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Emergenza climatica, Manifatturiamo: “Agenda 2030 e progetto Coima non possono coincidere” foto

Il gruppo rivolge una lettera aperta agli assessori e ai consiglieri di maggioranza del Comune di Lucca

“Basta con le false promesse”. È questa la sintesi della lettera aperta rivolta oggi (19 marzo) dal gruppo Manifatturiamo agli assessori e ai consiglieri di maggioranza del Comune di Lucca.

Con un presidio davanti alla ex Manifattura tabacchi, il collettivo Manifatturiamo si è riunito alla presenza di alcuni simpatizzanti per chiedere l’attenzione dei consiglieri di maggioranza e degli assessori competenti che, secondo loro, sono troppo silenziosi, “al contrario del sindaco Tambellini – dicono – che si è esposto personalmente nel dare l’appoggio al progetto Coima”.

Il gruppo Manifatturiamo chiede inoltre all’amministrazione “di esprimere un’opinione sulle notizie riguardo al fatto che Coima abbia già istruito il processo di gara a gennaio, al punto che il 29 marzo sembra prevista la scadenza da parte delle ditte per presentarsi per ottenere i relativi appalti”.

Durante il presidio alcuni membri di Manifatturiamo (Nicoletta Dini, Isabella Nutini e Guelfo Buchetti), hanno letto davanti ai sostenitori, la lettera inviata al Comune di Lucca.

“Il 4 giugno 2019, sull’onda degli scioperi internazionali per il clima, l’amministrazione comunale ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e si è data l’obiettivo di tendere a zero le emissioni locali di gas serra – ricorda il gruppo – Pochi mesi prima, nel marzo 2019, il nostro Comune aveva accolto ufficialmente l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile che mira a ‘Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili’. Non possiamo, però, fare altro che evidenziare che queste due delibere appaiono oggi come posizioni vuote e di maniera. Alcune importanti criticità, infatti, sottolineano come la politica cittadina si lasci condizionare e pilotare da interessi ben lontani dal bene pubblico e dalla salvaguardia ambientale del territorio comunale”.

“Il progetto Crl, Coima e amministrazione comunale che coinvolge la Manifattura sud parla di aumentare i parcheggi e impegna l’amministrazione a non sviluppare sistemi migliori e alternativi di mobilità pubblica e sostenibile, in quella parte della città, per i prossimi 25 anni – prosegue la nota di Manifatturiamo – In pratica viene imposto di incentivare il trasporto privato e, quindi, peggiorare ulteriormente l’inquinamento dell’aria della nostra città. È assurdo pensare di migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e la nostra salute, ampliando parcheggi e traffico nel centro storico e rimanendo ancorati alla vecchia logica degli assi viari che punta al trasporto privato su gomma rispetto al trasporto pubblico e su rotaia”.

“Con grande preoccupazione vediamo che, in barba a qualsiasi criterio di sostenibilità ambientale, si è formato un partito del cemento trasversale che vede tutti d’accordo, da Fi al Pd, nel riesumare il fantasma degli assi viari, progetto che risultava datato già venti anni fa: una colata di cemento con molte parti in sopraelevata, alcune nei pressi e ad altezza delle case, scarsamente collegato con la viabilità preesistente, visti i pochissimi scambi con i paesi e i nuclei abitati che attraversa, altamente impattante sull’ambiente e sul paesaggio e fondamentalmente inutile – va avanti la nota -. Sempre l’agenda 2030 prevede di ‘aumentare l’organizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione partecipata e integrata dell’insediamento umano in tutti i paesi'”.

