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Studenti da tutto il mondo all’Imt: un terzo dei nuovi dottorandi viene dall’Asia

Chiuso il bando di ammissione al nuovo ciclo di dottorati di ricerca: oltre 700 domande per 39 borse di studio assegnate

Nei giorni scorsi si è chiuso il bando di ammissione al nuovo ciclo di dottorato di ricerca della scuola Imt. Ben settecento sono le domande e quindi i candidati che concorreranno per l’assegnazione delle 39 borse di studio previste l’anno accademico 2021-2022, sei in più rispetto al precedente. Curricula, lettere di referenza e progetti di ricerca guideranno adesso la commissione esaminatrice nella selezione verso i colloqui orali – rigorosamente in inglese – da cui uscirà la rosa delle nuove ‘matricole’ della scuola che inizieranno il loro percorso di dottorato il prossimo due novembre. Criterio esclusivo, il merito. Unico comune denominatore, la qualità.

707 candidature selezionate di cui 195 italiane e 512 straniere confermano la scuola al centro di Lucca come saldamente internazionale. E la geografia da esse disegnata è letteralmente una geografia mondiale con la percentuale maggiore delle domande proveniente dall’Europa (37 per cento) Italia compresa – a dimostrazione del potere attrattivo della scuola anche in paesi che hanno un’offerta formativa di alta qualità – seguite da Asia (32 per cento), Africa (14 per cento), Medio Oriente, Sudamerica Stati Uniti e Canada fino all’Oceania.

Il dettaglio delle domande, guardando da vicino i numeri sulla base specifica dei quattro programmi di dottorato – Analysis and management of cultural heritage, Cognitive, computational and social neurosciences, Computer science and Systems engineering ed Economics, Networks and business analytics – riproduce una proporzione a favore della provenienza internazionale, con un accorciamento delle distanza tra estero e Italia per alcune aree di ricerca, segno che la Scuola continua a crescere come punto di riferimento anche su base nazionale.

“In questi anni abbiamo avuto un costante miglioramento delle qualità delle domande, indice della crescente affermazione della scuola come punto di riferimento nazionale ed internazionale per l’alta formazione post-laurea”, ha detto il professor Pietro Pietrini, direttore della scuola.

Le borse di studio sono nove per ogni curricula, ad eccezione di Computer science and systems engineering che ne prevede dieci. Delle trentanove a disposizione, trentasette sono finanziate quest’anno su fondi della scuola Imt e due su fondi extra: una posizione aggiuntiva per Cognitive, computational and social neurosciences è finanziata nell’ambito del progetto TweakDreams– letteralmente regolare i sogni – per il quale, Giulio Bernardi, giovane ricercatore della scuola, ha vinto un Erc (European research council) starting grant da 1,5 milioni di euro. Lo studio prenderà il via ufficialmente nei prossimi mesi e si avvarrà di una rete di eccellenti collaborazioni nazionali e internazionali. Un’altra per economics, networks and business analytics, invece, è finanziata nell’ambito delle attività di formazione e ricerca sulle tematiche oggetto del Neuroscience Lab della Scuola, in collaborazione con Intesa Sanpaolo innovation center.

La scuola Imt riceve ogni anno centinaia e centinaia di candidature, che neppure l’emergenza internazionale dovuta alla pandemia è riuscita a frenare. I candidati arrivano da tutto il mondospinti da un’offerta formativa originale e innovativa basata su un modello multidisciplinare e integrato, nel quale le metodologie delle diverse discipline si fondono per dare vita a un sistema di ricerca innovativo e di qualità. Attualmente le allieve e gli allievi della scuola sono 158 e provengono da 29 paesi diversi.

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