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Lucca in Azione under 30: “Fondi per posti covid al Campo di Marte potevano essere spesi meglio”

Sanità locale, il movimento contesta le scelte di Asl e Regione

“Quando si parla della sanità a Lucca ci troviamo, purtroppo, di fronte a un problema atavico. Lasciando perdere quello che era il progetto del San Luca, che prevedeva in origine 100 posti in più di quelli registrati nel periodo pre-Covid, durante l’emergenza sanitaria è sorto un altro problema abbastanza rilevante: la trasformazione del padiglione A di Campo di Marte“. Lo afferma Lucca in Azione under 30.

“L’immobile di proprietà del Comune, rispetto al quale ancora non si sa cosa la giunta voglia farne, e che, al momento, ospita uffici provinciali – si afferma -, container per le scuole dove attualmente sono costretti a stare gli studenti e gli insegnanti senza un’indicazione certa di quando potranno tornare in una vera scuola, e alcuni padiglioni destinati alla sanità locale, ha vissuto negli ultimi mesi cambiamenti radicali. La Regione, infatti, a dicembre, ha inaugurato nel padiglione A un nuovo centro di ospedalizzazione per degenti Covid, con celebrazione in pompa magna da parte del presidente Giani e dell’assessore Baccelli, grande fautore del progetto. Peccato, però, che dei 150 posti realizzati in questo immobile, per la bellezza di circa 3 milioni di euro, a distanza di tre mesi ne sono stati attivati esclusivamente una trentina. A questo evidente errore di programmazione si sommano altri due fattori di rilievo: il primo è che a causa della mancanza di personale, come sottolineato anche circa un mese fa dalla consigliera con delega alla sanità Petretti, tutti questi posti non potranno mai essere aperti e non ospiteranno mai malati destinati alla terapia intensiva e sub-intensiva; il secondo riguarda tematiche ancora più scioccanti, ossia la licenza sismica: infatti, nonostante il progetto dovesse essere a lungo termine e ospitare posti anche per il post emergenza pandemica, è risultato che la struttura adibita non possieda le giuste licenze sismiche, e che quindi, oltre a tenere dei malati in una struttura pericolante, questo significa che a fine emergenza questi posti dovranno essere rimossi, a meno che non vengano stanziati altri fondi (molto onerosi) da parte della Regione per provvedere a questa svista colossale”.

“Dato che questa situazione si è già presentata pure a Prato attraverso le solite dinamiche, e che la Regione ha stanziato circa 9 milioni di euro in tutto, la domanda che ci si pone è: queste risorse, che sono poi le risorse dei cittadini toscani, sono state spese dalla giunta nel migliore dei modi? Noi non ne siamo così convinti: di circa 650 posti letto ne troviamo attivi solo una settantina, nessuno dei quali per malati gravi (lasciando perdere la questione purtroppo ridicola delle licenze sismiche di Campo di Marte). Siamo invece convinti che questi fondi potevano essere spesi per potenziare la sanità territoriale, attivare nuovi servizi per i cittadini, implementare le strutture medico-sanitarie in appoggio alle strutture ospedaliere, garantire la presenza di posti di bassa intensità di cura per i malati in uscita dall’ospedale, impossibilitati a fare rientro a casa in piena autonomia. Secondo noi ancora una volta è stato fatto uno dei tanti buchi nell’acqua da parte di una giunta regionale che pare brancoli nel buio, preferendo sontuose inaugurazioni al bene dei cittadini”.

 

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