“A Lucca, il dialogo tra la cittadinanza e l’amministrazione comunale è completamente inesistente, soprattutto quando si parla di progetti di riqualificazione urbana, del centro e delle periferie, invisi a gran parte della popolazione: pensiamo alla Manifattura, ma anche ai Quartieri Social a San Concordio, alla vicenda delle Madonne Bianche – prosegue ancora il gruppo – È notizia di ieri che il onsiglio omunale del 25 marzo (nessuna assise in verità è fissata per quella data, ndr), chiamato a decidere definitivamente sul progetto per la Manifattura è di fatto un’illusione di democrazia. Apprendiamo infatti che Coima ha fissato al 29 marzo il termine ultimo per presentare le offerte da parte delle ditte, per partecipare alla gara d’appalto dei lavori. Di più, soddisfatta o rimborsata (con i nostri soldi) dalla Fondazione Crl in caso che il progetto non vada a buon fine. È una trattativa parallela quella che si sta svolgendo tra Coima e Fondazione Crl? L’amministrazione comunale è al corrente che il 25 gennaio Coima aveva già mandato l’invito di partecipazione a gara?”.

“Come Manifatturiamo abbiamo deciso di rivolgere delle domande direttamente agli assessori competenti e ai consiglieri di maggioranza, stranamente silenziosi di fronte al continuo vociare del sindaco Tambellini sul progetto Coima-Crl come unica possibilità di riqualificazione per la Manifattura – prosegue la nota -.  Il valore commerciale del complesso sud dell’Ex Manifattura è molto superiore alla stima data da Coima e il project financig priverebbe il Comune degli introiti dei parcheggi ad oggi gestiti da Metro. Se foste un’impresa privata sul mercato, avreste già fatto bancarotta. Perché accettare una transazione che non porta utili e che di fatto regala un importante bene della città ad una società privata?“.

“Perché non sono state valutate altre ipotesi come quella della Concessione in uso di valorizzazione e gestione, adottata per esempio dal Comune di Firenze per l’ex convento di Sant’Orsola? – chiede ancora il gruppo – Perché si è scelto di non intercettare finanziamenti pubblici, di non dotarsi di un ufficio Europa finalizzato allo studio dei bandi europei? Perché non elaborare un progetto autonomo da inserire in un modello nuovo di città sostenibile, ora che sono disponibili i fondi del Recovery Plan? A titolo di esempio si potrebbero realizzare: un polo scolastico e universitario pubblico, uno studentato, spazi per l’arte, mostre, sale prova, laboratori teatrali e artistici, musei, luoghi di condivisione per tutta la cittadinanza, una Casa delle Donne”.

“In pratica, in cambio di un parcheggio multipiano, il comune regala a Coima uno stabile di 20 mila mq . prosegue la nota -. I residenti perderebbero i posti loro riservati nei parcheggi di superficie e ogni posto auto ci costerebbe 10.400 euro, a fronte di un costo unitario medio di circa 4/5000 euro. È uno scambio conveniente? Siamo sicuri che i parcheggi siano una priorità per la città? Non si è voluto un percorso partecipato con i cittadini: da sempre il zindaco Tambellini dichiara che o si accetta il ‘pacchetto’ così com’è, o peggio per noi. Ancora, il Consiglio del 25 marzo appare come una formalità da cui Coima è sicura di uscire vincitrice, visto che da mesi ha istruito il processo di gara. Perché non dovremmo opporci a un progetto che cede in modo definitivo e irrevocabile ad una società privata un bene pubblico dell’importanza della Ex Manifattura? In tal modo priveremmo Lucca di un immenso complesso architettonico, di alto valore storico, vincolato dal ministero dei beni ulturali, inserito perfettamente all’interno delle Mura”.

“Molti dei membri di Manifatturiamo hanno votato questo sindaco e questa giunta – conclude il gruppo -. Inevitabile concludere che le aspettative sono state disattese: la dichiarazione dell’emergenza climatica è rimasta lettera morta, consumo del territorio con immissione di grandi colate di cemento a San Concordio, taglio di alberi, devastazione di zone umide naturali, forte riduzione della permeabilità del suolo con conseguenti problemi di allagamenti quando piove; e ancora gli assi viari, cessione senza alcun ritorno per la città della ex Manifattura, chiusura a ogni tipo di dialogo. Non ce lo aspettavamo. Cosa avete da dire in proposito ai vostri elettori e a tutta la cittadinanza?”.

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