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Salviamo la manifattura: “Il fallimento del project costerà alla Fondazione due milioni di euro”

Il coordinamento: "Come sarà possibile giustificare un così vergognoso sperpero di denaro della città?"

Il coordinamento Salviamo la manifattura rompe gli ultimi silenzi sul progetto per la riqualificazione della parte sud dell’immobile cittadino provando a quantificare le cifre in ballo.

“Dietro i silenzi c’è a nostro avviso il tentativo di trovare una quadra che non faccia perdere faccia e soldi, soldi dei lucchesi, improvvidamente già in parte anticipati – spiega il coordinamento -. Abbiamo dunque provato a quantificarli questi soldi, per verificare fin dove la Fondazione Cassa di risparmio si sia spinta nello scommettere anzitempo sulla fattibilità del progetto e sulla vittoria della gara pubblica”.

“Siamo andati a rileggere le carte, ve ne diamo un assaggio – attacca il coordinamento -. Il 17 giugno 2019 Fondazione e Coima sottoscrivono un accordo quadro di investimento avente a oggetto il complesso immobiliare ex Manifattura tabacchi e sostanziato dall’ipotesi di acquisto dell’immobile attraverso un fondo di investimento alternativo immobiliare chiuso, riservato a investitori professionali gestito da Coima nel quale Fondazione apporterebbe il capitale necessario per perfezionare l’acquisto e per condurre la riqualificazione del complesso immobiliare. Fondazione che si dichiara consapevole dei rischi associati all’investimento, in particolare determinati dalla scarsa liquidità e dalla difficoltà di collocamento di edifici oggetto di integrale riqualificazione”.

“Ciononostante la Fondazione Cassa si impegna a versare al Fondo un contributo iniziale di 25 milioni di euro a fronte di un costo massimo stimato di 60 milioni e 900 mila euro – prosegue Salviamo la Manifattura -. Più precisamente la Fondazione si impegna a versare a favore del Fondo una porzione del contributo iniziale in misura pari alla somma del prezzo d’acquisto del complesso immobiliare, delle relative spese accessorie e delle spese sostenute da Coima nel corso delle trattative. Assai singolare ci pare il fatto che le parti diano talmente per scontata l’acquisizione dell’immobile e l’accettazione della manifestazione di interesse da parte del Comune, da intraprendere immediatamente la costituzione del fondo prevedendo un compenso annuo in favore di Coima per la gestione del fondo stesso pari a 330 mila euro all’anno. Ciò avviene il 19 dicembre 2019. Quando ancora nulla era scritto. Dunque la Fondazione già il 19 dicembre 2019 si impegnava a corrispondere a Coima, fin da subito, la somma di 330 mila euro annui e, immaginiamo, quantomeno per due annualità, l’abbia già corrisposta”.

“Ma un Fondo non esiste senza patrimonio e dunque dal bilancio stesso della Fondazione apprendiamo che la fondazione ha sottoscritto 100 quote di tipo A, da nominali 250 mila euro ciascuna, per un totale di 25 milioni e che in data 26 marzo 2020 è stato effettuato il versamento di un milione a seguito del primo richiamo a valere sull’impegno complessivo. Con tale somma si sarà per ora fatto fronte alle numerosissime spese per onorari dei progettisti, degli avvocati, dei commercialisti, degli archeologi e via discorrendo, impegnati tutti assiduamente a rivedere, rielaborare, riprogettare in funzione della tanto agognata fattibilità – va avanti la nota -. Se la proposta di project andrà a buon fine, tutto questo fiume di denaro, ed i futuri 330 mila euro l’anno per Coima, sarà confuso entro quella cifra di 60 milioni e 900 mila euro che la Fondazione ha stimato quale costo massimo dell’operazione. Ma se i protagonisti della vicenda si sono lanciati in una operazione che essi stessi hanno definito rischiosa, senza prima compiutamente verificarne la fattibilità? Quanto denaro dei cittadini ha messo a rischio la Fondazione Cassa?”.

“Quando, a febbraio 2020, dall’interesse all’acquisto dell’immobile si passò all’interesse alla presentazione di un project financing, che prevedesse la cessione della proprietà dell’immobile come contributo dell’amministrazione comunale mancato acquisto della proprietà del complesso le spese sostenute da Coima prima della Costituzione del Fondo non potranno eccedere la somma di 220 mila euro e le spese sostenute da Coima per lo studio e la progettazione dell’operazione di Project Financing oggetto delle Proposta di Progetto saranno contenute nell’importo di 750 mila euro – conclude la nota -. Infine, in caso di mancato accoglimento della proposta di progetto o mancata aggiudicazione della concessione, ci saranno i costi di gestione e chiusura del Fondo. Facendo quindi un calcolo ragionevolmente presumibile, l’eventuale fallimento del Project potrebbe costare alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca oltre 2 milioni di euro sulla base dei contratti sottoscritti; poi qualcuno dovrà calcolare le spese fatte per consulenze, viaggi, trasferte eccetera. Come sarà possibile giustificare un così vergognoso sperpero di denaro della città?”.

 

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