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Defeca davanti a palazzo Parensi e se ne va ridendo con le amiche

Residente del centro storico indignata: "Grave inciviltà, aspetto di vedere cosa succederà con la riapertura serale dei locali"

Rientro a casa con sorpresa… maleodorante. È quanto accaduto ieri (19 aprile) in pieno centro storico a una cittadina residente nelle vicinanze di palazzo Parensi, l’edificio di via Santa Giustina che ospita gli uffici comunali del settore lavori pubblici e urbanistica.

Tutto ha avuto inizio poco dopo le 19, con il sole ancora alto e la strada bene illuminata. Tra due auto parcheggiate lungo la via, due ragazze. “Erano ben vestite e truccate, sui 15 o 16 anni. Una delle due – racconta la testimone della scena – aveva una grossa bottiglia di birra in mano, stappata, bevuta, probabilmente. Erano una accanto all’altra, spalla a spalla”.

Al passaggio della donna, le due ragazze iniziano a ridere. “Ho attraversato la strada per aprire il portone – prosegue la cittadina – e mi sono girata verso di loro, curiosa di capire cosa fosse successo. È in quel momento che vedo spuntare una terza ragazza dallo spazio fra le auto. Tramesta con gli abiti, con la giacca, coi pantaloni. Non capisco. Ride. Tutte ridono e si allontanano, ancora ridendo e schiamazzando, con la birra in mano”.

Impossibile, a quel punto, non voler capire meglio cosa fosse accaduto: “Torno indietro di tre passi – racconta la donna – e capisco: per terra, una pozza di piscio che stava arrivando in mezzo alla strada e un escremento cilindrico, meglio noto col nome di stronzo. Resto di sasso. Le ‘signorine’ sono già lontane, con il loro successo da gustare, da raccontare. Una stella che brillerà nel loro curriculum, sicuramente”.

“Ringrazio il cielo – commenta la cittadina – di essere talmente ingenua da non poter pensare nemmeno che si possano fare certe cose. Davanti al portone di una sede del Comune della mia città è stato lasciato un ‘regalo’ di questa portata“.

Una situazione che certo non si esaurisce con questo singolo episodio. Conclude la donna: “Camminando per le vie di Lucca, la bella elegante signora, come la chiamano in molti, arrivano alle narici miasmi di urina stantia. In città, non in un campo abbandonato. La sera, nelle strade limitrofe ai luoghi più frequentati dalla movida, scorrono rivoli di piscio. Che facciamo? Lasciamo perdere, ché sono ragazzi? E pensare che ora i fanciulli non hanno margine di movimento. Aspetto con ansia la riapertura dei locali in estate, fino alla mezzanotte”.

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