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Emergenza climatica, dalla Scuola Sant’Anna di Pisa le linee guida per le buone pratiche a Lucca

Documento approvato in giunta: l'obiettivo è ridurre le emissioni di anidride carbonica

Il Comune di Lucca si dota di un proprio strumento innovativo che servirà a guidare e programmare la sua azione per ridurre le emissioni di anidride carbonica in una percentuale reale e attuabile entro il 2030.

La giunta Tambellini ha approvato ieri (15 giugno) il documento di Progettazione e sviluppo di azioni per il contrasto all’emergenza climatica redatto dall’istituto di management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, sulla base di un accordo di collaborazione tecnico-scientifica attivato da circa un anno nell’ambito della  strategia di sostenibilità ambientale 2030.

Lo studio, dopo aver preso in considerazione alcuni indirizzi di monitoraggio e progettazione già avviati in altri contesti internazionali, aggiorna il quadro delle fonti climalteranti realizzato nel 2012 per il comune di Lucca, utilizzando come indicatori il consumo di energia elettrica, il consumo di gas naturale e le emissioni di anidride carbonica e prendendo in esame in particolare i settori del trasporto, degli edifici civili e delle strutture del terziario. Partendo da questo quadro conoscitivo l’analisi entra poi nel dettaglio delle azioni intraprese negli ultimi anni dall’amministrazione comunale per la diminuzione delle emissioni, utilizzando il Documento unico di programmazione del Comune (Dup) e attraverso la somministrazione di interviste individuali ai referenti di singoli progetti che hanno una valenza ambientale.

“Il Comune di Lucca – spiega l’assessora all’ambiente Valentina Simi – ha operato in questi anni per cercare di ridurre le emissioni inquinanti, con azioni combinate sulla mobilità, sulla pianificazione urbanistica, sugli edifici pubblici, sulla gestione dei rifiuti, sugli incentivi a privati per il passaggio a tecnologie meno inquinanti. Molto resta ancora da fare e la progettazione elaborata con il supporto tecnico dalla Scuola Sant’Anna attraverso questo studio rappresenta per noi una base certa, scientifica da cui partire per implementare le nostre politiche con azioni concrete volte a ridurre l’immissione di anidride carbonica nell’aria”.

Nella parte finale dello studio vengono fornite all’amministrazione comunale alcune linee guida a cui fare riferimento. In particolare, si individuano tre grandi settori su cui è necessario concentrare la progettualità: quello dei trasporti e della mobilità, quello relativo all’energia alternativa e quello della pianificazione urbanistica.

“Quello che faremo da subito – aggiunge Simi – è lavorare a una guida, una sorta di decalogo che declinerà gli obbiettivi fissati in buone pratiche che dovranno essere seguite dagli uffici del Comune in ogni ambito. Prevediamo inoltre un monitoraggio e un aggiornamento periodico del lavoro effettuato, affinché diventi uno strumento di programmazione ordinario”.

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