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Botte in città dopo la movida, Comune e Confcommercio: “Non c’entrano con la riapertura serale dei locali”

Amministrazione e associazione di categorie insieme sul tema sicurezza. Martini sul BordaFest: "Evitati potenziali rischi, la situazione è stata gestita".

Aggressioni e risse e bottiglie in testa subito dopo il coprifuoco, alla vigilia del ritorno in zona bianca. Questo lo scenario dello scorso week end a Lucca, dove a far da protagonista sono stati episodi violenti: una colluttazione fra giovani tra via Veneto e la salita del Caffè delle Mura a colpi di bottiglie di vetro e le conseguenti ferire al volto della vittima.

Contemporaneamente, il codice rosso di un 19enne nel sottopasso di San Concordio, colpito da almeno un altro giovane in bicicletta a seguito, a quanto segnalano alcuni residenti, di una rissa fra giovani per futili motivi. Cui se ne sommano altre due, entrambe in Versilia.

Tuttavia “non bisogna collegare gli atti violenti compiuti da singoli questo week end e la ripresa della frequentazione serale dei locali, ma separare i due fenomeni e intervenire in modo mirato sui problemi”. Così si pronuncia l’assessora con delega alle attività produttive, sviluppo economico, politiche europee e programmazione strategica Chiara Martini a proposito degli eventi che hanno caratterizzato questo fine settimana lucchese, a margine della presentazione de Le notti lucchesi in giro per la città, nella sede di Confcommercio, oggi (21 giugno).

“I nostri giovani hanno necessità di uscire. Su di loro la chiusura ha avuto effetti pesanti. Effetti su cui bisogna acquisire più consapevolezza per intervenire con politiche sociali e giovanili capaci di curare le problematiche del fenomeno all’origine”, continua Chiara Martini.

Dall’altra parte, poi, c’è Confcommercio che chiede di tutelare i lavoratori, titolari e gestori degli esercizi commerciali frequentemente accusati di essere la causa di episodi notturni violenti: “Per noi la cosa più importante – sottolinea la direttrice di Confcommercio Sara Giovannini – è non intrecciare i problemi di sicurezza con il problema della movida. Non bisogna far ricadere la colpa dei problemi di sicurezza sui lavoratori. Gli eventi di questo sabato sono accaduti dopo il coprifuoco, quando i locali della zona avevano chiuso o erano in chiusura: i problemi di sicurezza devono essere risolti e non hanno a che fare con pubblici esercizi”.

“Come associazione – continua Sara Giovannini – sarà richiesto a tutti gli organi di sicurezza di adoperarsi per un maggiore controllo che non può spettare ai nostri operatori, e d’altro canto loro con senso di responsabilità, ci hanno chiesto e noi l’abbiamo fatto, la sigla di un ‘rapporto di collaborazione e convenzione’ con agenzie di sicurezza privata di cui loro possono servirsi eventualmente per far fronte ai problemi degli assembramenti, i problemi che sorgono nel momento i cui i ragazzi con la bevuta in mano vanno fuori dal locale senza  attenzione al rispetto delle normative di sicurezza. Per noi di Confcommercio è importante questo aspetto, ci siamo adoperati in questo senso e ci adopereremo per fare in modo che si tengano distinti due fenomeni: da un lato i problemi di sicurezza, che devono essere risolti e dall’altro chi li causa, attori che non hanno niente a che fare con il lavoro dei pubblici esercizi. Questo deve essere assolutamente sottolineato. Nei prossimi giorni faremo il punto della situazione con l’amministrazione comunale, con probabilmente un incontro anche in prefettura, e ci mettiamo a disposizione là dove noi in qualche maniera possiamo contribuire alla cosa. Va da sé che però, ripeto, il problema della sicurezza e di episodi di violenza non è un problema che riguarda direttamente noi come i nostri operatori”.

“Episodi che esplodono dall’inizio delle riaperture – aggiunge l’assessora Martini – mettendo spesso in difficoltà gli operatori nella gestione della clientela. C’è una necessità di stare al fianco del commerciante perché non è semplice ricoprire il suo ruolo di gestore e moralizzatore. Certo, lo deve fare come dichiara anche nei suoi documenti: sul suolo pubblico preso in gestione ci si deve comportare in un certo modo. Tuttavia, non si può pretendere e pensare che il titolare del bar possa gestire atteggiamenti difficili e a volte aggressivi. Bisogna mettersi nei loro panni, hanno bisogno di essere dotati di strumenti e della presenza dell’ordine pubblico che può essere chiamato in caso di difficoltà”.

“Per quanto riguarda il Borda Fest – osserva in conclusione l’assessora – è stato gestito. Le premesse erano preoccupanti, con delle richieste per un evento complicato per cui è necessario presentare una determinata documentazione, senza cui non si poteva fare. Ci siamo riusciti con la posizione ferma e una collaborazione fra enti e autorità”.

Collaborazione che ha visto protagonisti gli organizzatori dell’evento e le forze dell’ordine. Dopo due no da parte del comune alle due location proposte dai ragazzi – Foro Boario e Campo di Sorbano del Giudice –, di cui la prima richiesta, concessa e autorizzata molto prima la data dell’evento stesso per poi essere annullata solo due giorni prima, si è trovato un accordo in extremis per la soluzione del parco fluviale. Tutto finito ben prima della mezzanotte, tutto andato molto bene. Mentre dopo il coprifuoco risse e bottiglie imperversavano in città.

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