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Via dal 2023 i cassonetti per la raccolta degli abiti usati dalle strade: usati come discarica costano a Sistema Ambiente 23mila euro l’anno

Dopo la scadenza del contratto con l'attuale cooperativa si passera ai centri di raccolta del tessile e al 'porta a porta'

È destinato a cambiare il metodo della raccolta degli abiti usati nel territorio del Comune di Lucca. Anche in questo caso, infatti, si andrà verso una modalità ‘porta a porta’ oppure tramite i centri di raccolta convenzionati.

Progressivamente, insomma, spariranno i bidoni gialli sparsi in diverse zone della città e che, per l’inciviltà di alcuni, spesso sono stati utilizzati come cestini della spazzatura o luoghi dove abbandonare sacchi e sacchetti. Una situazione che oltre che alimentare la sensazione di degrado nelle aree dove sono collocati (almeno quelle non direttamente a ridosso di strade trafficate) rappresenta anche un costo vivo per l’azienda Sistema Ambiente, che ogni anno spende circa 23mila euro per il recupero del materiale abbandonato.

Al momento sono 86 i cassonetti rimasti sul territorio e la raccolta degli indumenti e lo svuotamento è affidata a una cooperativa di Roma il cui contratto scade nel 2023 e dal quale l’azienda ritiene sia quantomeno antieconomico recedere anticipatamente.

Progressivamente, comunque, in vista della scadenza del servizio, i cassonetti verranno eliminati e si passerà al sistema del ‘porta a porta’ e al conferimento in specifici centri di raccolta tessile. L’azienda, come è stato dichiarato in commissione, ritiene che il passaggio al porta a porta andrebbe a limitare i costi di rimozione dei rifiuti attualmente in essere e a eliminare le situazioni che inducono all’abbandono indiscriminato di sacchetti in zone non controllate.

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