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Centri estivi, fuori il bando per raccogliere le proposte educative

C'è tempo fino al primo giugno. Nei prossimi giorni uscirà invece l'avviso rivolto alle famiglie

Ieri (24 maggio) è stato pubblicato sul sito del Comune di Lucca l’avviso per raccogliere le proposte, che scadrà il primo di giugno. Nei prossimi giorni uscirà invece l’avviso rivolto alle famiglie. L’obiettivo è quello di raccogliere le proposte educative da parte dei gestori dei centri estivi per consentire l’avvio a giugno delle attività.

“Soltanto venerdì scorso sono uscite le linee guida da parte del governo – spiega l’assessora alle attività educative Ilaria Vietina – , che dettano le regole per poter effettuare in piena sicurezza le attività estive, e immediatamente abbiamo pubblicato l’avviso che servirà ad avere il quadro completo dell’offerta a disposizione. Intanto siamo in attesa della firma del Decreto sostegni per avere piena contezza delle risorse a nostra disposizione per l’attivazione dei voucher. E’ chiaro che lavorare in queste condizioni è tutt’altro che semplice, ma a breve saremo in grado di raccogliere le richieste da parte delle famiglie”.

Ogni anno i centri estivi del comune di Lucca vengono frequentati nei mesi da giugno a settembre da molti bambini e bambine che in questo contesto possono praticare attività ludiche, sportive, creative e ricreative. Come lo scorso anno, anche per questa edizione dei centri estivi, i gestori dovranno tenere conto, nel presentare le loro proposte, di tutta una serie di criteri che tengono conto della necessità di contenere i contagi del coronavirus. Le attività dovranno svolgersi in via prioritaria seguendo la metodologia dell’outdoor education che prevede l’utilizzo di spazi aperti in prossimità di un luogo chiuso attrezzato per consentire di svolgere attività educative, ludiche e sportive. I partecipanti alle attività dovranno essere divisi in gruppi omogenei e non troppo numerosi, in modo da consentire un agevole controllo da parte degli educatori sul rispetto delle distanze interpersonali. Altri criteri riguardano l’accesso e l’uscita dai centri, gli spazi interni e il personale.

“Anche quest’anno – aggiunge Vietina – in linea con quanto fatto lo scorso anno, andremo a privilegiare le attività che si svolgono fuori dagli edifici: i parchi, gli impianti sportivi, gli spazi esterni alle scuole. L’educazione all’aperto, che in tempi di pandemia assume i caratteri della necessità, si connota in realtà anche in tempi normali come una strategia educativa vasta e versatile basata sulla pedagogia attiva e sull’apprendimento esperienziale. L’ambiente esterno diventa uno spazio di formazione dove esperienze e conoscenze sono strettamente correlate”.

 

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