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Scuole, Legambiente: “Non ci sono le condizioni di manutenzione per riprendere i corsi a tempo pieno”

L'associazione: "Bisogna riequilibrare le opportunità di accesso ai servizi scolastici, garantendoli a tutti i cittadini"

“Apprendiamo che la nostra amministrazione comunale reclama dal ,inistero dell’istruzione l’aumento dei corsi a tempo pieno nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, con ciò determinando una maggiore frequentazione delle scuole da parte di studenti ed insegnanti. Ma le nostre scuole sono in condizioni idonee di manutenzione per soddisfare queste ulteriori necessità didattiche e educative?”. Apre così la nota di Legambiente Città di Lucca che interroga in particolare il sindaco Tambellini e l’assessora Vietina.

“Nella nota dell’amministrazione al ministro – prosegue il gruppo – non c’è alcuna richiesta di aumento di fondi statali per ampliare il programma del Miur per l’edilizia scolastica: la base economica su cui principalmente si fondano i piani comunali di edilizia scolastica degli Enti locali. Il Comune di Lucca, con delibera n. 162 del 15 giugno 2018, ha stimato in circa 71 milioni di euro il fabbisogno necessario alle esigenze di adeguamento delle proprie scuole, con 37 progetti di fattibilità tecnico-economici inseriti nel Piano triennale di edilizia scolastica 2018-2020, il cui obiettivo dichiarato è l’adeguamento sismico dei propri immobili. Dal 2015 lo stato – principalmente tramite il ministero dell’istruzione – ha avviato un’azione estesa – per entità dei finanziamenti ed interventi programmati – finalizzata all’ammodernamento del patrimonio di edilizia scolastica del Paese. Tale azione, concretizzatasi principalmente con le cosiddette programmazioni triennali mutui Bei, ha consentito di effettuare sull’edilizia scolastica un’operazione unitaria. Dal 2015 i piani mutui Bei hanno, di fatto, permesso di raccogliere il fabbisogno di intervento sul patrimonio di edilizia scolastica nazionale. Con riferimento a tali piani la Regione Toscana ha predisposto dal 2015 al 2019 piani di riparto delle risorse statali”.

“La programmazione regionale per la Toscana ha consentito i seguenti finanziamenti – scrive il presidente, Michele Urbano – Fondi straordinari per piccoli interventi antincendio, scuole innovative e Poli per l’infanzia innovativi, 153 opere per un totale di 33,4 milioni di euro; Piano triennale Mutui Bei 2015-2017 sono stati finanziati 212 opere per un totale di 155,4 milioni di euro; Piano triennale Mutui Bei 2018-2020, di cui sono state finanziate l’annualità 2018 ed una prima parte del 2019, 29 interventi per complessivi 134,8 milioni di euro. Il decreto interministeriale Mef Miur n. 129 del 1 ottobre scorso – spiega – ha disposto la ripartizione a livello nazionale di 885 milioni di euro per le scuole superiori, tra Province e Città metropolitane ed Enti di decentramento regionale, spalmando gli interventi nel quinquennio 2020-2024. In questo arco temporale saranno attribuiti alla regione Toscana ulteriori 53,4 milioni di euro, con ripartizione per la provincia di Lucca pari a poco più di 6 milioni di euro, per interventi già previsti nell’ambito della programmazione unica triennale nazionale 2018-2020″.

“Il recente aggiornamento della graduatoria regionale del Piano regionale triennale 2018-2020 del fabbisogno in materia di edilizia scolastica – prosegue – non presenta alcun intervento entro il perimetro economico stabilito dal riparto 2018, mostra una proiezione con solo 3 interventi di scuole comunali ricompresi nella progressiva economica fino a 300 milioni di euro, 31 interventi nella successiva fascia fino a 600 milioni di euro (28 interventi sono concentrati nella fascia fra 500-600 milioni di euro della progressiva economica), mentre i  rimanenti 3 ricadono nella terza fascia rispetto alla richiesta complessiva di finanziamenti della Regione Toscana che sfiora i 900 milioni di euro”.

“Connessioni sociali e informatiche, spazi, tempi e trasporti sono stati sotto la lente d’ingrandimento della pandemia, come nodi per poter garantire a tutti i bambini e ragazzi il diritto all’istruzione prima a distanza, ma soprattutto in presenza – si legge nella nota – Risulta urgente riequilibrare le opportunità di accesso ai servizi scolastici, garantendoli a tutti i cittadini. È prioritario procedere con urgenza al miglioramento ed adeguamento sismico di tutti gli edifici scolastici già individuati da questa amministrazione oltre a realizzare interventi di adeguamento e di efficientamento energetico degli edifici. Senza nuovi e adeguati stanziamenti economici nel piano nazionale di ripresa e resilienza, le risorse attualmente programmate a livello ministeriale per l’edilizia scolastica saranno largamente insufficienti a garantire l’adeguamento delle scuole esistenti agli ulteriori servizi richiesti da questa amministrazione”.

 

 

 

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