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Lavori a San Concordio, una residente: “Bene spazi che creano per il futuro post pandemia occasioni di incontro”

Un altro intervento a favore dei progetti per il quartiere: "L'opposizione arriva da alcune persone che rappresentano se stessi e pochi altri"

San Concordio, una residente a sostegno dei progetti sul territorio.

“Da anni ormai San Concordio, e non solo – dice in una lettera Giovanna Guastini – è al centro di un intenso dibattito sull’uso degli spazi pubblici. Personalmente trovo interessante e positivo il fatto che gli interventi pubblici più qualificanti dell’amministrazione comunale si siano incentrati sulle periferie e non solo sul centro storico di Lucca. Come cittadina di San Concordio, ho avuto modo di osservare e apprezzare alcuni interventi, ad esempio la riqualificazione di via Nottolini o il parco Saharawi, e ho preso visione, pur non essendo esperta, di alcuni progetti che trovo molto importanti per il futuro della città. Tanto per essere chiari, sono una di quelle persone, e non sono la sola, che apprezza il progetto di riqualificazione dell’area ex Gesam, compresa la costruzione della pensilina coperta, e a maggior ragione trovo interessante il fatto che l’amministrazione voglia reperire finanziamenti per la ristrutturazione e la destinazione ad uso pubblico dell’ex “chiesone”, soprattutto se destinata ad ospitare un centro per i giovani della città”.

“La premessa sul merito degli interventi – prosegue – mi porta, invece, ad alcune considerazioni sul metodo. Siamo in piena pandemia ma certamente, e speriamo quanto prima in un prossimo futuro, torneremo ad incontrarci, ad assistere a concerti, spettacoli e tutto quello che oggi ci manca. Dunque trovo importantissimo il fatto che si creino degli spazi chiusi, aperti, coperti eccetera che riqualifichino aree dismesse e creino opportunità di aggregazione e di incontro“.

“Non capisco dunque perché tutti, dico tutti – dice ancora – i progetti che sono stati presentati (alcuni in via di completamento, altri ancora da progettare sulla carta) trovino l’opposizione di alcune persone che in più di un’occasione rappresentano se stessi e pochi altri. L’ultima occasione è un post di Clara Mei del quale non condivido il contenuto nella maniera più assoluta. Perché il chiesone non è un luogo adatto a fare un polo giovani? Se manca lo spazio verde ci si può fare. Non ha parcheggio? Ma non stiamo da anni combattendo per un diverso modo di intendere la mobilità (a parte il fatto che parcheggi in zona ce ne sono a volontà e spero bene che i giovani non abbiano difficoltà a percorrere poche centinaia di metri)? La città è morta? Certo ora con la pandemia è quasi irriconoscibile ma francamente prima di questo virus il centro storico era tutt’altro che morto. E una “cosa per il quartiere” cosa sarebbe? E perché solo per il quartiere peraltro in un punto vicinissimo alle mura?”.

“Siamo di fronte al solito no a prescindere – conclude – all’ennesimo mettersi di traverso a qualunque iniziativa. Ognuno esprime le sue opinioni, io esprimo la mia come qualunque cittadino. Comunque, avendo avuto occasione di parlare con molte persone che vivono nel quartiere, sono certa di non essere sola anche se non vado a cercare like sui social”.

Commenti

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  1. Contrada S.Concordio
    Scritto da Contrada S.Concordio

    Cara signora, le abbiamo già scritto che rispettiamo la sua opinione, ma lei evidentemente non rispetta la nostra, se le torna comodo far credere “che diciamo di no a tutto” e che “esiste un esercito formato da una persona sola”, quando invece siamo vari comitati che negli ultimi due anni hanno protocollato 4 petizioni sottoscritte da migliaia di residenti (a nessuna delle quali il Comune ha risposto). Il Comune è in grave difetto, ha portato avanti progetti che spiccano per l’impatto ambientale e per la poca utilità (Piazza Coperta, Galleria Coperta, parcheggio Chiariti, scuola nel parco, piste ciclabili discutibili, ultimo entry case al Borella), ha lasciato che i finanziamenti venissero prima delle idee, soprattutto, pare che il Comune non abbia rispettato le regole, e ora che i nodi vengono al pettine, non trova di meglio che creare stereotipi per attaccare i comitati. Vada oltre i facili slogans, signora, veda la sostanza, e se ama S.Concordio, vedrà che ci darà ragione.