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Latine video, tre classi del liceo Paladini partecipano al concorso dell’Aicc foto

I video prodotti sono visibili sia sul canale Youtube dell'Aicc che sul sito della scuola

Tre classi del liceo delle Scienze umane Paladini di Lucca, la 2E, la 3A e la 3D, guidate dal professor Marco Musto e dalla professoressa Lucia Galli, hanno partecipato al concorso Latine video, bandito dalla sezione di Roma dell’associazione italiana di Cultura classica (Aicc).

Il concorso, che ha coinvolto un centinaio di classi di scuole superiori in tutta Italia, prevedeva l’elaborazione di un breve video nel quale fosse illustrata una parola latina. Gli alunni della classe 2E hanno scelto la parola ‘princeps’ (primo), quelli di 3A la parola ‘vis’ (forza) e quelli di 3D ‘liber’ (libro): di ogni parola è stato illustrato il significato, l’etimologia, le particolarità della declinazione, le continuazioni nelle lingue moderne.

Gli studenti hanno aderito di buon grado all’iniziativa che li ha coinvolti in prima persona come piccoli ricercatori, voci recitanti e registi, sintonizzando le conoscenze apprese nel loro percorso liceale con le abilità tecniche di video-makers . I video prodotti sono visibili sia sul canale Youtube dell’Aicc che sul sito della scuola.

“Il progetto Latine Video – ha dichiarato l’alunna Sara Costa che ha curato la regia del video di 3A – è stato interessante per tutta la classe ed è stata un’occasione di fare qualcosa fuori dall’ordinario. Abbiamo imparato cose nuove anche con un altro metodo, un metodo diverso dalla classica didattica con spiegazione e interrogazione. Ma soprattutto questo progetto ci ha dato l’opportunità di collaborare e rafforzare i nostri rapporti nel gruppo classe”.

Un vero successo, quindi, per la prima giornata mondiale del latino, come afferma entusiasta la dirigente scolastica Maria Cristina Pettorini, da sempre convinta che lo studio del latino sia sempre estremamente importante e formativo: “Il latino è la lingua che fa da tramite tra noi e gli antichi, è la lingua che consentiva agli studiosi di comunicare tra loro in tutta Europa, vero e proprio collante di civiltà, proprio come oggi l’inglese. E anche per gli studenti di oggi il latino conserva il suo valore perché aiuta ad approfondire le proprie radici e permette di comprendere il presente. Il latino è una lingua non più parlata, ma non è una lingua morta, perché ha lasciato una straordinaria traccia nella cultura di un popolo e questa traccia culturale va conservata gelosamente e tramandata alle generazioni future”.

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