Quantcast

Vivere il centro storico: “Il Comune pensi alla manutenzione più che alle ringhiere sulle mura”

Per il comitato "non è vero che il sindaco e l’amministrazione possono essere ritenuti civilmente responsabili per le cadute dal monumento"

“Non è vero che il sindaco e l’amministrazione possono essere ritenuti civilmente responsabili per le cadute dalle Mura“. Ad affermarlo è il comitato Vivere il Centro Storico.

“La sentenza del tribunale di Lucca del 22 maggio 1996 – dicono dal comitato – poi confermata in appello e successivamente in Cassazione parla chiaro: il generale principio di cui all’articolo 1227 del codice civile, richiamato dall’articolo 2056 fa sì che la domanda promossa dai genitori della bambina lasciata sola a giocare sulle Mura e poi caduta dal poggio venisse respinta.
A questa autorevole interpretazione, confermata in tutti i gradi di giudizio, ha poi fatto seguito il recente dispositivo di archiviazione da parte del Gip in merito alla querela presentata dai genitori del ragazzo francese caduto dalle Mura pochi anni fa“.

“Considerato che non si sono mai verificati incidenti sul lato interno delle Mura che abbiano richiesto cure mediche – prosegue la nota – e che se questi avessero a verificarsi in futuro a causa della mancata osservanza delle più elementari norme di buonsenso, è palese per tutti che ciò non comporterebbe alcuna responsabilità a carico dell’amministrazione comunale. Alterare l’aspetto delle Mura con l’installazione di tre chilometri di ringhiere che, come appena spiegato, non sono assolutamente necessarie ci sembra, ad essere generosi, quanto meno inappropriato. Meglio sarebbe utilizzare quei soldi per riparare le condizioni pietose in cui molti tratti versano a causa delle crepe, della mancanza di mattoni e della presenza di erbacce sul paramento”.

“Abbiamo informato il sindaco, il soprintendente, il segretario regionale del Mibac, il prefetto e tutti i consiglieri comunali – conclude Vivere il Centro Storico – di queste considerazioni e ci auguriamo che questa opera inutile e dannosa per l’alterazione che andrebbe a provocare venga ripensata e ridotta ai pochi metri dove si pensa che ce ne possa essere di bisogno dopo il reimpianto degli alberi che mancano da molti anni, dopo l’installazione di cartelli che avvisino del pericolo, dopo la promulgazione di provvedimenti amministrativi posti a regola della circolazione dei velocipedi, dopo la realizzazione di controlli mirati a prevenire le situazioni di pericolo per i conducenti dei risciò e per i poveri pedoni ormai costretti a scansare tutti quei mezzi e le bici da corsa che, senza alcun rispetto, pongono a rischio la loro integrità fisica”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.