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Sciopero per il clima, flashmob ai tempi della pandemia in piazza Anfiteatro foto

Fridays For Future Lucca insieme ad Earth Strike Lucca ha organizzato anche un webinar con la Cgil di Lucca

Nuovo appuntamento oggi (19 marzo) per Fridays For Future Lucca che insieme ad Earth Strike Lucca ha organizzato un webinar e un flashmob (non aperto al pubblico ma ai soli attivisti dei movimenti, per evidenti motivi sanitari) in piazza Anfiteatro, in occasione della giornata globale di azione per il clima.

Nell’occasione sono state esposte centinaia di scarpe raccolte nelle scorse settimane fra gli studenti: in questo modo, anche se solo virtualmente, una piazza è stata riempita. Inoltre i due movimenti hanno organizzato con la Cgil di Lucca un webinar sul tema, in cui si è parlato insieme a Simona Maggiorelli (direttrice Left), Marco Della Maggiore (Earth Strike Lucca), Maurizio Brotini (segretario regionale Cgil Toscana), Simone D’Alessandro (professore economia politica Unipi), Giacomo Pellini (Kyoto Club) di transizione ecologica e Next Generation Eu”.

Per l’occasione è stata letta una lettera indirizzata alle istituzioni. “A due anni dal primo sciopero internazionale per il clima cosa è cambiato? – dicono gli organizzatori –  In pratica, poco o nulla. Tante promesse ma pochi fatti. Se da un lato la mobilitazione per il clima ha portato al centro del dibattito pubblico la questione dell’emergenza climatica, da parte della politica internazionale e nazionale non sono arrivate risposte adeguate. Ricordiamo che l’Italia, insieme ad altri 193 paesi, ha aderito all’accordo di Parigi, impegnandosi a limitare l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei due gradi entro il 2100. Secondo le ultime proiezioni siamo decisamente fuori rotta, con un aumento di temperatura previsto di almeno 3 gradi, che porterà a disastrose conseguenze socioeconomiche e ambientali. La crisi climatica è già in atto: si può quotidianamente osservare un aumento della temperatura e di eventi meteorologici estremi. I prossimi dieci anni saranno fondamentali per limitare i danni indotti dal clima che cambia”.

“Nonostante queste premesse – prosegue la lettera – la mentalità dei governi non è cambiata, come dimostrato dai miliardi di euro destinati a settori altamenti inquinanti durante la crisi pandemica. Anche il governo appena formato con tanto di ministero della transizione Eecologica non dimostra un approccio all’altezza della crisi climatica, con un ministro scelto che si è pronunciato più volte a favore dei combustibili fossili e con scetticismo nei confronti dello sviluppo sostenibile”.

“A livello lucchese, invece, quali sono state le promesse? – dicono da Fridays for Future – Nel 2019, a seguito delle prime manifestazioni, il Comune sembrava avere preso a cuore il tema, dichiarando l’emergenza climatica e impegnandosi a fare il possibile per ridurre a zero le emissioni del territorio entro il 2030. Dopo due anni di dialogo con il Comune, ciò che abbiamo osservato è una disorganizzazione generale, una mancanza di trasparenza, di comunicazione, di leadership da parte del sindaco e di visione di insieme per le politiche comunali. A causa di queste problematiche, sembra inevitabile che ogni azione del Comune riguardo alla crisi climatica risulterà poco efficace e insufficiente per il raggiungimento dell’obiettivo preposto. A titolo di esempio della carente comunicazione del Comune, basti menzionare il progetto Quartieri social e l’ex manifattura: tutto sembra sempre sfociare in un generale caos comunicativo, che impedisce anche una vera partecipazione da parte della cittadinanza”.

“Per dire no ad ulteriori promesse già destinate al tradimento – conclude la lettera –  e per ribadire l’urgenza di affrontare davvero la crisi climatica, il 19 marzo tutto il mondo è sceso in piazza per un nuovo sciopero globale per il clima al grido di No more empty promises (Basta vuote promesse)”.

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