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Marchini cacciato dalla giunta, è scontro in Consiglio

Il sindaco: "Comportamento inaccettabile, ho esercitato solo le mie prerogative". Bindocci: "Una rimozione da regime totalitario"

Si accende la discussione in consiglio comunale in merito alla revoca delle deleghe all’assessore ai lavori pubblici, Celestino Marchini, dopo la sua “rumorosa” assenza alla seduta della giunta sulla Manifattura sud.

Il sindaco insiste: “Marchini si è sfilato due ore prima della seduta di giunta”

Il tema è stato “introdotto” dal consigliere Marco Martinelli (Fdi) e subito dopo Massimiliano Bindocci (M5s) ha attaccato il sindaco Tambellini: “Rimozione modello totalitario fa riflettere sui diritti dell’uomo. La libertà è quella di esprimere le proprie opinioni senza pagarne le conseguenze. È una cosa imbarazzante, sono curioso di sentire il discorso del sindaco nella giornata del 25 aprile. Dovere rispettare le persone, anche della vostra giunta. Solidarietà umana all’assessore Marchini”.

Alessandro Tambellini torna a chiarire la questione: “Il sindaco non ha esercitato altro che le proprie prerogative. Come voi sapete la questione manifattura sud è discussa da molto tempo, è sotto l’attenzione della nostra amministrazione e dai collaboratori esterni da ben 4 mesi. Mesi di intenso lavoro. Eravamo tenuti a dare una risposta entro il 25 di marzo. Dopo un cammino senza mai aver avuto dall’ex assessore Marchini un rilievo su ciò che portavamo avanti né un invito a discutere una posizione contraria, il giorno della giunta, fissata alle 17, Marchini ha informato di non partecipare alle 15,15. Abbiamo provato a chiamarlo sui due cellulari, ma erano staccati. L’affidamento di regole è fiduciario e in questo caso il rapporto di fiducia è venuto meno. Sono dinamiche democratiche (rispondendo alle accuse di Bindocci ndr)”.

Il primo cittadino torna a fare luce sulla questione manifattura sud e sulla risposta data a Fondazione Crl-Coima : “Si dicono tante cose non veritiere – dichiara il sindaco -. La nostra risposta del 25 marzo modifica la risposta iniziale così come confezionata, i proponenti possono decidere di non andare avanti. In quel caso tutto finirà lì e ci sarà da ricominciare tutto da capo per la manifattura sud. In caso di accettazione, dovrà seguire un altro atto di giunta per la fattibilità dell’opera. Dopo si passerà alla convocazione della conferenza servizi, una volta espletata si andrà in consiglio comunale a decretare la fattibilità dell’opera. Dovrà poi essere inserita nel piano triennale delle opere pubbliche, servirà anche una variante semplificata per piazzale verdi. Fatto tutto questo si potrà andare a gara, che sarà ad evidenza pubblica”.

Il consigliere Bindocci insiste: “Il sindaco ripassi le regole del rispetto umano. È stata una cosa vergognosa, una delle pagine più nere su rispetto e democrazia a Lucca”.

Sulla discussione interviene anche il capogruppo di SiAmo Lucca Remo Santini: “Non è vero che l’opposizione è stata messa nelle condizioni di essere a conoscenza di tutto sul tema della manifattura, non è stata servita della documentazione. C’è qualcosa che non torna nella ricostruzione di Tambellini sulla questione Marchini. Ci ha parlato o no con Marchini due ore prima della giunta? Marchini ricordo che è stato assente anche in un’altra giunta sulla manifattura”. Secondo il consigliere Fabio Barsanti (Difendere Lucca) “Marchini è stato cacciato per aver osato divergere su un argomento come quello della manifattura. Sulla manifattura non si può dir di no”.

La risposta del sindaco Tambellini ai consiglieri di opposizione non si fa attendere: “Marchini non ha mai palesato le riserve sul progetto manifattura. Sarebbe bastato parlarne. Se ci sono delle riserve su qualcosa si parla, si discute. Non si dice di non venire alla giunta due ore prima dell’inizio. Sulla manifattura sud basta con questa storia degli interessi nascosti. Come si fa a dire che tutto non è noto? Tutti ne parlano e spesso dicono sciocchezze”.

Secondo il presidente del gruppo consiliare di Fdi, Marco Martinelli, quello che è accaduto denota una crisi all’interno della giunta maturata ben prima dall’ultima seduta dell’esecutivo comunale: “L’assessore Marchini ha sbagliato riunione di giunta per tirarsi indietro sulla questione manifattura. Infatti – ha proseguito il capogruppo del partito di Giorgia Meloni – se l’assessore veramente voleva sfilarsi sulla proposta di riqualificazione dell’area della Manifattura Tabacchi avrebbe dovuto aspettare l’eventuale prossima riunione ovvero quella che dovrà deliberare sulla fattibilità. Martinelli ha ricordato che “ la riunione del 25 marzo ha deliberato un si con delle condizioni. Se il proponente non apporterà le modifiche richieste, la proposta non potrà essere valutata positivamente chiudendo di fatto la ‘partita’. Alla luce di questo risulta evidente una rottura politica all’interno della giunta che evidentemente era già iniziata da tempo. È  la fotografia di un’amministrazione che in questi 9 anni ha operato innumerevoli rimpasti che hanno prodotto lo stesso risultato: inadeguatezza ed incapacità a guidare Lucca”.

Sul tema interviene anche il capogruppo Pd Roberto Guidotti: “Non posso accettare lezioni di democrazia e rispetto. All’interno di questa maggioranza non siamo soldatini, siamo persone molto pensanti e abbiamo un confronto continuo e molto democratico su tutte le problematiche. Questa è una maggioranza molto coesa e attenta alle problematiche della città. Poco democrazia? Forse Bindocci si è confuso con il proprio movimento”.

Ritiro deleghe a Marchini, Cantini (LC): “Perso un valido assessore, chi lo sostituirà sarà all’altezza”

Chiude la discussione il consigliere Bindocci, che si rivolge al consigliere Cantini: “Vedere Lucca Civica in ginocchio per una poltrona è imbarazzante. Bella solidarietà tra colleghi di lista”.

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