si trovano in crisi in questo momento, ma anche tutti i dipendenti e tutte gli operatori delle varie filiere, produttori, distributori, commesse, camerieri, cuochi, eccetera.

Dopo le parole di Rodolfo Pasquini e Alessio Lucarotti in rappresentanza di Confcommercio e Confesercenti, parlano alcuni rappresentanti delle categorie.

Samuele Cosentino, vicepresidente di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca è chiaro e diretto: “Ringrazio gli esponenti politici che oggi sono venuti qui per darci una spalla su cui piangere, ma noi adesso non abbiamo bisogno di spalle su cui piangere ma di tavoli per lavorare. Siamo pronti a lavorare in sicurezza, abbiamo fatto dei lavori un anno fa per mettere i locali a norma per l’emergenza e il risultato è che ci hanno fatto chiudere. Non si riesce a capire che è più sicuro e controllabile un gruppo di persone seduto ad un tavolo con distanze di sicurezza, piuttosto che ammassarsi fuori dai locali, sparsi sulle panchine della città ad aspettare la cena d’asporto”.
 “Voglio fare un ultimo appello alle personalità politiche presenti qui oggi – chiede Cosentino – di non postare foto della loro presenza qui, perché questa non è una vetrina, le nostre vetrine sono chiuse e adesso c’è bisogno di fatti, non parole”.

Si aggiunge Renato Malfatti titolare della Palestra Ego Wellness di Lucca: “Siamo chiusi da 218 giorni, senza poter far niente, i ristori che ci sono arrivati sono briciole e da novembre non riceviamo più nulla dal governo. Siamo tutti sulla stessa barca, noi facciamo il tifo per tutte le aziende che, come noi, si trovano in difficoltà durante la pandemia. È assurdo il modo in cui ci hanno trattato – spiega – gli investimenti che ci hanno fatto fare per farci chiudere di nuovo e ad oggi non abbiamo neanche più un ministero dello sport. È già stato calcolato che in Italia il 30-40 per cento delle palestre non riaprirà più ed è possibile che questo dato sia ancora all’inizio”.

A conclusione della manifestazione, una delegazione composta dal presidente di Confcommercio Lucca e Massa Carrara, Rodolfo Pasquini, il presidente di Confesercenti Toscana Nord, Alessio Lucarottti e il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, sono saliti dal prefetto per depositare le dieci richieste che la piazza presenterà alle forze di governo: ristori immediati sulla perdita del fatturato, riapertura immediata e in tutta sicurezza delle attività chiuse, moratoria fiscale per il 2021, proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre, rimodulazione delle locazioni commerciali e blocco degli sfratti, taglio del cuneo fiscale che grava sulle imprese, creazione di un piano di “ripartenza” per il terziario, vaccinazione immediata a tutti gli imprenditori del terziario, pagamento immediato di tutti i bonus, ristori e indennizzi sospesi e passaporto sanitario europeo per gli spostamenti nell’Unione europea.

Alla manifestazione presente anche un’ampia rappresentanza della politica, dai sindaci ai consiglieri regionali espressione del territorio tutti uniti e solidali alle richieste presentate dalla piazza.

Il sindaco Alessandro Tambellini ringrazia la categoria: “Grazie per la grande maturità con la quale è stata presentata e organizzata questa manifestazione, con distanze di sicurezza e tnenedo presente le misure di emergenza. Detto questo – prosegue – sono due le richieste che occorre presentare al governo, chiarezza nei comportamenti da seguire, in primo luogo. Chiarezza per i commercianti e per i tempi di previsioni delle chiusure, non si può chiudere un’attività improvvisamente perché per un’attività commerciale, soprattutto del settore ristorativo, i tempi sono importanti. Altra richiesta da porre al governo è la precisione sui soldi che arriveranno, quando e quanti sono. Questo per dare sicurezza al settore e a chi ci lavora nel settore ristorativo e non solo”.

“Voglio inoltre fare un appello alle parti private – conclude Tambellini – perché abbassino i prezzi degli affitti per i fondi commerciali, se ci fosse necessità di un tavolo di discussione fra le parti, noi siamo sempre pronti”.

Elisa Montemagni

Valentina Mercanti

Chiara Martini

NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO

 

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