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Musei nazionali, Per Lucca e i suoi paesi: “È il momento di ridiscuterne l’assetto”

Il movimento: "I sindaci delle città oggi escluse dal grande gioco culturale, Lucca in primis, dovrebbero coordinarsi e far sentire la loro voce"

“E’ il momento di ridiscutere l’assetto dei musei nazionali”. Così Per Lucca e i suoi paesi interviene nel dibattito sul tema della gestione museale.

“Nel dibattito sui musei a Lucca abbiamo letto anche prese di posizione che giustamente rilevano come la città non sia oggi in grado di produrre proposte museali valide per se stessa e per il territorio – si legge nella nota -. E’ evidente che il sistema museale civico a Lucca è in condizioni poco allegre. Tambellini ha distrutto quel che c’era e al suo posto ha costruito il niente. Palazzo Guinigi è muto e triste testimone di questo fallimento decennale. A questo stato di cose si aggiunge un altro problema. Ci riferiamo alle riforme del ministro Franceschini. Negli ultimi anni si è infatti dato un immenso potere e libertà di azioni ad alcuni grandi musei (uno di essi è quello degli Uffizi), mentre si sono privati di ogni autonomia gli altri musei nazionali, alcuni dei quali importantissimi, che sono stati raggruppati in direzioni regionali e sono di fatto incapaci di dialogare con il loro territorio”.

Se i musei nazionali di Lucca volessero riorganizzarsi, riprogettare le loro sedi, aprire sedi staccate, questo, nelle condizioni attuali sarebbe semplicemente impossibile – va avanti la nota -. Nessuno nega che sia positiva l’autonomia degli Uffizi e di altri musei, ma ciò non avrebbe mai dovuto voler dire che gli istituti di medie dimensioni non potessero avere altrettanta autonomia. Sarebbe bastato che per il territorio di ciascuna delle soprintendenze italiane si nominasse un direttore dei musei e gallerie dotato della stessa autonomia del direttore degli Uffizi o di Capodimonte e a quel punto avremmo potuto vedere nascere tante iniziative e forse crescere una nuova generazione di direttori di museo capaci di creare sviluppo culturale in Italia. D’altro canto, nella storia italiana, tante città hanno sempre avuto un notevole ruolo culturale, un ruolo che l’attuale assetto centralista mette spesso in discussione”.

“Ci pare venuto il momento di ridiscutere l’assetto dei musei nazionali italiani. Si consideri anche che i musei dotati di autonomia come gli Uffizi sono una quarantina e alcuni si trovano in città medie – conclude la nota -. Non si vede proprio come possano Lucca e Pisa essere relegate ad un ruolo minore. Forse i sindaci delle città oggi escluse dal grande gioco culturale dovrebbero coordinarsi e far sentire la loro voce. Il sindaco Tambellini, dopo anni di politica culturale bolsa e asfittica potrebbe almeno provare a muoversi su questi temi?”.

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