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Il Giardino dei Giusti si amplia: tre alberi intitolati a sacerdoti eroi della Resistenza foto

A Villa Bottini le piante in ricordo di don Renzo Tambellini, don Guido Staderini e don Sirio Niccolai

Il Giardino dei Giusti si amplia con tre alberi intitolati a tre sacerdoti lucchesi.

Oggi (24 aprile) sono stati intitolati tre alberi a tre sacerdoti lucchesi che hanno fatto la differenza durante la Resistenza, dando rifugio a ebrei, partigiani e persecutori politici nel 1944.

Un cedro argentato, un calocedro e un platano nel Giardino dei Giusti a Villa Bottini sono stati intitolati rispettivamente a don Renzo Tambellini, don Guido Staderini e don Sirio Niccolai. Un’iniziativa nell’ambito della manifestazione del 25 aprile, promossa dal comune di Lucca aiutato dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea.

Presenti Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca, Ilaria Vietina, assessora del comune di Lucca con delega a politiche formative, alle politiche di genere e alla continuità della memoria storica, Luigi Rovai, membro dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea (Isrec), Maria Teresa Leone, rappresentante della Provincia e Stefano Baccelli, assessore regionale.

“Una scelta grande e coraggiosa che ha visto in primo piano la chiesa lucchese, che durante la seconda guerra mondiale, si è messa in difesa degli ebrei e di tutti coloro che rischiavano la vita perché oggetto di deportazione – interviene il sindaco – Ci riferiamo ad un momento, l’estate del 1944 in cui Lucca è stata nel mirino di svariate vicende, come la strage di Sant’Anna di Stazzema e quelle legate alla vita di don Aldo Mei. È stato un momento di scelte, in cui si doveva decidere se stare da una parte o dall’altra. La neutralità non era ammessa, era diventata una colpa. La scelta della chiesa lucchese ha pagato un prezzo altissimo: 32 sacerdoti hanno perso la vita. La loro è stata una scelta evangelica: hanno deciso di stare dalla parte di chi è oppresso. Si tratta di persone che detengono il merito di aver saputo mettere la loro vita davanti ad una scelta anche pericolosa. La chiesa lucchese con l’arcivescovo di allora ha saputo darsi un’ampia prospettiva, segno di fratellanza, di umanità, segno che si ritrova nel Vangelo. Questi sacerdoti hanno vissuto il Vangelo come testimonianza. Oggi siamo qui a ricordare queste persone, che sono da interpretare come esempio per capire come comportarsi oggi. Io stesso, lasciando da parte la veste di sindaco, da cittadino ordinario, talvolta mi sgomento dall’assenza di responsabilità, infondatezza di azioni e mancanza di altruismo. È necessario puntare a principi alti, che ci possano condurre a livelli di civiltà più elevati.”

“Il percorso sulla memoria che vogliamo riscoprire rappresenta una grande ricchezza per il nostro territorio – prosegue Maria Teresa Leone portando anche i saluti del presidente della Provincia Luca Menesini – il motivo per cui siamo qui è riferirci alla memoria come segnale da trasmettere alle nuove generazioni. Questo Giardino dei Giusti si amplia sempre di più e oltre ad essere un luogo dove passeggiare tranquillamente può essere un modo per ricordare, un posto di cui far tesoro. È fondamentale ripartire dalla conoscenza e dalla consapevolezza di quello che è stato. L’intitolazione di questi alberi è un momento bellissimo poiché quanto più aumenta la possibilità di associare il passato alla quotidianità, tanto più le persone conoscono. Queste sono occasioni in cui la politica deve veramente fare da megafono e da informazione molto forte perché si diventa cittadini consapevoli solo quando si conosce quello che è stato il nostro passato.”

L’assessore regionale Stefano Baccelli aggiunge: “Questa bellissima iniziativa ha la peculiarità di dedicare a dei religiosi degli alberi giganteschi. Tre giganti come i tre eroi di quel periodo, medaglie d’oro della Resistenza che hanno compiuto scelte audaci: hanno seguito il principio evangelico di stare dalla parte dei giusti e di proteggere i partigiani, gli ebrei, i rifugiati, tutti coloro che avevano bisogno. Hanno compiuto una scelta politica non limitata soltanto al 1944 come anno, ma il loro lavoro rimane esteso su un periodo molto più ampio: si erano schierati dalla parte del bene”.

Prima della vera e propria intitolazione prende la parola l’arcivescovo Paolo Giulietti: “Questo è un ulteriore capitolo del Giardino dei Giusti della città di Lucca. L’espressione che arriva dal museo dell’olocausto di Gerusalemme indica una concezione di giusto secondo cui giusto è chi va al di là della norma. Noi oggi ricordiamo dei giusti, persone che sono andate oltre la legge, oltre alla norma. La loro memoria è importante perché è essenziale andare sempre alla ricerca del vero e del bene. Bisogna diventare persone capaci di preservare il bene. Come dice Papa Francesco l’iniquità abita l’umanità. La coscienza deve sviluppare la capacità di riconoscere l’inequità e andare al di là. La grandezza di questi personaggi storici ci serva di aiuto ad andare oltre, proiettati verso il bene. Ben venga questo giardino per ricordarci dei giusti che giganteggiano come i cedri del Libano.”

Tra i familiari presenti Riccardo Tambellini, Anna Maria Tambellini e Maria Pia Lippi, per commemorare il parente don Renzo Tambellini, medaglia d’oro per la Resistenza. Già in passato hanno dato vita ad una mostra fotografica a Guamo, a 100 anni dalla nascita dello zio. “Con questo ultimo atto – dicono – dell’intitolazione dell’albero, si chiude il libro di ricordi”.

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