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Manifatturiamo e Uniti per la manifattura: “La questione della partecipazione deve essere risolta”

I comitati: "E' necessario ribadire e riconquistare i principi politici del vivere democratico"

“Assenza di trasparenza, arroganza al potere e partecipazione negata”. Ruotano attorno a questi tre punti chiave le critiche mosse dai comitati Manifatturiamo e Uniti per la manifattura.

“Di fronte alle richieste di informazioni e alle specifiche contestazioni che venivano mosse al progetto Coima e Fondazione Crl, da un vasto e trasversale schieramento sociale, politico, culturale, le forze politiche del governo cittadino hanno saputo solo offendere e rifiutare in modo sprezzante qualsiasi forma di dialogo, dimostrando così una mancanza assoluta di cultura politica e di visione strategica – si legge nella nota congiunta -. Il sindaco e la giunta si sono proclamati ecologisti e hanno aumentato la cementificazione, hanno esaltato i beni pubblici intendendo privatizzarli: democratici a parole, autoritari nei fatti. Va sottolineato inoltre che il progetto che investe la Manifattura sud non facesse parte del programma elettorale di Tambellini e, conseguentemente, quanto sarebbe arrogante imporre ora, a fine mandato, con un puro atto autoritario, una scelta così rilevante e destinata a incidere sul tessuto urbano per i prossimi decenni”.

“Poi c’è la questione della partecipazione negata – va avanti la nota -. Già in un recente consiglio regionale la proposta di attivare un percorso partecipativo in relazione alla porzione sud della Manifattura era stata respinta dalla stessa maggioranza. Nel consiglio comunale dell’8 aprile scorso il Pd ha nuovamente respinto una mozione analoga presentata da un consigliere dell’opposizione. In questo modo il Partito democratico si assume tutta la responsabilità di negare l’avvio di un processo partecipativo richiesto da ben ventuno associazioni e comitati lucchesi e protocollato al Comune di Lucca. Viene così calpestato un diritto costituzionale garantito ed elusa la legge regionale 46 del 2013 sulla partecipazione, nel caso specifico, il diritto della cittadinanza a discutere le linee guida e le possibili destinazioni d’uso della ex Manifattura. Per fare questo è necessario sospendere la trattativa con Coima e organizzare il dialogo concreto con la città. È singolare che dove è all’opposizione, come a Pisa, il pd chieda lo stesso processo partecipativo che a Lucca nega. È un gioco delle parti, dove, chiunque detenga la maggioranza fa il bello e il cattivo tempo, negando ai cittadini e alle cittadine il diritto ad essere coinvolti e a decidere del futuro delle loro città”.

“Chiediamo di discutere in un confronto aperto e leale le scelte da operare nell’interesse della collettività – concludono i comitati -. Denunciano questo vergognoso attacco ai diritti costituzionali e chiediamo l’intervento dell’Autorità indipendente regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione. La questione della partecipazione deve essere risolta una volta per tutte: nella nostra regione ci devono essere regole e modalità certe e non dipendenti dalle composizioni delle giunte locali. Appare evidente come si sia, ormai, in un regime di oligarchia e come sia necessario ribadire e riconquistare i principi politici del vivere democratico”.

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